Non sono solo minacce: gli Stati Uniti preparano l’attacco contro l’Iran
Il Pentagono sta preparando piani per settimane di attacchi contro Teheran. Tra le altre notizie: l’Italia sarà paese “osservatore” al Consiglio di pace di Trump, Valditara sogna di privatizzare la scuola, e fare San Valentino con il proprio chatbot
Un retroscena esclusivo di Reuters rivela che il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni militari prolungate, della durata di settimane, contro l'Iran, nel caso Trump ordini di attaccare Teheran. Due funzionari statunitensi, parlando in condizione di anonimato, hanno rivelato che la pianificazione in corso è marcatamente più complessa rispetto all'operazione Midnight Hammer dello scorso giugno. Questa volta, le forze armate statunitensi potrebbero colpire strutture statali e di sicurezza iraniane, non solo infrastrutture nucleari. Un funzionario ha dichiarato che gli Stati Uniti si aspettano una ritorsione iraniana, con un ciclo di attacchi e rappresaglie sulle basi militari statunitensi presenti nella regione. Gli Stati Uniti hanno basi in molti stati limitrofi — Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Kuwait, Qatar e Turchia. Rispondendo alle domande dell’agenzia, la portavoce della Casa bianca Anna Kelly ha dichiarato che Trump “ascolta una varietà di prospettive su qualsiasi questione, ma prende la decisione finale sulla base di ciò che è meglio per il nostro Paese e la sicurezza nazionale” (meno male). Da Monaco, Rubio ha dichiarato che Trump vuole arrivare a un accordo con Teheran, ma che è una cosa “molto difficile da fare.” (Reuters / Bloomberg News)
Martedì si terrà a Ginevra un secondo round della trattativa indiretta tra Stati Uniti e Teheran, l’Oman, che aveva ospitato il primo round dei colloqui, sarà presente anche in Svizzera, per continuare il proprio lavoro di mediazione. È impossibile dare la notizia senza sottolineare che le trattative erano già arrivate a questa fase anche l’anno scorso, per poi interrompersi bruscamente, quando a giugno Israele lanciò i primi attacchi di quella che divenne poi una vera e propria guerra di 12 giorni, che arrivò a conclusione proprio con gli attacchi statunitensi dell’operazione Midnight Hammer. (Associated Press)
Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha criticato duramente la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, accusando i paesi europei di aver perso influenza nei negoziati sul programma nucleare iraniano. Il ministro ha pubblicato un thread su X, chiamando l’evento il “Circo di Monaco” per quello che riguarda l’Iran. “L’UE sembra confusa, radicata nell’incapacità di comprendere cosa sta accadendo all'interno dell'Iran;” scrive il ministro. “Un tempo era un interlocutore chiave, ora l’Europa ora è scomparsa.” Sabato a Monaco si è tenuta una grande manifestazione contro l’Iran, a cui ha partecipato anche Reza Pahlavi, il figlio dell’ultimo Scià iraniano, che si è di nuovo dichiarato a favore di un intervento militare statunitense contro il suo stesso paese. Secondo il pretendente al trono, un attacco statunitense contro Teheran è “solo questione di tempo.” (X / Associated Press)