Qualcuno mi aiuti
Trump insiste sulla necessità di intervento internazionale nello stretto di Hormuz, ma per ora nessuno ne vuole sapere. Tra le altre notizie: è morta un’altra persona in custodia dell’ICE, l’inazione del governo sul caro carburanti, e Kalshi scommette sulle scomesse sugli Oscar
Parlando con i giornalisti sull’Air Force One, Trump ha ripetuto “l’invito” di formare una coalizione per riaprire lo stretto di Hormuz. Il presidente statunitense ha commentato: “Pretendo che questi paesi intervengano e proteggano il proprio territorio, perché è il loro territorio. È il luogo da cui ottengono la loro energia.” A voce, Trump si è limitato a dire che la sua amministrazione ha già contattato 7 paesi per chiedere di impegnare navi da guerra nello stretto — non ha menzionato quali, ma il giorno precedente aveva menzionato su Truth Social conversazioni con Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito. La proposta finora è stata ricevuta molto male: la premier giapponese Takaichi, altrimenti entusiasta sostenitrice di Trump, ha dichiarato: “Non abbiamo preso alcuna decisione riguardo all'invio di navi di scorta. Stiamo continuando a esaminare cosa il Giappone possa fare autonomamente e cosa possa essere fatto nel quadro giuridico.” In Corea del Sud si è detta contraria, o per lo meno scettica, perfino l’opposizione conservatrice. Catherine King, membro del gabinetto del premier australiano Albanese, ha commentato che l’Australia non invierà navi da guerra verso lo stretto di Hormuz. Frustrato, Trump si è rivolto anche agli alleati NATO, dicendo che se non sosterranno Washington andranno incontro a un futuro “molto brutto.” Parlando con il Financial Times, Trump ha anche ventilato la possibilità di rinviare la visita a Pechino prevista a fine mese se la Cina non aiuterà a sbloccare lo Stretto. (Reuters / Japan Today / the Korea Herald / the Guardian / Financial Times)
Oggi a Bruxelles i ministri degli Esteri UE discuteranno il rafforzamento della missione navale Aspides, attiva nella regione, ma non è prevista alcuna decisione sull’estensione del suo mandato per comprendere anche lo stretto di Hormuz. Aspides è stata istituita nel 2024 per proteggere le navi dagli attacchi degli Houthi yemeniti nel Mar Rosso e dispone attualmente di una nave italiana e una greca sotto comando diretto, più una nave francese e un’altra italiana di supporto. Qualsiasi modifica al mandato di Aspides richiederebbe l'approvazione unanime dei 27 stati membri, e il ministro degli esteri tedesco Johann Wadephul si è detto scettico su una possibile espansione della missione, dichiarando che Aspides non è efficace neanche nello svolgere il proprio compito attuale. (Reuters)
In un’intervista con NBC News, Trump ha dichiarato che l’Iran sarebbe pronto a negoziare la fine della guerra, ma che è lui a non essere pronto ad accettare un accordo: “L’Iran vuole fare un accordo; sono io a non volerlo fare perché le condizioni non sono ancora abbastanza buone.” Sulle richieste per mettere fine all’aggressione Trump non si è sbilanciato, menzionando espressamente solo la cancellazione del piano nucleare iraniano. Parlando degli attacchi all’isola di Kharg, Trump si è vantato: “L’abbiamo completamente demolita, ma potremmo colpirla ancora qualche volta tanto per divertimento.” Parlando a Face the Nation, su CBS, il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha negato che l’Iran abbia cercato un accordo di cessate il fuoco con gli Stati Uniti: “Non vedo perché dovremmo parlare con gli americani, stavamo parlando con loro quando hanno deciso di attaccarci, ed è la seconda volta che lo fanno.” (NBC News / X)
Parlando con Al–Araby Al–Jadeed, Araghchi ha negato che l’Iran abbia colpito obiettivi civili nei paesi del Golfo e ha proposto la formazione di un comitato d’indagine congiunto con i paesi vicini per verificare la natura dei bersagli colpiti: “Gli attacchi in corso colpiscono solo basi, interessi e installazioni militari statunitensi nella regione sul territorio di questi paesi.” Araghchi ha accusato alcuni governi regionali di consentire agli Stati Uniti di usare basi sul loro territorio per attaccare l’Iran, in particolare per i recenti attacchi all’isola di Kharg. Il ministro però precisa: “Non abbiamo attaccato alcun obiettivo residenziale o civile.” Araghchi ha anche avanzato la teoria che alcuni attacchi attribuiti all’Iran potrebbero essere stati condotti con droni americani simili agli Shahed iraniani, e ha sottolineato che Israele sta cercando di creare reazioni tra Iran e gli altri stati arabi. Parlando dello stretto di Hormuz, il ministro ha precisato: “È chiuso solo alle navi e alle petroliere americane e a quelle dei suoi alleati.” (the New Arab)