Sea-Watch e i sogni autoritari del governo Meloni

Le forze di governo calano la maschera sulle ambizioni di controllo diretto della magistratura. Tra le altre notizie: il presidente golpista sudcoreano è stato condannato all’ergastolo, c’è qualcosa che non torna nel caso dell’uccisione di Abderrahim Mansouri, e andiamo a ripetizione dai VTuber

Sea-Watch e i sogni autoritari del governo Meloni
foto CC BY-SA 4.0 Chris Grodotzki / Sea-Watch.org

Sea-Watch Italy continua a vincere. Mercoledì il tribunale di Palermo ha stabilito che l’ONG deve essere risarcita di 76 mila euro per la detenzione illegittima della nave Sea-Watch 3, trattenuta per mesi senza fondamento giuridico. L’ONG aveva soccorso 53 persone, che senza la Sea-Watch 3 rischiavano di annegare, in un’operazione del giugno 2019 che sarebbe diventata al centro del “caso Rackete.” In merito al caso, finora le autorità italiane hanno avuto torto a ogni grado di giudizio: prima per la mancata convalida dell’arresto da parte del gip di Agrigento, poi per l’assoluzione definitiva in Cassazione, che ha stabilito che la violazione del blocco navale era legittima. Oggi, il tribunale di Catania ha sospeso il provvedimento di fermo per la Sea-Watch 5, che era stata fermata dalle autorità per aver salvato la vita a 18 persone, tra cui 2 bambini, lo scorso 25 gennaio. L’ONG in questo caso è accusata di non aver comunicato alle autorità libiche la posizione del soccorso — Sea-Watch ha giustificato la decisione ricordando come la cosiddetta guardia costiera libica sia responsabile di “continue violazioni dei diritti umani.” La portavoce di Sea-Watch Giorgia Linardi commenta la notizia del risarcimento: “Dimostra ancora una volta che la disobbedienza civile è tutt'altro che arroganza,” al contrario, è in “protezione del diritto internazionale dagli attacchi di chi abusa della propria posizione di potere per calpestarlo, ai danni dei diritti e delle libertà di tutti.” (Rai News / ANSA)

Le forze di governo hanno reagito come potete immaginare, a partire dalla presidente del Consiglio, che ha immediatamente contestualizzato il caso nella guerra santa mossa dall’esecutivo contro il potere giudiziario. Meloni ha pubblicato sui social un video in cui parla di una “decisione che lascia senza parole.” Meloni si sfoga: “Il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?” Il collegamento con il referendum non potrebbe essere più esplicito — anche se formalmente il governo insiste che il voto non sia sul controllo della magistratura — tant’è che nei commenti del video su Instagram sono molti i sostenitori di Meloni che annunciano il proprio voto per il Sì. Le ha fatto eco il suo vice, Matteo Salvini, in un altro video che ancora più espressamente collega la necessità di votare al referendum per fare in modo che la magistratura non possa più agire in modo indipendente — nell’applicazione e anche nell’interpretazione delle leggi, perché il ruolo della magistratura è esattamente questo. (Instagram / X)

Poche ore prima, Mattarella si era presentato a sorpresa al plenum ordinario del Consiglio superiore della magistratura, per la prima volta negli 11 anni (eh sì) della sua presidenza. L’intervento è stato brevissimo — poco più di un minuto — ma è stato tenuto riservato al punto che nemmeno Meloni ne era stata informata. Il presidente della Repubblica ha voluto sottolineare che ci si aspetta “da parte delle altre istituzioni,” il “rispetto” per il Csm, che ha un “ruolo di rilievo costituzionale.” “Le istituzioni non attacchino altre istituzioni,” ha detto espressamente Mattarella. “Come presidente della Repubblica avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza nell'interesse della Repubblica.” (ANSA)