La ritirata di Trump sulla Groenlandia, per ora
Dopo ulteriori minacce contro Europa e Canada, Trump sembra essersi accontentato delle proposte della NATO — almeno per ora. Tra le altre notizie: le IDF hanno ucciso altri 3 giornalisti, i computer usati nei tribunali italiani sono poco sicuri, e il Comic-Con vieta l’IA
Durante il proprio intervento al World Economic Forum, Trump è tornato ad attaccare gli stati europei, promettendo però di non utilizzare la forza per arrivare all’annessione della Groenlandia. Poco dopo, al termine di un confronto “molto produttivo” con Mark Rutte, Trump ha annunciato che si era arrivati a “uno schema per un accordo futuro” sulla Groenlandia. “Questa soluzione, se implementata, sarà ottima per gli Stati Uniti d’America e per tutte le nazioni NATO.” Trump promette che, almeno per ora, non verranno imposti nuovi dazi contro i paesi europei, ma la situazione è tutto tranne che rientrata: Trump non sta accantonando le proprie ambizioni sulla Groenlandia — che a Davos ha chiamato più volte “Islanda” — e ha più volte usato toni apertamente minacciosi nei confronti dei propri alleati. Parlando dell’annessione della Groenlandia, Trump sintetizza: “Potete dirci di sì, e ve ne saremo grati; oppure potete dirci di no, e ce lo ricorderemo.” Rivolgendosi ai cittadini europei, ha detto che senza gli Stati Uniti ora “parlereste tutti tedesco e un po’ giapponese” — in riferimento al ruolo statunitense nella Seconda guerra mondiale. Le minacce meno velate sono state rivolte però nei confronti del Canada, dopo l’intervento durissimo del Primo ministro canadese Mark Carney del giorno precedente. Trump ha dichiarato che “il Canada vive grazie agli Stati Uniti”: “Ricordatelo Mark, la prossima volta che fai le tue dichiarazioni.” (YouTube / Truth Social / YouTube / the New York Times)
Parlando con CNBC poco dopo il post in cui annunciava l’accordo, Trump non ha specificato se l’accordo garantiva agli Stati Uniti qualche forma di proprietà sulla Groenlandia — il presidente statunitense si è limitato a dire che era una soluzione “un po’ più complessa,” ma è apparso molto soddisfatto delle concessioni della NATO. Rispondendo a una domanda sugli orizzonti dell’accordo, Trump ha dichiarato che sarebbe stato “per sempre.” Il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen ha reagito positivamente alle dichiarazioni di Trump, dicendo che ora serviva lavorare per “affrontare le preoccupazioni americane sulla sicurezza nell’Artico.” (CNBC / X)
A prescindere dai dettagli — o dall’esistenza effettiva — di questo accordo, i rapporti con il Canada sembrano decisamente compromessi. Mercoledì Carney non ha incontrato Trump, partendo per lasciare Davos praticamente a tempo all’arrivo del presidente statunitense. Interrogato sulla decisione di Carney di non incontrare Trump, il ministro del Commercio internazionale canadese Maninder Sidhu ha risposto algidamente che in questo momento l’attenzione dell’esecutivo era quella di diversificare il commercio verso diversi mercati. Attualmente il 75% degli export canadesi vanno verso gli Stati Uniti. “Stiamo guardando in tutto il mondo per trovare aree di opportunità,” ha commentato Sidhu. (the Globe and Mail)
Secondo un retroscena di Reuters, la ritirata di Trump dalle minacce più esplicite di usare la forza per annettere la Groenlandia arriverebbe arriva dopo settimane di discussione alla Casa bianca, con molti funzionari poco entusiasti dello scenario in cui si sarebbe arrivati all’annessione forzosa del territorio. Secondo le fonti dell’agenzia Tom Dans, alla commissione preposta sull’Artico, JD Vance e Marco Rubio spingevano per una soluzione di compromesso, mentre invece Stephen Miller sembrava più disponibile a mantenere aperta la possibilità dell’uso della forza. La proposta di fare pressione sugli alleati europei con nuovi dazi sarebbe arrivata dal segretario al Commercio Lutnick, e da alcuni altri membri del gabinetto. Nonostante la sospensione delle minacce, l’amministrazione starebbe ancora lavorando allo scenario dei dazi, compreso ipotizzare possibili ritorsioni alle reazioni degli stati europei. (Reuters)