L’Europa si prepara a esternalizzare i lager

Il Parlamento europeo ha approvato il meccanismo per creare lager in paesi terzi. Tra le altre notizie: i preparativi per applicare la pena di morte in Israele; la crisi di Fiat è sempre piú grave, ma il governo tace; e il tool per bypassare il controllo età di Discord

L’Europa si prepara a esternalizzare i lager
Foto: dominio pubblico CC0 Profpcde

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva due modifiche al regolamento sulle procedure per la richiesta d’asilo. È stata una cosa netta. La misura per la creazione di un elenco comune dei “paesi di origine sicuri” è passata con 408 voti a favore, 184 contrari e 60 astenuti, mentre la riforma per introdurre il concetto di “paese terzo sicuro” — dove deportare i propri migranti — è stato approvato con 396 voti a favore, 226 contrari, e 30 astenuti. Le due misure sono passate con il voto di popolari, delle sigle di estrema destra, e con il sostegno delle compagini danesi, svedesi e rumene di S&D, che hanno rotto con la linea con le altre componenti. La parlamentare francese Mélissa Camara (Verdi) ha dichiarato che si tratta di “un altro passo nella deumanizzazione delle politiche migratorie dell’Unione europea.” La deputata tedesca Lena Düpont (CDU) ha ignorato la forzatura dell’alleanza con neofascisti e neonazisti — cosa che solo due mesi fa dava scandalo — dicendo che il suo partito stava “rispettando le promesse” fatte ai cittadini. (Euractiv / Eunews)

L’aspetto più problematico, come si vede anche dalla distribuzione del voto, è quello della creazione di concetto di “paesi terzi sicuri,” che minaccia di distruggere in modo irrimediabile il diritto d’asilo in Unione europea. La riforma permetterà a qualsiasi stato membro di deportare i propri richiedenti asilo verso qualsiasi stato con cui abbia un accordo, sul modello del famigerato partenariato tra Regno Unito e Rwanda. Quando il nuovo regolamento entrerà in vigore, il prossimo giugno, gli stati europei potranno iniziare a cercare stati dove deportare i propri richiedenti asilo, sfruttando leve politiche e espliciti ricatti economici. La tenuta della misura a livello comunitario è ancora tutta da vedere, ma quello che è certo è che in Italia sia incostituzionale: l’articolo 10 della Costituzione italiana dice espressamente che “lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica.” (il manifesto / UNHCR) 

Per il governo Meloni, ora, è il momento della verità, su tutti i livelli. Per prima cosa con la magistratura e con la Consulta, che dovranno esprimersi sulla mancata tenuta di uno dei diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione. Ma se anche il governo dovesse riuscire a passare sopra tutte le questioni legali, restano molto complesse quelle materiali ed economiche: i costi di gestione del CPR di Gjader restano altissimi e difficili da giustificare oltre la propaganda — nel 2024 l’Italia ha pagato più di mezzo milione di euro per 5 giorni di attività nel centro. La creazione di ogni posto letto costa più di 153 mila euro, più di 7 volte tanto il costo di gestione in un centro italiano — come quello di Porto Empedocle, dove il costo è di 21 mila euro a posto letto. I costi di costruzione della struttura per un soffio non sono stati il doppio del previsto: si stimava una spesa di 39 milioni di euro, e se ne sono spesi 73,48. Da aprile a ottobre del 2025 nella struttura di Gjader sono passate 219 persone, una frazione piccolissima dei 35 mila previsti dal governo. (Today)