Gli Stati Uniti si preparano a una nuova guerra infinita
La guerra all’Iran sembra stia andando molto peggio del previsto per gli Stati Uniti. Tra le altre notizie: HRW accusa Israele di aver usato fosforo bianco in Libano, gli impegni del governo Meloni sul nucleare, e uno studio sul commercio di pappagalli preinca
Al termine di un briefing classificato alla commissione Servizi armati al Senato statunitense, diversi senatori democratici hanno denunciato che c’è il rischio reale che Trump invii truppe di terra in Iran. Il senatore democratico del Connecticut Richard Blumenthal ha dichiarato ai giornalisti: “Siamo sulla strada verso il dispiegamento di truppe americane sul suolo iraniano.” I democratici sono usciti dall’incontro sì criticando l’amministrazione Trump II, ma praticamente parlando come se quello in corso fosse l’inizio di un conflitto globale. Blumenthal sostiene che “sembra che la Russia stia aiutando attivamente e intensamente il nostro nemico con intelligence e forse con altri mezzi, e anche la Cina potrebbe stare assistendo l’Iran.” I democratici ora chiedono che il segretario alla Difesa Hegseth e il segretario di Stato Rubio testimonino sotto giuramento al Congresso sullo stato della guerra all’Iran. Tre senatori, tra cui il leader della minoranza Schumer, hanno firmato una lettera, criticando la mancanza di trasparenza dell'amministrazione su obiettivi, portata e costi del conflitto: “Nonostante la fortissima preoccupazione dell’opinione pubblica per questa guerra, la vostra amministrazione ha fornito obiettivi mutevoli e a volte contraddittori, si è rifiutata di definire la portata delle operazioni statunitensi o i criteri per valutarne il successo, e non ha saputo articolare una strategia di uscita.” (Reuters / the New York Times)
In realtà, gli osservatori esterni sottolineano che semmai è vero il contrario, ovvero che finora Russia e Cina sono state poco coinvolte nel conflitto: le risorse militari della Russia sono concentrate in Ucraina, e la politica cinese resta quella di costruire rapporti economici, evitando a tutti i costi i conflitti diretti. Quello che è evidente, però, è che agli Stati Uniti le cose non stanno andando bene quanto Trump vanta: il New York Times ha pubblicato un’analisi basata su immagini satellitari in cui documenta almeno 17 siti statunitensi danneggiati nella regione da attacchi iraniani. Tra queste ci sono 11 installazioni militari, quasi metà di quelle presenti nell’area. L’Iran ha sistematicamente preso di mira radar e sistemi di comunicazione, inclusi componenti del sistema THAAD. A Muwaffaq Salti, in Giordania, le immagini satellitari mostrano gravi danni a quello che sembra un sensore di difesa aerea, il cui costo unitario può raggiungere mezzo miliardo di dollari. Un radar AN/FPS-132 a lungo raggio nei pressi di Umm Dahal, in Qatar, costato 1,1 miliardi di dollari, ha riportato danni alla struttura principale. Washington non parla espressamente dei danni subiti, ma chiaramente si sta confrontando con una forza che aveva sottovalutato: un articolo dell’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap riporta che i sistemi di difesa antimissile statunitensi dispiegati in Corea del Sud, Patriot e THAAD, sono in corso di trasferimento per far fronte agli attacchi iraniani, che hanno parzialmente distrutto o esaurito le scorte di missili intercettori statunitensi nella regione. Il trasferimento è stato sostanzialmente confermato dal presidente sudcoreano Lee Jae-myung, dicendo che il governo aveva “espresso la propria opposizione” “ma è anche una realtà chiara che non possiamo far valere pienamente la nostra posizione.” (Carnegie politika / the New York Times / Yonhap)
Nel frattempo, secondo due fonti a conoscenza dei rapporti dell’intelligence statunitense, l’Iran avrebbe iniziato a posare mine nello stretto di Hormuz. Per ora le mine posate erano solo alcune decine, ma l’Iran conserva ancora tra l’80% e il 90% delle proprie imbarcazioni e posamine, il che significa che potrebbe teoricamente arrivare a posare centinaia di mine nel canale. I Guardiani della rivoluzione ora controllano di fatto lo stretto, insieme alla marina tradizionale iraniana. Trump ha commentato la notizia su Truth Social in modo petulante: “Se l’Iran ha posato mine nello Stretto di Hormuz, e non abbiamo notizie in tal senso, vogliamo che vengano rimosse, IMMEDIATAMENTE!” Un quarto d’ora dopo ha pubblicato un ulteriore aggiornamento: “Sono lieto di annunciare che nelle ultime ore abbiamo colpito e completamente distrutto 10 imbarcazioni e/o navi posamine inattive, e ne seguiranno altre!” (CNN / Truth Social)