In caso di emergenza, fare una nuova legge elettorale
Di fronte ai sondaggi sempre meno incoraggianti — in particolare sul referendum — il governo corre ai ripari con una legge elettorale su misura. Tra le altre notizie: il Pakistan dichiara guerra all’Afghanistan su Twitter, il fenomeno dei sindacati gialli, e Netflix rinuncia a Warner Bros.
I sondaggi per il governo vanno male? È tempo di cambiare la legge elettorale: il governo ha presentato una proposta di modifica alle attuali modalità di voto, che sostanzialmente premia la coalizione di destra alla luce della situazione attuale. In sostanza la nuova legge darebbe un premio di maggioranza alla coalizione che supera con più voti il 40% dei voti, con tetto massimo del 60% — tradotto: chi prende il 41% ha la maggioranza assoluta in Parlamento per garantire la “governabilità,” una fissa fascistoide della politica italiana degli ultimi decenni. Non sarà possibile esprimere le preferenze sui parlamentari dello schieramento votato — un vecchio cavallo di battaglia di Meloni, stoppato a quanto pare da Salvini — e bisognerà indicare il candidato presidente del Consiglio al momento del deposito delle liste, una mossa pensata per mettere in difficoltà il centrosinistra. La soglia di sbarramento, inoltre, dovrebbe essere fissata al 3%. Una simulazione YouTrend parla chiaro: con l’attuale sistema elettorale, definito “Rosatellum,” se si votasse ora non ci sarebbe una maggioranza chiara in Parlamento, mentre con la nuova legge elettorale la coalizione di destra ne otterrebbe, ehilà, ben il 57%. (ANSA / SkyTg24)
La proposta ha suscitato subito dubbi di costituzionalità e l’ha già fatta ribattezzare “Stabilicum” o “Nuovo Porcellum” per la chiara intenzione di favorire una parte sull’altra. Un altro punto controverso, infatti, è l’abolizione dei collegi uninominali — cioè quelli in cui le liste o le coalizioni presentano un solo candidato — che allo stato attuale delle cose favorirebbero il centrosinistra unito, soprattutto al sud. Viene introdotta per la prima volta la possibilità di un ballottaggio alle elezioni politiche, nel caso le due prime coalizioni arrivino tra il 35 e il 40%. La segretaria del Pd Schlein ha definito la proposta “inaccettabile” e “molto distorsivo della rappresentanza. Questa accelerazione è il frutto della preoccupazione per l’esito referendario.” Secondo Giuseppe Conte, “Il governo trova l’intesa per la riforma elettorale e per la riforma della giustizia per salvare i politici dalle inchieste ma nulla per quanto riguarda 60mila rider sfruttati sotto la soglia della povertà, nulla per tutti i nostri giovani sottopagati, dice no al salario minimo.” (il Fatto Quotidiano)
Schlein ha probabilmente ragione, visto che l’impulso a cambiare la legge elettorale arriva con sondaggi sempre più duri per il governo sul referendum sulla giustizia, in programma per la fine del mese prossimo. Aver politicizzato la campagna con attacchi continui e pretestuosi contro i magistrati non sembra aver funzionato, mentre i sondaggi danno piuttosto appaiati anche la coalizione di destra e di centrosinistra in vista di un eventuale appuntamento elettorale — alla quale, per così dire, Meloni vuole arrivare preparata sul campo della legge elettorale. Resta il fatto che la volatilità e la poca democraticità della legge elettorale è un problema della politica italiana da circa un secolo, e che nessuno sembra intenzionato a proporre soluzioni radicali — come potrebbe essere un proporzionale puro incardinato nella Costituzione, o l’abolizione di qualsiasi premio di maggioranza distorsivo della volontà dei cittadini. (Fanpage)