La trattativa Iran–Stati Uniti procede bene, minacce a parte

Sia Teheran che Washington avevano rilasciato dichiarazioni positive sui colloqui — ma poi gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni. Tra le altre notizie: Trump ha pubblicato un video razzista, Stellantis si è schiantata in borsa, e Epstein non è ancora vivo e soprattutto non gioca a Fortnite

La trattativa Iran–Stati Uniti procede bene, minacce a parte
Kushner e Witkoff con il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Al Busaidi. Foto via X, Badr Al Busaidi

Dopo 8 ore di colloqui — indiretti, le delegazioni statunitensi e iraniane non si sono mai incontrate — sia da Washington che da Teheran sono arrivate dichiarazioni incoraggianti. Il ministro iraniano Araghchi ha detto che si è trattato di un “buon inizio,” pur ammettendo che “dopo 8 mesi turbolenti durante i quali abbiamo attraversato una guerra, riprendere un processo di dialogo non è semplice.” “Per prima cosa, dobbiamo superare l’atmosfera di sfiducia prevalente… Se questa tendenza continua, penso che possiamo raggiungere un buon quadro per un accordo” Anche Trump ha dichiarato che i colloqui sono andati “molto bene,” ma come sempre il presidente statunitense non può ammettere un passo avanti in una trattativa senza accompagnarlo con una minaccia: “Se non fanno un accordo,” ha spiegato ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, “le conseguenze sono molto pesanti.” Teheran ha ottenuto che i colloqui si concentrassero esclusivamente sul nucleare, escludendo, almeno per ora, missili balistici, diritti umani e il proprio sostegno a gruppi armati attivi nella regione, temi che Rubio aveva chiesto di inserire in agenda. Secondo il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Al Busaidi, l’incontro ha permesso di individuare “aree di possibile progresso.” (the Guardian / X)

Il tutto bene è durato solo poche ore, però: subito dopo la conclusione dei colloqui a Muscat, gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni per colpire le esportazioni petroliere iraniane. Le misure includono il blocco di transazioni con 14 navi che sono accusate di trasportare petrolio iraniano, ma battenti bandiere turche, indiane, ed emiratine. Inoltre, sono state annunciate sanzioni contro 15 entità e 2 individui, e un ordine esecutivo firmato da Trump che potrebbe imporre dazi del 25% con i paesi che commerciano con l’Iran. Il portavoce del dipartimento di Stato Pigott ha dichiarato che il paese userebbe i proventi del petrolio per “finanziare attività destabilizzanti nel mondo,” e che l’amministrazione Trump II è “impegnata a ridurre le esportazioni illecite di petrolio e petrolchimici da parte del regime iraniano,” in quella che viene apertamente descritta come una “campagna di massima pressione.” (the New Arab / Reuters)

Parlando a bordo dell’Air Force One, Trump ha ripetuto che gli Stati Uniti hanno inviato una “grande” flotta nella regione, e che sarà lì “molto presto,“ e ha precisato che la posizione statunitense è che l’Iran non potrà avere in nessun modo armi nucleari. “Se avessimo potuto fare quell’accordo due anni fa, l’avremmo fatto. Loro non erano pronti, ora lo sono.” Secondo fonti di Haaretz, l’Iran avrebbe a sua volta escluso qualsiasi accordo che prevede “arricchimento a zero” del proprio uranio — che è la proposta oltranzista dell’amministrazione statunitense — ma ha mostrato apertura a discutere un livello di purezza dell’arricchimento o alternative, come la creazione di un consorzio regionale per l’arricchimento. In cambio Teheran chiede sgravi sulle sanzioni immediate, e l’allontanamento degli asset militari dal paese. (Axios / Haaretz / the New York Times)