Litigio di coppia
Alla Conferenza di Monaco Germania e Stati Uniti cercano di fare la pace, senza nascondere le fratture che separano Washington e Bruxelles. Tra le altre notizie: Ben-Gvir assiste alla tortura dei prigionieri palestinesi, l’Eni potrà operare in Venezuela, e un sistema solare “al contrario.”
Le fratture nell’alleanza atlantica tra Stati Uniti e Unione europea si fanno sempre più profonde, ma i leader europei non sanno esattamente cosa fare al riguardo. Nel proprio intervento alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza, Friedrich Merz ha invitato a una ricostruzione dei rapporti con Washington, sottolineando però: “Si è aperta una frattura tra Europa e Stati Uniti. Il vicepresidente Vance lo ha detto molto apertamente qui a Monaco un anno fa. Aveva ragione. La guerra culturale del movimento MAGA non è la nostra. La libertà di espressione da noi finisce quando quel discorso va contro la dignità umana e la costituzione. Non crediamo nei dazi e nel protezionismo, ma nel libero commercio.” Ai margini della Conferenza, Merz e il ministro degli Esteri Wadephul hanno incontrato il segretario di Stato Marco Rubio, e il ministro ha postato su X un aggiornamento mellifluo, definendo gli Stati Uniti “amici intimi e partner fedeli” (sic). L’incontro con Rubio avrebbe “riaffermato i nostri solidi legami transatlantici, basati su interessi comuni, e il nostro accordo su molte questioni chiave, tra cui una NATO forte e un’Europa forte.” (DW / X)
Mentre scriviamo è in corso l’intervento di Marco Rubio, che ha detto che gli Stati Uniti e l’Europa sono “fatti per stare insieme,” in un drastico cambio di direzione rispetto alle affermazioni di Vance dell’anno scorso — e in aperta risposta al discorso più aggressivo di Merz. Nonostante il tono più conciliante, la sostanza non cambia: Rubio ha ripetuto che gli Stati Uniti di Trump vogliono “alleati che possano difendersi da soli,” in modo che “a nessun avversario venga voglia di sfidare la nostra forza collettiva,” e ha poi aggiunto, in modo minaccioso: “Vogliamo alleati che siano orgogliosi della loro cultura, del loro patrimonio… e che insieme a noi siano disposti e capaci di difenderlo.” (CNN)
Il fronte su cui Stati Uniti e paesi europei restano più apertamente in disaccordo è come mettere fine alla guerra in Ucraina. Parlando con i giornalisti, Trump ha di nuovo fatto pressioni su Kyiv, dicendo che Zelenskyj deve “darsi una mossa” con un accordo di pace con Mosca: “La Russia vuole fare un accordo, e Zelenskyj dovrebbe darsi una mossa, altrimenti perderà una grande opportunità.” Nei prossimi giorni si terrà un terzo round dei trilaterali tra Stati Uniti, Russia, e Ucraina. Nei giorni scorsi la Russia ha più volte cercato di costruire un canale preferenziale con Washington, cercando di ritornare allo “spirito di Anchorage,” quello dell’incontro tra Trump e Putin della scorsa estate. (YouTube / Meduza)