La fase 2 del cessate il fuoco ammazzabambini
Gli Stati Uniti vogliono forzare l’avanzamento dell’accordo, ignorando come le IDF stiano continuando la strage indisturbati. Tra le altre notizie: si teme un attacco imminente all’Iran, il supporto di Meloni e Salvini per Orbán, e un nuovo studio sui little red dot avvistati dal telescopio Webb
Steve Witkoff ha annunciato su X “il lancio della fase 2” del piano di Trump per mettere fine al conflitto a Gaza. Witkoff riporta: “La fase 2 istituisce un’amministrazione palestinese tecnica transitoria a Gaza, il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, e avvia la completa smilitarizzazione e ricostruzione di Gaza, in primo luogo il disarmo di tutto il personale non autorizzato.” “Gli Stati Uniti si aspettano che Hamas rispetti pienamente i propri obblighi, incluso l'immediato ritorno dell'ultimo ostaggio deceduto. In caso contrario, le conseguenze saranno gravi.” Witkoff ha celebrato il successo della fase 1, che in realtà non è mai stata applicata completamente, e durante la quale le IDF hanno continuato a uccidere impunemente e a espandere il proprio controllo della Striscia. Nelle scorse ore le fazioni palestinesi hanno annunciato ufficialmente il proprio sostegno al Comitato nazionale, chiedendo che si crei un “clima adeguato” perché possa assumere “immediatamente” i propri compiti. Nel testo firmato dalle fazioni palestinesi si chiede al Consiglio di pace — ancora da annunciare — e ai mediatori di fare pressione su Israele per fermare l’offensiva che non si è mai davvero arrestata, e di riaprire tutti i valichi, in modo da far entrare aiuti umanitari in tutte le aree di Gaza. Le fazioni ricordano che nella fase 2 era previsto il ritiro totale delle IDF dalle Striscia di Gaza — sostituite da una forza di peacekeeping internazionale. Nell’annuncio di Witkoff del ritiro delle IDF non se ne parla. (X / Ultra Palestine)
Maha Hussaini, scrivendo da Gaza città, descrive la situazione nella Striscia come un “genocidio lento,” con morti e sfollamenti che continuano indisturbati. Secondo i dati del ministero della Sanità palestinese, a novembre erano ancora indisponibili il 56% dei farmaci essenziali, il 68% dei consumabili medici e il 67% delle forniture di laboratorio. In tutta la Striscia c’è una carenza del 70% di farmaci oncologici e antidolorifici — ma è come se non ce ne fossero: “Il restante 30% è quasi sempre inutile, perché se un paziente oncologico ha bisogno di tre tipi di farmaci, di solito ne sono disponibili solo uno o due, mentre gli altri mancano,” spiega Muhammad Abunada, direttore del Centro oncologico di Gaza. Nel frattempo, l’inverno continua senza soluzioni di riparo per i quasi 2 milioni di sfollati. Nelle scorse settimane sono morti di freddo almeno 31 persone, tra cui 19 bambine e bambini. (Middle East Eye)
La realtà è sostanzialmente opposta allo scenario vantato da Witkoff e dai media allineati a Washington: al contrario, il cessate il fuoco si sta progressivamente sgretolando, con attacchi sempre più frequenti e violenti da parte delle IDF: solo nella scorsa settimana le Nazioni Unite hanno contato 300 aggressioni contro i civili che hanno causato morti, in un aumento netto rispetto alle settimane precedenti. Secondo i dati aggregati dall’UNICEF dall’inizio del “cessate il fuoco” sono stati uccisi nella Striscia di Gaza più di 100 bambini — “più o meno uno al giorno dall’inizio del cessate il fuoco,” commenta il portavoce UNICEF James Elder. Quando i media statunitensi scrivono che la tregua “ha tenuto” quello che intendono dire è che non ci sono stati attacchi contro le IDF, nonostante le molte e quotidiani infrazioni dell’esercito israeliano. (Nazioni Unite / Middle East Monitor / the New York Times)
Nel frattempo, sarebbero stati inviati gli inviti formali ai “leader mondiali” che dovrebbero andare a comporre il Consiglio di pace preposto alla tenuta degli accordi di Sharm. Trump sarebbe stato personalmente coinvolto nella selezione degli invitati, e ci sarebbe stata un’ottima risposta da parte di tutti i contattati. Il Consiglio di pace dovrebbe supervisionare il Comitato nazionale tecnico formato dalle fazioni palestinesi, sostanzialmente rimuovendo il controllo diretto della Striscia non solo da Hamas, ma anche dall’Autorità palestinese. Il comitato esecutivo del Consiglio di pace dovrebbe essere presieduto da Nikolaj Mladenov, ex Coordinatore speciale dell’ONU per il processo di pace nel Sud ovest asiatico. E sì, nel Consiglio ci sarà anche Tony Blair. (the Times of Israel)