Trump non ha idea di come andrà a finire la guerra contro l’Iran
Trump continua a ipotizzare scenari diversi per la fine dell’aggressione, e a Washington non si sa chi potrebbe essere la prossima Guida suprema. Tra le altre notizie: le molte proteste in sostegno dell’Iran, i prezzi dei carburanti iniziano a salire, Kalshi e le scommesse sulla morte di Khamenei
I bombardamenti sull’Iran non si fermano, ma finora le autorità iraniane non vogliono mostrarsi in difficoltà — nonostante le ingenti perdite, che vanno oltre all’uccisione di Khamenei. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha detto ad Al Jazeera che il processo per la selezione della nuova Guida suprema dovrebbe completarsi entro pochi giorni, mentre il paese è condotto da un consiglio a tre: il capo della magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Ejei, il presidente Pezeshkian e l'ayatollah Alireza Arafi. Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, è una delle voci più attive online dell’amministrazione iraniana. Poche ore fa ha pubblicato un post su X spiegando: “Ai paesi della regione: non intendiamo attaccarvi. Tuttavia, se basi situate nei vostri paesi saranno utilizzate contro di noi, e dovessero gli Stati Uniti condurre operazioni nella regione facendo affidamento sulle forze,” che si trovano lì, “prenderemo di mira quelle basi.” “Queste basi non si trovano sul territorio dei vostri paesi; sono territorio americano.” (Al Jazeera / X)
Nelle scorse ore Trump ha concesso un’intervista all’Atlantic, in cui sostiene che le autorità iraniane si sarebbero dette pronte al confronto, e che lui stesso sarebbe pronto a parlare con Teheran, sostenendo che in precedenza i rappresentanti iraniani avrebbero “fatto i furbi.” Larijani ha però negato che sia in corso l’apertura di un canale con Washington, scrivendo seccamente che “non negozieremo con gli Stati Uniti.” D’altronde, sperare che l’Iran ora torni rapidamente alla trattativa è difficile. Come sottolineato dal ministro degli Esteri Araghchi, “abbiamo negoziato con gli Stati Uniti due volte negli ultimi 12 mesi. In entrambi i casi, ci hanno attaccato durante i negoziati.” “È diventata un’esperienza molto amara per noi.” Parlando con Jonathan Karl, sempre di ABC, Trump ha ammesso che a Washington ci sono forti incertezze su chi potrebbe sostituire Khamenei, perché la prima ondata di attacchi è “stata di grande successo”: “Non sarà nessuno di quelli a cui pensavamo noi, perché sono tutti morti. Il secondo e il terzo candidato sono morti.” In una brevissima intervista telefonica con il New York Times Trump ha dichiarato che si aspetta che la guerra duri “4 o 5 settimane,” e ha detto che non sarà difficile mantenere l’intensità di bombardamenti visti in questi giorni. Nella conversazione Trump ha detto che ci sarebbero un po’ di candidati che potrebbero sostituire Khamenei — non è chiaro se al netto di quelli che, parlando con ABC, ha detto di aver scoperto siano stati uccisi nei propri attacchi — e poi ha ipotizzato scenari completamente diversi per la conclusione del conflitto, dai Guardiani della rivoluzione che “cedono le armi al popolo” (sic) a uno scenario come quello del Venezuela, dove si trova un leader che è in continuità con il governo precedente, ma più disposto a dialogare con Washington. (the Atlantic / X / ABC News / X / the New York Times)
Gli attacchi iraniani hanno colpito obiettivi in Kuwait, Bahrein, Abu Dhabi, Dubai e anche il porto di Jebel Ali, il più grande terminal della regione. Almeno quattro navi sono state colpite nello stretto di Hormuz. L’Iran ha avvertito le navi di non attraversare lo stretto, attraverso cui transita tra il 20 e il 30% della produzione globale di petrolio e gas. Oltre 200 navi, tra cui almeno 150 petroliere, hanno gettato l'ancora all'esterno e il traffico commerciale è crollato del 70%. Il prezzo del petrolio è salito oltre il 10%, superando gli 80 dollari al barile, con stime che parlano di superamento dei 100 dollari in caso di ulteriore escalation. Finora Teheran non ha annunciato formalmente la chiusura dello stretto, che avrebbe un effetto globale drastico. Ali Vaez, direttore del progetto Iran all’International Crisis Group, ha descritto gli effetti di una possibile chiusura parlando con Al Jazeera: “Lo shock si ripercuoterebbe ben oltre i mercati energetici, rendendo più difficili tutte le condizioni finanziarie, alimentando l’inflazione e spingendo le economie fragili verso la recessione nel giro di settimane.” (Drop Site / X / Al Jazeera)