La “comunità pianificata” di Rafah
Gli Emirati finanzieranno la costruzione della prima “comunità pianificata” a Rafah, dove intrappolare la popolazione palestinese. Tra le altre notizie: Elon Musk torna in politica; il vertice Italia-Germania, tra Trump, Draghi e Letta (sì); Google vuole sostituire i libri di testo con YouTube
Gli Emirati Arabi Uniti finanzieranno la prima “comunità pianificata” di Gaza: lo rivela un retroscena del Guardian. I residenti palestinesi avranno accesso ai servizi offerti della comunità a condizione che si sottopongano a raccolta di dati biometrici e controlli di sicurezza. Il progetto prevede l’istituzione di portafogli elettronici in shekel e la creazione di un curriculum scolastico “non basato su Hamas” — è facile immaginare cosa voglia dire. Dalla “comunità” sarà possibile entrare e uscire liberamente, ma solo in linea teorica: a ogni passaggio le persone saranno sottoposte a controlli di sicurezza “per prevenire l’introduzione di armi ed elementi ostili.” I documenti visionati dal quotidiano di Londra non specificano chi condurrà i controlli di “sicurezza.” Secondo una fonte nelle IDF del Guardian, i lavori per sgomberare il terreno dove dovrebbe sorgere questa “comunità” sarebbero già in corso. Uno scoglio sono gli atti di proprietà terriera: se i proprietari palestinesi possono dimostrare i diritti di proprietà sul sito, i finanziatori emiratini potrebbero essere accusati di sfollamento forzato di popolazione civile — che è quello che plasticamente sta avvenendo, a prescindere che ci sia qualcuno che possa rivendicare o meno la proprietà dei terreni. Si tratta, per dovere di cronaca, di un crimine di guerra. La tesi è semplice: continuare a far mancare cibo e aiuti umanitari fuori dalle “comunità pianificate,” sostanzialmente costringendo la popolazione palestinese a sacrificare gran parte della propria libertà per qualcosa da mangiare. (the Guardian)
Nel frattempo, Israele sta trasformando la “linea gialla,” quella che demarca i territori ancora occupati dalle IDF, in una barriera fisica. Secondo i termini della fase 2 degli accordi di Sharm, le IDF dovrebbero progressivamente lasciare la Striscia: in realtà, secondo un’analisi di immagini satellitari condotta da Forensic Architecture, l’esercito israeliano ha iniziato a costruire grandi cumuli di terra rialzati per creare una separazione fisica che demarchi i territori occupati. Nelle settimane scorse le IDF hanno illegalmente espanso i territori che occupavano, e ora li stanno segnando come in vista di una occupazione se non permanente certamente di lungo periodo. A nord di Gaza, a Beit Lahia, sono già stati costruiti più di 2 chilometri di cumuli di terra. (Drop Site)
Continuano anche le tensioni con l’Iran: secondo il ministro degli Esteri turco Fidan, il governo Netanyahu VI starebbe “cercando un’occasione” per attaccare l’Iran: parlando con l’emittente televisiva NTV, il ministro ha specificato che in questo momento sono le autorità israeliane più che quelle statunitensi che stanno cercando il conflitto — anche se solo due giorni fa Trump è tornato a minacciare un’azione militare contro il paese. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivare nella regione la portaerei USS Abraham Lincoln con il suo gruppo d’attacco — la portaerei era originariamente destinata verso il mar Cinese meridionale. (Al Jazeera)