Causa, effetto e conseguenze

Azioni e dichiarazioni arrischiate di Stati Uniti e Unione europea hanno le loro inevitabili conseguenze. Tra le altre notizie: il Pakistan attacca l’Afghanistan, le pesanti accuse contro il poliziotto che ha ucciso Abderrahim Mansouri, e altri problemi tecnici per il razzo della missione Artemis II

Causa, effetto e conseguenze
Teheran. Foto CC BY-SA 3.0 Ninara

Dopo le dichiarazioni dell’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee — che ha detto che per lui non sarebbe un problema se Israele arrivasse a conquistare tutti i territori previsti dal piano espansionista del “Grande Israele,” i governi dei paesi della zona hanno ovviamente reagito con scandalo. Arabia Saudita, Giordania, Kuwait hanno rilasciato dichiarazioni individuali per condannare le parole di Huckabee, ed è stato emesso anche un duro comitato congiunto, firmato da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Indonesia, Kuwait, Libano, Oman, Pakistan, Palestina, Qatar, Siria, Turchia, e dai segretariati generali del Consiglio di cooperazione del Golfo per gli Stati arabi, dalla Lega degli Stati arabi, e dall’Organizzazione per la cooperazione islamica. Nel comunicato congiunto i firmatari esprimono “profonda preoccupazione” e “rifiuto categorico” delle parole di Huckabee, sottolineando che si tratterebbe ovviamente di una “violazione flagrante” delle leggi internazionali. I firmatari “avvertono che la continuazione delle politiche espansionistiche e delle azioni illegali di Israele non farà altro che alimentare ulteriore violenza e conflitto nella regione.” (YouTube / X)

Nel frattempo, in risposta alla decisione del Consiglio europeo di designare i Guardiani della rivoluzione come organizzazione terroristica, il governo iraniano ha deciso di fare lo stesso con tutte le forze aeree e navali dei paesi dell’Unione europea. Le autorità iraniane citano una legge approvata nel 2019, secondo cui il riconoscimento è un automatismo nei confronti di tutti gli stati che avessero deciso di adottare il riconoscimento dei Guardiani della rivoluzione come organizzazione terroristica, sull’onda della categorizzazione da parte di Washington. Negli Stati Uniti, nel frattempo, il Partito democratico è in subbuglio, con chi è contrario a una possibile guerra in Iran costretto ad alzare la voce — in materia si è espressa anche Alexandria Ocasio-Cortez poche ore fa. Nei giorni scorsi un retroscena riportava che molti democratici silenziosamente auspicavano un attacco da parte dell’amministrazione Trump II.  (Consiglio europeo / X / Anadolu / X / Drop Site)

A meno di 24 ore dalla sentenza della Corte suprema che ha dichiarato illegali i dazi imposti durante la propria guerra commerciale contro il mondo, Trump ha annunciato sabato su Truth Social l’innalzamento immediato dei dazi globali dal 10% al 15%. La decisione mette in evidenza quanto il presidente sia frustrato, ma anche i suoi nuovi limiti: i dazi nuovi, infatti, sono già al loro limite massimo. La legge sul Commercio attivata da Trump, infatti, permette al presidente di imporre dazi non oltre il 15% e non oltre i 150 giorni. I dazi settoriali su acciaio, alluminio, legname e settore automotive, imposti con un’altra legge, restano in vigore e sono in aggiunta a questo 15%. La decisione arriva nel contesto dell’imminente viaggio in Cina del presidente statunitense, previsto per fine marzo, inizio aprile. Fino a pochi giorni sia Washington che Pechino erano molto soddisfatti dell’incontro, che avrebbe dovuto sancire la tenuta della tregua dopo alcune settimane di forte guerra commerciale lo scorso anno. Trump ancora pochi giorni fa si diceva molto contento di incontrare Xi, ma la sconfitta sui dazi metterà tutto in una prospettiva diversa, commenta Julian Gewirtz, dell’Università Columbia: “Xi sta inviando un segnale globale di aver gestito con successo gli Stati Uniti durante un anno di resistenza.” La visita di Trump dimostrerebbe, così, che “che anche il paese più potente del mondo ha deciso che i rischi superano i benefici di resistere alla Cina.” (Truth Social / Associated Press / Roll Call / the New York Times)