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Witkoff e Kushner sono a Ginevra per parlare di accordo nucleare iraniano e pace in Ucraina. Tra le altre notizie: in Argentina torna a salire il tasso di mortalità infantile, continuano le tensioni tra ministero della Giustizia e Anm, e un nuovo spettacolo di robot per il capodanno lunare
Si apre oggi a Ginevra una due giorni durante la quale l’amministrazione Trump II si aspetta di vedere importanti passi avanti sia nella trattativa per il nucleare iraniano che per arrivare alla conclusione della guerra in Ucraina. L’impresario edile Steve Witkoff e il genero di Trump Jared Kushner gestiranno direttamente la trattativa con Teheran — che si terrà oggi — e soprintenderanno il dialogo tra rappresentanti di Kyiv e Mosca, che continuerà anche durante la giornata di mercoledì. Witkoff e Kushner sono arrivati a Ginevra questa mattina, e condurranno colloqui indiretti con i rappresentanti dell’iran, mediati dalla missione locale dell’Oman. Nel pomeriggio, si sposteranno per seguire i negoziati trilaterali sulla guerra in Ucraina. L’Europa resta sostanzialmente esclusa da entrambe le trattative — non si sa niente della possibile presenza di funzionari francesi, tedeschi o britannici: la scelta della location a Ginevra arriva proprio su indicazione di Macron, ma nei giorni scorsi le autorità di Mosca hanno espressamente indicato che non volevano che fossero presenti rappresentanti europei alla trattativa. Mosca ha più volte indicato che ritiene che gli stati europei stiano ostacolando il processo di pace, e gli stati europei negli scorsi mesi hanno intensificato il proprio linguaggio aggressivo contro la Russia. (Geneva Solutions / TRT World)
Parlando dall’Air Force One con i giornalisti, Trump si è detto ottimista sui prospetti dell’incontro, tornando però a minacciare Teheran: “Non credo vogliano le conseguenze del non raggiungere un accordo.” “Avremmo potuto avere un accordo invece di mandare i B-2 a eliminare il loro potenziale nucleare. Invece abbiamo dovuto mandare i B-2.” I B-2 sono gli stealth bomber di Northrop Grumman che sono stati usati per l’attacco statunitense in Iran dell’anno scorso. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha incontrato lunedì Rafael Grossi, direttore generale dell’AIEA, per discutere la cooperazione con l'agenzia e gli aspetti tecnici dei colloqui. Non è chiaro come proseguirà la trattativa, perché le due parti non sono ancora concordi su quali saranno i temi della trattativa — nonostante questo sia già un secondo giro di discussioni: Washington vuole ampliare la portata dei negoziati a questioni non nucleari come l'arsenale missilistico iraniano. Teheran è disposta a discutere solo limiti al programma nucleare in cambio della revoca delle sanzioni. (X / Reuters)
Anche la trattativa tra Ucraina e Russia continua senza sviluppi rilevanti: lunedì Peskov aveva aperto alla possibilità di discutere in modo più ampio con i rappresentanti di Kyiv — ad Abu Dhabi si era parlato solo di come organizzare il cessate il fuoco — compreso delle richieste territoriali di Mosca. Nei giorni scorsi Trump ha fatto forte pressioni su Zelenskyj dicendo che “doveva darsi una mossa” per non perdere la “grande opportunità” di mettere fine alla guerra. Zelenskyj da parte sua finora ha sempre sostenuto che l’Ucraina non intende cedere il i territori dell’oblast di Doneck, ma Kyiv sarebbe disposta a codificare una “zona demilitarizzata” nella regione in cui entrambe le parti arretrerebbero simmetricamente. Il peso della guerra si fa sempre più forte, però: nelle ultime settimane i sondaggi hanno segnalato una crescente accettazione da parte del pubblico ucraino alla necessità di concedere territori per mettere fine alla guerra. (the Guardian / the New York Times)