Donald Trump annuncia il golpe senza averlo fatto
La presidente ad interim del paese, Delcy Rodríguez, vuole difendere l’indipendenza del paese. Tra le altre notizie: le tende degli sfollati palestinesi non sono a norma, anche l’Italia partecipa alla coalizione dei volenterosi per Kyiv, e chi ha fatto i soldi su Polymarket sul rapimento di Maduro
Nicolas Maduro è in un centro di detenzione a New York. La procuratrice generale Pam Bondi ha pubblicato la sua incriminazione, che lo accusa di “narcoterrorismo” e di una “cospirazione” per l’importazione di cocaina — capo d’accusa che è esteso anche alla moglie Cilia Flores. L’atto sostiene che Maduro “guida un governo corrotto e illegittimo che, per decenni, ha usato il proprio potere per proteggere e promuovere attività illegali.” Secondo un retroscena di Axios, Maduro e sua moglie sarebbero diretti al famigerato MDC, il Metropolitan Detention Center di Brooklyn, un carcere federale noto per ospitare detenuti “celebrità” — tra cui anche Joaquin “El Chapo” Guzman, Luigi Mangione, Ghislaine Maxwell, prima di essere trasferita in una struttura più accogliente, P Diddy, e Sam Bankman-Fried. Soprattutto, è noto per avere condizioni di carcere così duro, e di essere una struttura così fatiscente, da essere stato descritto come “disumano” e “barbarico.” Altri carcerati presenti all’MDC in passato hanno denunciato di aver ricevuto cibo infestato da vermi e di aver subito maltrattamenti medici. Per descrivere l’attitudine del personale del carcere, in precedenza il Daily News ha scritto che era “sprezzante della vita e della dignità umana.” (the New York Times / X / Axios / New York Daily News, accessibile con VPN / Senato di New York / New York Daily News)
Al termine dell’operazione Trump ha tenuto una conferenza stampa durante la quale ha dichiarato apertamente l’ambizione degli Stati Uniti di “governare il paese fino a quando non possono fare una vera e propria transizione” — verso un governo indubitabilmente vicino a Washington. Trump non ha descritto come Washington intende “governare” il paese, oltre al fatto che ci sarebbe stato un “gruppo,” composto da Rubio, Hegseth e Caine che si sarebbe occupato di seguire la situazione nel paese. Il presidente non ha fatto mistero che potrebbero esserci ulteriori attacchi contro il Venezuela, e che la sua amministrazione “non aveva paura di andare boots on the ground” con truppe direttamente stanziate in Venezuela. Trump ha anche annunciato che le aziende petrolifere statunitensi “aiuteranno” il Venezuela ad “aggiustare la propria infrastruttura,” per “iniziare a far soldi per il paese” — uno degli obiettivi non dichiarati ma trasparenti dell’operazione è quello di non solo impossessarsi del petrolio in Venezuela, ma anche di impedirne la vendita verso la Cina. (YouTube / POLITICO)
Le autorità del Venezuela non sono d’accordo su chi le dovrebbe governare: la vicepresidente Delcy Rodríguez assumerà la carica di presidente della repubblica “pro tempore,” “al fine di garantire la continuità amministrativa e la difesa integrale della nazione.” Trump aveva dichiarato che pensava che Rodríguez fosse disposta a fare “il necessario per rendere di nuovo grande il Venezuela,” mentre invece, due ore dopo, la presidente ad interim ha parlato con i cittadini venezuelani dicendo che il paese era “determinato a rimanere libero,” e descrivendo l’azione statunitense come “una barbarie.” "Avevamo già avvertito che era in corso un’aggressione con false scuse e falsi pretesti, ma ora le maschere sono cadute, rivelando un solo obiettivo: il cambio di governo del Venezuela, per consentire il sequestro delle nostre risorse energetiche, minerarie e naturali.” “Questo è il vero obiettivo, e il mondo e la comunità internazionale devono saperlo.” Secondo fonti di Reuters in questo momento Rodríguez sarebbe in visita in Russia. (X / YouTube / Reuters)
Nelle scorse ore c’è stato un ulteriore, ma meno vistoso, slittamento degli Stati Uniti verso l’autoritarismo: secondo un retroscena di Semafor, New York Times e Washington Post avevano ricevuto informazioni che l’esercito statunitense avrebbe condotto il raid, ma hanno scelto di non pubblicare la notizia per evitare di mettere in pericolo i militari. Secondo Semafor si tratta di una “tradizione di lungo corso” della stampa statunitense — la cooperazione su temi di sicurezza nazionale — ma è evidente che il contesto è completamente diverso, non solo per il tipo di operazione condotta, in plateale infrazione delle leggi internazionali, ma alla luce della contrapposizione tra amministrazione Trump e media. (Semafor)
Signorsì* — L’operazione è stata ovviamente e comprensibilmente criticata dai paesi della regione e dagli avversari globali degli Stati Uniti. I paesi alleati di Washington, invece, si sono trovati quasi immediatamente allineati all’operazione criminale, aggiungendo in varie misure discrimini per ammettere che l’operazione era non solo temeraria ma evidentemente illegale. Nonostante questi asterischi, il supporto è sostanzialmente universale: Meloni ha dichiarato che l’Italia “ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica nel Venezuela,” Keir Starmer ha dichiarato che “non avrebbe versato lacrime” per Maduro, Macron ha dichiarato che in Venezuela deve esserci una “transizione pacifica, democratica, e rispettosa del volere del popolo venezuelano” — il presidente francese ha poi indicato nel capo dell’opposizione Edmundo González Urrutia, la figura di riferimento di Parigi. In un understatement notevole, il cancelliere tedesco Merz ha dichiarato che “la valutazione giuridica dell’intervento statunitense è complessa e richiede un’attenta valutazione.” Per l’Unione europea, Kaja Kallas la presidenza di Maduro era illegittima, e anche von der Leyen si è detta in supporto di una “transizione pacifica e democratica.” (il Fatto Quotidiano / Reuters / X)