Obiettivo: abolire gli accordi di Oslo
Il ministro Smotrich si è preso l’impegno elettorale di abolire gli accordi di Oslo. Tra le altre notizie: la trattativa tra Stati Uniti e Iran è andata meglio del previsto, Tajani difende la presenza dell’Italia al Consiglio di pace di Trump, e la Commissione europea apre un indagine su Shein
Parlando con i leader degli insediamenti illegali in Cisgiordania durante un evento organizzato dal suo partito Sionismo religioso, il ministro delle Finanze israeliano Smotrich ha dichiarato che uno dei suoi nuovi obiettivi politici è l’abolizione degli accordi di Oslo, che conta di realizzare nel prossimo mandato di governo — le prossime elezioni legislative in Israele si terranno il 27 ottobre. Smotrich ha dichiarato che i suoi obiettivi saranno: “La distruzione dell’idea di uno stato arabo del terrore, la cancellazione dei maledetti accordi di Oslo, e l’inizio del cammino della sovranità.” Smotrich ha proposto lo smantellamento dell’Autorità palestinese e la creazione di una nuova amministrazione militare per governare l’area, con l’obiettivo finale di applicare la piena sovranità israeliana sulla regione. Tra gli obiettivi che si è dato, Smotrich ha parlato della necessità di intensificare l’attività coloniale in Cisgiordania e “incoraggiare la migrazione” della popolazione palestinese, estendendo esplicitamente alla Cisgiordania un obiettivo finora concentrato principalmente su Gaza. Gli accordi di Oslo sono un insieme di accordi politici siglati nel 1993 tra Yitzhak Rabin e Yasser Arafat, nel contesto del processo di pace che all’epoca sperava di risolvere il conflitto arabo-israeliano. Gli accordi hanno portato alla formazione dell’Autorità nazionale palestinese. (the Jerusalem Post / the Times of Israel)
Nelle scorse ore un ragazzo palestinese di 13 anni è stato ucciso, e altri 2 sono rimasti feriti, dall’esplosione di una mina israeliana, nei pressi della città di Jiftlik. Le IDF hanno, come di consuetudine, fornito una versione molto diversa degli eventi. I tre ragazzi avrebbero “maneggiato ordigni inesplosi” nei pressi della base militare di Tertza, descrivendo l'area come zona di tiro attiva dove l'accesso civile è proibito. La valle del Giordano ricade in gran parte nell’Area C della Cisgiordania, sotto pieno controllo militare israeliano. Israele designa vaste porzioni della valle come zone di addestramento militare, limitando l'accesso e il movimento dei palestinesi. (Anadolu)
Una coalizione tra 85 stati membri ONU e organizzazioni internazionali ha condannato il piano israeliano di espandere il controllo sulla Cisgiordania occupata e rivendicare vaste porzioni di territorio palestinese come “proprietà statale” israeliana. L’ambasciatore palestinese alle Nazioni Unite Riyad Mansour ha dichiarato, parlando a nome del gruppo, che le azioni di Tel Aviv “sono contrarie agli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale e devono essere immediatamente revocate.” Tra i firmatari della dichiarazione congiunta ci sono Arabia Saudita, Australia, Canada, Cina, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Francia, Lega araba, Organizzazione della cooperazione islamica, Pakistan, Russia, Turchia, e anche l’Unione europea. Il segretario generale dell’ONU António Guterres ha definito le azioni di Israele come “destabilizzanti” e illegali, richiamando la sentenza della Corte internazionale di giustizia del 2024 che ha dichiarato illegale l'occupazione israeliana. (Al Jazeera)