Il repulisti mancato di Giorgia Meloni

Meloni ha ottenuto le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, ma Santanchè non ne vuole sapere. Tra le altre notizie: la faticosa corsa per le primarie del centrosinistra, QatarEnergy non rispetterà le consegne di GNL all’Italia, e la chiusura di Sora

Il repulisti mancato di Giorgia Meloni
© European Union, 1998 – 2026

Dopo aver finto di aver incassato il colpo della sconfitta referendaria rimanendo in piedi, ora è chiaro che nella maggioranza di governo c’è grande preoccupazione per un effetto valanga, tra guai legali e dichiarazioni avventurose. Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ha annunciato le proprie dimissioni, “irrevocabili,” sostenendo di aver sempre “combattuto la criminalità,” forse in costume, e di non aver fatto “niente di scorretto”: “Ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza.” “Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio.” Poco dopo sono state annunciate anche le dimissioni della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, di cui però non risultano dichiarazioni. Secondo i retroscena, Delmastro e Bartolozzi sono stati convocati negli uffici di Nordio su richiesta di Palazzo Chigi. È una grande umiliazione per il ministro della Giustizia, che solo poche ore prima aveva difeso i suoi sottoposti sulle pagine del Corriere, archiviando come “wishful thinking” quello di chi si aspettava da lui, e da Delmastro e Bartolozzi, pronte dimissioni. Tra gli speranzosi, evidentemente, c’era anche la presidente del Consiglio. (ANSA / la Repubblica / Corriere della Sera)

Se volete recuperare rapidamente cosa è successo nelle puntate precedenti, Domani ha compilato “tutti i disastri” dei due dimissionati. Per Delmastro vale la pena ricordare come ha difeso a spada tratta gli agenti penitenziari indagati per tortura a Santa Maria Capua Vetere al caso della rivelazione di segreto d’ufficio sul caso Cospito, fino al caso di queste settimane, sul ristorante Bisteccheria d’Italia. Di Bartolozzi vale la pena ricordare il coinvolgimento nell’indagine per false informazioni rese ai pm nel caso al-Masri e ovviamente la dichiarazione durante la campagna elettorale che più di ogni altra aveva inquadrato come la maggioranza vedesse la magistratura: come “plotoni di esecuzione.” (Domani)

In un passaggio a dir poco inusuale, Palazzo Chigi ha emesso una nota in cui si “esprime apprezzamento” per le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, ma in cui si “auspica” anche una “scelta analoga” da parte di Santanchè, “sulla medesima linea di sensibilità istituzionale.” La ministra del Turismo, però, non vuole sentir parlare di dimissioni. Secondo un retroscena di ANSA, il ministero ha confermato tutti gli impegni in agenda dei prossimi giorni. La richiesta di dimissioni sarebbe arrivata alla ministra attraverso Ignazio La Russa, a cui Santanchè avrebbe risposto: “Dimettermi? E perché? Non ci penso nemmeno” — Repubblica scrive che la risposta della ministra riportata sia stata “edulcorata.” Santanchè si sarebbe lamentata: “Delmastro è rimasto al governo da condannato per un anno, perché dovrei lasciare io con un semplice rinvio a giudizio?” La ministra sostiene che i suoi problemi siano limitati alla propria “attività privata di imprenditrice,” e che siano “storie peraltro vecchie di anni,” che “nulla hanno a che fare con il mio ruolo di ministro.” (Governo italiano / ANSA / la Repubblica)