Israele prepara l’invasione del Libano

Mentre divampa la guerra in Iran, Tel Aviv si prepara alla piú grande invasione del Libano da vent’anni a questa parte. Tra le altre notizie: le manifestazioni della giornata di Quds, secondo Nordio in Italia c’è stata una dittatura comunista?, e il conflitto di interesse dei generali in tv

Israele prepara l’invasione del Libano
Grab via X, @IDF

Secondo fonti israeliane e statunitensi citate da Axios, Israele starebbe pianificando un’espansione significativa delle proprie operazioni di terra in Libano, con l’obiettivo di conquistare l’intera area a sud del fiume Leonte. Si tratterebbe della più grande invasione terrestre israeliana del Libano dal 2006. Un alto funzionario israeliano ha dichiarato: “Faremo quello che abbiamo fatto a Gaza” (!), riferendosi alla distruzione di edifici che Israele sostiene, senza prove, Hezbollah utilizzi per immagazzinare armi e lanciare attacchi contro i propri territori. Secondo le autorità israeliane, l’invasione sarebbe in risposta agli attacchi coordinati da Hezbollah con l’Iran. Il segretario generale di Hezbollah Naim Qassem sottolinea che non è Hezbollah ad aver riaperto il conflitto, e dichiara: “Quando il nemico minaccia un’invasione di terra, gli diciamo: questa non è una minaccia, ma una trappola in cui stai per cadere.” Le IDF hanno emesso ordini di evacuazione in tutto il sud del Libano e, per la prima volta, anche in villaggi a nord del Leonte e nei sobborghi sud di Beirut. Circa 800 mila civili libanesi sono stati sfollati dall’inizio del conflitto. I militari israeliani hanno ucciso finora 773 persone, gran parte delle quali sono civili. (Axios / X)

Gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi contro obiettivi militari sull’isola di Kharg, il principale hub petrolifero dell’Iran, da cui transita il 90% delle esportazioni di petrolio del paese. Trump ha dichiarato in un post su Truth Social che l’esercito americano ha “completamente obliterato tutti gli obiettivi MILITARI” sull’isola, ma ha detto di aver deciso “per questioni di decenza” (sic) di lasciare intatte le infrastrutture petrolifere presenti sull’isola. Il presidente degli Stati Uniti ha poi minacciato: “Tuttavia, qualora l’Iran, o chiunque altro, dovesse fare qualcosa per interferire con il libero e sicuro passaggio delle navi attraverso lo stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente questa decisione.” In risposta, il quartier generale centrale militare iraniano Al-Anbiya ha dichiarato, in un comunicato riportato dalle agenzie Fars e Tasnim, che le infrastrutture petrolifere ed energetiche appartenenti ad aziende che cooperano con gli Stati Uniti saranno “immediatamente distrutte e trasformate in una pila di cenere” in caso di attacco alle strutture energetiche iraniane. Nelle scorse ore, tra gli obiettivi colpiti dalle forze iraniane, c’è anche l’ambasciata statunitense a Baghdad. (Truth Social / the New Arab / Al Jazeera)

Nel frattempo, un video verificato dal New York Times mostra missili balistici lanciati dal Bahrain in direzione dell’Iran: si tratta della prima conferma di un attacco partito da un paese della regione dall’inizio della guerra. Il Bahrain ospita la Quinta flotta della marina statunitense. Dal video non è possibile stabilire se i missili siano stati lanciati dall'esercito americano o da quello bahreinita, ma gli esperti di difesa che hanno analizzato il filmato hanno identificato almeno un lanciatore come un M142 HIMARS di fabbricazione statunitense. Il dipartimento di Stato statunitense ha effettivamente approvato la vendita di 4 HIMARS al Bahrain lo scorso agosto, ma le consegne di sistemi così complessi richiedono solitamente anni, e nessun annuncio pubblico fa pensare che siano mai stati effettivamente consegnati nei mesi successivi. Le uniche forze straniere con presenza permanente in Bahrain sono quelle statunitensi e britanniche, e i militari del Regno Unito non operano HIMARS: il lanciatore nel video era quindi con ogni probabilità utilizzato da personale militare statunitense. (the New York Times)