Israele minaccia una nuova aggressione di Gaza

Mentre al Cairo e a Washington si lavora per la fase 2 degli accordi di Sharm, Tel Aviv prepara un nuovo attacco di Gaza città. Tra le altre notizie: la crisi del mobillo negli Stati Uniti, l’inaugurazione della campagna per il No al referendum, e mettere al bando X

Israele minaccia una nuova aggressione di Gaza
20 ottobre 2025. Foto CC BY 4.0 Tasmin News

Una delegazione di alto livello di Hamas è arrivata al Cairo per un nuovo round di colloqui per la seconda fase degli accordi di Sharm. La delegazione è affidata a Khalil al-Hayya, che guida il gruppo a Gaza. I colloqui di questi giorni riguardano la formazione del Comitato amministrativo di Gaza, composto da figure palestinesi della Striscia, incaricato di amministrare l’enclave e prepararla al lungo processo di ricostruzione. La seconda fase dovrebbe prevedere il ritiro militare israeliano, la formazione di un governo provvisorio e di una forza di sicurezza locale, fiancheggiata da una missione internazionale di peacekeeping. Hamas ha preso l’impegno di facilitare il lavoro del nuovo Comitato, ma che non ne prenderà parte — era una delle condizioni che hanno portato a siglare l’accordo con Washington. (the New Arab)

Non è un segreto che la Casa bianca sia molto frustrata con il procedere lento dell’accordo: Trump voleva annunciare l’inizio della fase due prima di Natale, e si sarebbe dovuto accontentare di farlo in occasione di Davos. Sabato Marco Rubio ha sentito di nuovo Benjamin Netanyahu, anche se i contenuti della conversazione non sono noti — Rubio è tra i funzionari dell’amministrazione Trump II che i retroscena vogliono come più frustrati dall’ostruzionismo di Tel Aviv nei confronti del piano di “pace” steso dagli Stati Uniti. Nelle scorse ore anche i ministri degli Esteri di Egitto e Giordania sono tornati a fare pressione per chiedere l’implementazione completa degli accordi — quando in realtà non è in vigore nemmeno un’implementazione completa della fase 1: le truppe israeliane continuano ad allargare la propria presenza sulla Striscia, e gli attacchi sono quotidiani. (Axios / Reuters / WAFA / X)

In realtà, mentre al Cairo e a Washington si lavora per stabilizzare la situazione nella Striscia, Tel Aviv ha dei piani prevedibilmente diversi: secondo un retroscena del Times of Israel, le IDF hanno preparato piani per rilanciare operazioni militari intensive a Gaza a marzo, con un’offensiva che si concentrerebbe sulla città di Gaza, per portare la “yellow line” di demarcazione del “cessate il fuoco” fino alla costa, ampliando ulteriormente il controllo israeliano sul territorio. La fonte del quotidiano è nella diplomazia araba, e si ipotizza che le autorità israeliane aspetterebbero un via libera statunitense prima di lanciare il nuovo attacco. Il retroscena è stato confermato anche dal Wall Street Journal, che sottolinea che una nuova offensiva israeliana ora sarebbe molto più facile — e presumibilmente violenta — perché le IDF non dovrebbero più preoccuparsi di non uccidere i prigionieri israeliani che nelle scorse settimane sono stati liberati; e perché ora che gran parte della popolazione nella zona vive in tende costringerla a lasciare la città dovrebbe essere più facile. (the Times of Israel / the Wall Street Journal)