Il nemico comune dell’umanità

Israele e Stati Uniti hanno lanciato un attacco combinato contro l’Iran: è stata di nuovo usata la diplomazia solo come diversivo. Tra le altre notizie: nuovi documenti dettagliano le violenze subite dai palestinesi nel 1948, cosa succede con l’accordo UE-Mercosur, e Trump attacca Anthropic

Il nemico comune dell’umanità
foto dominio pubblico, Dan Scavino / Casa bianca

Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco combinato contro l’Iran. I media iraniani hanno riportato attacchi su tutto il territorio nazionale, con colonne di fumo visibili sulla capitale. Il “presidente della pace” Trump ha dichiarato in un video che gli Stati Uniti avevano avviato “importanti operazioni di combattimento in Iran,” e ha fatto appello al popolo iraniano: “Prendete il controllo del vostro governo.” Trump ha riconosciuto la possibilità che l’attacco porterà alla morte di cittadini statunitensi: “Succede spesso in guerra.” Gli ha fatto eco Netanyahu, che ha dichiarato che l’attacco congiunto mirava a “rimuovere una minaccia esistenziale posta” dall’Iran, aggiungendo: “La nostra operazione congiunta creerà le condizioni perché il coraggioso popolo iraniano prenda il proprio destino nelle proprie mani.” Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha descritto l’attacco come finalizzato “a rimuovere le minacce” iraniane, senza elaborare però su quali fossero effettivamente gli obiettivi. Mentre scriviamo non è chiaro se nella prima ondata di attacchi Israele e Stati Uniti abbiano effettivamente colpito obiettivi di alto profilo. L’attacco arriva dopo settimane di pressioni crescenti contro Teheran, con gli Stati Uniti che avevano assemblato una vasta flotta di caccia e navi da guerra nella regione, nominalmente per spingere l'Iran verso un accordo sul nucleare. L’Iran sostiene di non arricchire uranio da giugno. Come sottolinea Axios, le dichiarazioni di Trump sono a dir poco fuorvianti, descrivendo l’Iran come una minaccia alla sicurezza statunitense senza prove. (Associated Press / X / Axios)

Come nel caso della “guerra dei 12 giorni” dello scorso giugno, sembra che la trattativa condotta con l’Iran sia servita principalmente come diversivo: ieri era atteso a Washington il ministro degli Esteri omanita Sayyid Badr al-Busaidi, che, in visita per incontrare JD Vance, era convinto che tra Stati Uniti e Iran ci fossero stati “progressi significativi.” D’altro canto, anche il ministro degli Esteri iraniano Araghchi aveva parlato di negoziati “buoni“ seppur “intensi.” Parlando con Face the Nation al-Busaidi era apparso particolarmente ottimista, dicendo che c’erano i presupposti per arrivare un accordo anche “domani” — solo poche ore prima che il dipartimento della Difesa statunitense annunciasse che l’attacco aveva un nome: “Operation Epic Fury.” (the New Arab / X)

Un retroscena delle scorse ore di Middle East Eye riportava che la Cina avrebbe fornito a Teheran un pacchetto “piccolo” di armi offensive, e una quantità più importante di armi difensive. Un funzionario dell’intelligence regionale ha specificato che Pechino ha inviato munizioni circuitanti, o droni kamikaze, alla Repubblica islamica. Un secondo funzionario arabo ha confermato le consegne sia di armi offensive sia di sistemi di difesa aerea. La Cina fornisce circa l’80% dei componenti per droni a livello mondiale ed è fornitrice sia della Russia sia dell'Ucraina. Secondo i funzionari regionali, potrebbe quindi fornire rapidamente droni kamikaze finiti all'Iran. La Russia, impegnata nel conflitto in Ucraina, ha concordato di vendere all'Iran sistemi missilistici portatili di difesa aerea “Verba,” ma è incapace di fornire quantità significative di droni, spazio che la Cina sta colmando. (Middle East Eye)

Mentre scriviamo è iniziata la risposta iraniana agli attacchi: c’è stato un primo lancio di missili e droni verso Israele, e sono stati condotti una serie di attacchi contro le base statunitesni nella regione, è stato colpito con successo il quartiere generale della Quinta flotta statunitense in Bahrain, e si sono sentite esplosioni anche in Kuwait e ad Abu Dhabi. Un missile iraniano è stato invece intercettato in Qatar. Un funzionario iraniano ha dichiarato a Al Jazeera: “Tutti gli asset e gli interessi americani e israeliani in Medio Oriente sono diventati un obiettivo legittimo. Non ci sono linee rosse dopo questa aggressione, e tutto è possibile, inclusi scenari che non erano stati considerati in precedenza.” “Gli Stati Uniti e Israele hanno avviato un’aggressione e una guerra che avrà ripercussioni ampie e durature.” La situazione è ovviamente in costante sviluppo: tra i liveblog più aggiornati che potete seguire ci sono quello di Al Jazeera, del New York Times, di le Monde, e di Reuters