Dobbiamo parlare di bombe atomiche

C’è chi teme che Israele usi l‘atomica, mentre questa guerra potrebbe essere il motivo per cui l’Iran arriva a sviluppare la bomba. Tra le altre notizie: i coloni israeliani accelerano la pulizia etnica, la “norma anti–Gratteri” di Forza Italia, e uno studio sul cercare vita sulle esolune vagabonde

Dobbiamo parlare di bombe atomiche
L’INS Tanin, uno dei 5 sottomarini israeliani che si teme siano armati di atomica. Foto CC BY-SA 4.0 portavoce delle IDF / Shay Wagner

L’imprenditore e investitore David Sacks, una delle voci più ascoltate dall’amministrazione Trump II, ha espresso le proprie preoccupazioni sull’andamento della guerra contro l’Iran. Parlando nel proprio podcast, All In, Sacks ha detto che Israele è stato colpito “più duramente di quanto lo sia mai stato nella sua storia,” arrivando a dire che “se questa guerra continua per settimane o mesi, Israele potrebbe semplicemente essere distrutto.” Sacks ha anche evocato il rischio nucleare, dicendosi preoccupato perché “Israele potrebbe escalare la guerra anche con l’uso del nucleare.” Secondo Sacks è urgente arrivare a una “de-escalation”: “Dovremmo cercare di trovare una via d'uscita. Questo è un buon momento per dichiarare vittoria e andarsene.” (YouTube)

Nel frattempo, Danny Citrinowicz, ex capo della sezione Iran della Divisione ricerca e analisi dell’intelligence militare israeliana, avverte che la guerra potrebbe avere l’esito opposto a quello desiderato: una guerra che nominalmente è stata lanciata per impedire a Teheran di completare i lavori per avere l’atomica potrebbe costringere il governo iraniano ad accelerarne lo sviluppo. Citrinowicz spiega semplicemente: un nuovo accordo per il nucleare avrebbe rafforzato sì il governo iraniano, ma avrebbe potuto impedire a Teheran di sviluppare la bomba atomica. Al contrario, la guerra “rafforza la determinazione” tra le autorità iraniane a favore dello sviluppo di armi nucleari. Prima della guerra, l’Iran aveva accettato di non accumulare l'uranio arricchito, pur insistendo sul diritto di arricchirlo — Citrinowicz commenta che non era una “cattiva opzione” se l’obiettivo fosse stato davvero quello di impedire a Teheran di avere la bomba atomica. Ma “per Netanyahu, la questione principale è impedire all'Iran di essere una minaccia strategica per lo stato di Israele, e se per raggiungere questo obiettivo servono caos o guerra civile in Iran, così sia.” (the Times of Israel)

Nelle scorse ore la guerra è continuata con intensità. È stato lanciato un attacco di importanti dimensioni a Isfahan, dove sono stati colpiti siti militari ma anche fabbriche e aree residenziali. L’Iran, a sua volta, ha lanciato un’altra ondata di missili su Tel Aviv, e i Guardiani della rivoluzione hanno formalizzato l’obiettivo di inseguire e uccidere Netanyahu. Israele ha anche lanciato ulteriori attacchi contro il Libano, sostenendo di aver colpito alcuni “centri di comando” delle forze Radwan di Hezbollah. (Al Jazeera)

È difficile non guardare alle dichiarazioni di Trump come segno di un crescente senso di disperazione per l’andamento della guerra. Scrivendo su Truth Social, Trump ha detto che i paesi che ricevono più petrolio attraverso lo stretto di Hormuz dovrebbero mobilitarsi direttamente — compreso con l’uso di navi da guerra — per proteggere il passaggio delle navi commerciali. Trump sostiene che, nel caso di impegno di altri stati, l’esercito si impegnerebbe a “bombardare a tappeto la costa.” Trump ha nominato specificamente Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud e Regno Unito come stati che potrebbero inviare navi da guerra verso lo stretto. Sia Francia che Giappone hanno risposto pubblicamente in modo negativo alla proposta di Trump, e la Casa bianca non ha rilasciato dichiarazioni su possibili collaborazioni con altri stati.  (Truth Social / Al Jazeera / Reuters)