Più di 2.800 persone vaporizzate a Gaza
Un’inchiesta documenta come migliaia di persone siano state vaporizzate da bombardamenti delle IDF con armi statunitensi. Tra le altre notizie: le lettere dei bambini intrappolati nel lager di Dilley, in Texas; le tensioni tra leghisti e vannacciani; e le aziende tech giapponesi contro Apple
Un’inchiesta di Al Jazeera Arabic documenta la sparizione di 2.842 persone durante l’aggressione di Gaza: si tratta di persone che sono letteralmente “evaporate,” senza lasciare resti identificabili se non qualche traccia di sangue e occasionalmente piccoli frammenti di tessuto. Esperti e testimoni spiegano le migliaia di persone scomparse nel nulla con l’uso sistematico di armi termiche e termobariche, in grado di generare temperature superiori ai 3.500 °C. Il direttore generale del ministero della Salute della Striscia di Gaza, Munir al-Bursh, spiega che a quelle temperature i fluidi di un corpo umano “bollono istantaneamente”: “I tessuti vaporizzano e si trasformano in cenere.” Al Jazeera Arabic ha individuato le specifiche munizioni, tutte di fabbricazione statunitense, usate a Gaza. Tra queste va menzionata la GBU-39. L’esperto militare russo Vasily Fatiganov ne spiega l’uso: “È progettata per mantenere la struttura dell'edificio relativamente intatta distruggendo tutto al suo interno. Uccide tramite un'onda di pressione che lacera i polmoni e un'onda termica che incenerisce i tessuti molli.” Diana Buttu, docente presso il campus di Doha dell’Università di Georgetown, denuncia: “Questo è un genocidio globale, non solo da parte israeliana.” “Assistiamo a un flusso continuo di queste armi dagli Stati Uniti e dall’Europa. Tutti sanno che queste armi non distinguono tra un miliziano e un bambino, eppure continuano a inviarle.” “Il mondo sa che Israele possiede e usa queste armi proibite. La domanda è perché gli viene consentito di restare fuori da qualsiasi sistema di responsabilità.” L’uso indiscriminato di questo tipo di armi costituisce crimini di guerra, e ovviamente è implicato anche chi queste armi le ha fornite. (Al Jazeera)
Uno dei disegni di legge circolato alla Knesset sulla pena di morte è così estremista da essere stato criticato anche da funzionari dei ministeri della Giustizia e della Difesa del governo Netanyahu VI. Il ddl, promosso dalla sigla di estrema destra Otzma Yehudit prevede la pena di morte obbligatoria per i palestinesi condannati per atti di terrorismo con esito mortale, ma lascia ai giudici la possibilità di comminare l’ergastolo ai cittadini israeliani condannati per lo stesso reato. Secondo una funzionaria del ministero della Giustizia, la legge non è costituzionale, e avrebbe “gravi implicazioni internazionali.” Un tenente colonnello convocato dal ministero della Difesa per esprimersi sulla legge in commissione Sicurezza nazionale ha avvertito che il divieto di mitigare la pena solo per le persone palestinesi viola una clausola delle Convenzioni di Ginevra. (Haaretz)
Nel frattempo, nella Striscia di Gaza si sta diffondendo una malattia respiratoria acuta che non è ancora stata diagnosticata con precisione, perché ovviamente gli ospedali sono impossibilitati a effettuare analisi adeguate. Al Araby riporta che i sintomi comprendono tosse violenta, senso di soffocamente, febbre alta e forti dolori al petto — le condizioni di estrema difficoltà con cui operano le strutture sanitarie a Gaza costringono i medici a trattare i sintomi e non la malattia. Il ministero della Salute di Gaza ha lanciato l’allarme per la diffusione di questa malattia respiratoria, che ha già causato la morte di 10 giovani senza precedenti patologici, oltre a centinaia di casi con sintomi analoghi. Il contagio avviene nel contesto del blocco all’ingresso di forniture mediche nella Striscia che le autorità israeliane continuano a imporre nonostante il cessate il fuoco. (Al Araby)