L’Europa sceglie di subire
Mentre i funzionari europei pensano di evitare l’escalation, Trump a tutti gli effetti minaccia la guerra. Tra le altre notizie: il testo dello statuto del Consiglio di pace, ovviamente a scuola non si possono mettere i metal detector, e investire sulle criptovalute in caso di alieni
Di fronte alle rinnovate pressioni di Trump, che minaccia dazi contro i paesi che hanno inviato qualche soldato in Groenlandia nel contesto dell’esercitazione Arctic Endurance, gli stati europei hanno avuto una prima reazione di difesa della propria dignità. Macron ha chiesto all’Unione europeo di attivare il famigerato lo Strumento Anti-coercizione comunitario. Lo strumento prevede diverse misure commerciali espressamente punitive — dalle restrizioni sugli investimenti all’accesso agli appalti pubblici. Macron, insieme ai leader di Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia, Paesi bassi, Regno Unito e Svezia, ha firmato una dichiarazione congiunta, dicendo che “in qualità di membri della NATO, ci impegnamo a rafforzare la sicurezza artica come interesse transatlantico condiviso,” ma precisando che l’operazione Arctic Endurance “non rappresenta una minaccia per nessuno.” “Le minacce tariffarie minano le relazioni transatlantiche e rischiano di innescare una pericolosa spirale discendente. Continueremo a essere uniti e coordinati nella nostra risposta.” (POLITICO / Governo della Svezia)
Questo spirito si è spento molto in fretta, però: durante una riunione urgente tenuta a Bruxelles, gli stati europei hanno deciso di non attivare lo Strumento Anti-coercizione (ACI), per dare la priorità a “dialogo e diplomazia.” Lo Strumento Anti-coercizione, che finora non è mai stato usato, era tra le opzioni presentate dalla Commissione europea agli stati membri. Gli ambasciatori ne avrebbero parlato, secondo una fonte diplomatica di Euronews, ma alla fine non avrebbero votato, a favore o contro, nessuna soluzione. L’Unione europea ha anche pronto il famigerato pacchetto di ritorsioni da 93 miliardi di euro, stilato nel pieno della guerra commerciale dello scorso anno — anche questo, per ora, rimane nel cassetto, inutilizzato. António Costa ha convocato un vertice straordinario dei leader dell’UE, che si terrà a stretto giro — forse già questo giovedì — per valutare quali possono essere i prossimi passi dell’UE. (Euronews)
Mentre l’Unione europea si preoccupava di evitare l’escalation, Donald Trump si fermava a un passo dal dichiarare guerra. In una lettera inviata al Primo ministro norvegese Ghar Støre e vista da Bloomberg, il presidente statunitense minaccia: “Considerando che il vostro Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace nonostante io abbia fermato PIÙ di 8 guerre, non mi sento più in obbligo di pensare esclusivamente alla Pace.” Ghar Støre ha commentato il retroscena a dir poco esasperato: “Per quanto riguarda il Premio Nobel per la Pace, l’ho spiegato più volte e chiaramente a Trump, ed è cosa ben nota: il Comitato Nobel è indipendente, e non è il governo norvegese ad assegnare il premio.” Ad un certo punto, nella lettera Trump scrive: “La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un ‘diritto di proprietà?’ Non ci sono documenti scritti, è solo che una barca è approdata lì centinaia di anni fa,” “ma anche noi avevamo barche che approdavano lì.” (Bloomberg)
Su Euractiv, Thomas Moller-Nielsen scrive quello che è sotto gli occhi di tutti: l’UE dovrebbe assolutamente attivare l’ACI — e anzi, probabilmente è già tardi. Tobias Gehrke, del think tank European Council on Foreign Relations commenta seccamente: “È un test politico. Se l'Europa non dovesse riuscire a dare subito una risposta forte, dimostrerebbe ancora una volta a Washington che i costi per l’acquisizione della Groenlandia sono limitati e gestibili.” L’ex funzionario della Commissione europea Ignacio García Bercero aggiunge: “Se l’ACI non viene usato in circostanze come questa, non verrà mai usato.” (Euractiv)