Oh No

Congratulazioni! Da quanto tempo non vi capitava di votare per qualcosa che vince le elezioni?

Oh No
foto dominio pubblico, Casa bianca

Congratulazioni! Da quanto tempo non vi capitava di votare per qualcosa che vince le elezioni? In questa puntata di TRAPPIST, registrata prima delle dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, e dello stallo alla messicana con Santanchè, parliamo delle conseguenze del voto: sul governo, e anche sull’opposizione, che ora deve superare le proprie differenze per arrivare a una proposta unitaria, in vista di primarie a cui sia Conte che Schlein si dicono pronti.

Ma se gli eventi delle ore successive alla registrazione fanno intendere che la crisi di governo è ancora più profonda di quanto sembrasse, sembra anche che i partiti di opposizione siano in realtà meno pronti a buttarsi nel percorso delle primarie di quanto apparisse sull'ondata della vittoria al referendum.

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Trascrizione

Stefano Colombo Buongiorno, buonasera e bentornati a una puntata nuova di Trappist. Ne avete sentite mille, in gioco di parole con il No, e però vabbè, dai. Oggi apriamo dicendo che finalmente c'era una buona notizia, ovvero che abbiamo vinto il referendum! Tanto perché non capita spesso che ci siano elezioni in cui alla

Alessandro Massone fine dici "dai, quello per cui ho votato tutto sommato è andato bene". È un pochettino, in effetti...

Stefano Colombo tipo dieci anni che non capitava, su per giù. Vabbè, stavolta invece è successo, e volevamo mettere l'inno sovietico in sottofondo per dire "questo è l'inno della magistratura", ma non è abbastanza simpatica la magistratura, quindi non abbiamo... esatto. Però è molto antipatico il governo, e quindi siamo insomma contenti che non si sia riusciti a intaccare la Costituzione, nel senso referendario. No, poi la...

Alessandro Massone la magistratura in Italia ha una lunga storia di repressione delle manifestazioni e della libera espressione, ma questo non cambia il fatto che il referendum era una riforma criminaloide che faceva a pezzi la Costituzione.

Stefano Colombo Comunque, io sono Stefano Colombo, con me c'è Alessandro Massone. Ciao Alessandro! Siamo partiti subito con le cose, come avete visto. Salutiamo Diana Vettì, che purtroppo non ce l'ha fatta, ma con cui ci congratuliamo perché anche Monza ha votato No, per la lunga striscia di capoluoghi che hanno rigettato la riforma. Ma sono fregati, esatto! Ormai tra l'altro Monza da un po' che vota centrosinistra, e Arianna è aggiunta al centrosinistra, e Monza vota centrosinistra ostinatamente, direi, nonostante gli elettori monzesi non sembrino proprio... ma vabbè, questo è un altro discorso. Per chi ha origini monzesi, lo stemma di Monza capirà. E invece c'è da capire un po' di cose su come è andato questo voto. Ci sono mille dati: se siete un po' nerd li avrete visti; se invece siete vissuti su Marte e vi arriva solo Trappist, adesso saprete, perché vi informiamo. C'è stata un'affluenza rilevante: si parlava del 60%, si è attestata poi alla fine al 58,9%, che è un'affluenza, per come siamo abituati ultimamente, molto robusta. Ovviamente va inquadrata, perché non mi sentirei di dire che è un trionfo di partecipazione: vuol dire che comunque quasi una persona su due ha deciso di non andare a votare, anche su una cosa così importante come la modifica della Costituzione. Però senz'altro è stato un risultato di aumento rispetto alle ultime consultazioni.

Alessandro Massone Cioè, a voler essere realisti, è un risultato eccellente. Dato che si diceva "ah, non si raggiungerà un'affluenza molto alta", al 51... e invece si è finiti quasi al 59.

Stefano Colombo Sì, sì, sì, è stato rilevante. Il No ha vinto nella maggior parte del paese, tranne che nel... vedete voi un po'... nel Texas, o nel... noi ci siamo fuori, sopra i posti da cui proveniamo noi, ovvero il Nord, in particolare il nordissimo est. Nel resto del paese però il No è andato bene. Il Sì ha vinto al Nord, il No nel resto del paese è andato benissimo. A Napoli il No ha preso il 75%, cifre assurde. Forse anche perché in quelle zone la destra non è riuscita nemmeno a mobilitare il proprio elettorato, cosa che in effetti è discutibile che sia avvenuta: è successa un pochettino nel Nord, se non del tutto, ma non nel Sud.

Alessandro Massone Beh, allora, insomma, mobilitazione c'è stata, perché con un'affluenza così alta, comunque con un sostegno del Sì al 46%, un'affluenza alta di sostenitori del governo... ci sono 13 milioni di persone che sono andate a votare, per dire. In quello che era visto un po' come un voto di metà mandato per questo governo, da parte dell'elettorato di destra: cioè, i partiti di coalizione hanno fatto una serie di promesse che finora non sono riusciti a rispettare. La tesi era che queste promesse non si riuscivano a rispettare perché avevano la magistratura contro, per cui bisognava votare a questo referendum in modo che si potessero fare le cose che finora non si era riusciti a fare. Tanti schieramenti, e quegli elettori di destra andavano a votare... perché nella vita quotidiana non è che l'elettore di destra dice "adesso che mi hanno fatto la separazione delle carriere, c'è la politica contro i magistrati, e adesso sì che vivo meglio". Non c'è questo legame, come c'era invece sul referendum sul lavoro, dove ci sarebbe stata una ricaduta immediata sulla vita dei cittadini. Invece qua... tra l'altro si diceva "è un quesito tecnico", in realtà era un quesito estremamente politico fin dall'inizio. E la mobilitazione dei sostenitori del governo Meloni c'è stata, ma non erano abbastanza: erano di più i sostenitori dell'opposizione. Sì, perlomeno per non cambiare la Costituzione.

Stefano Colombo Sì, forse è meglio vederla così. E in realtà ci porta abbastanza a dire che alla fine l'elettorato italiano si può dividere, tutto sommato, in tre: ovvero quelli di destra che votano sempre quello che dice il padrone o il ducetto di turno; quelli di centrosinistra o sinistra che si fanno andare abbastanza bene, tutto sommato, il PD e la compagnia cantante, e sono molto affezionati alla Costituzione; e poi un altro terzo del paese, che è praticamente quasi inamovibile dalla posizione di astensionismo, si è disimpegnato. Rispettiamo. Vuol dire che il 31% delle persone...

Stefano Colombo non sono da tentare...

Stefano Colombo 40%! 40%, scusate! Quindi sono tantissimi. Cioè, effettivamente, se dovessimo fare come le elezioni, il principale voto è stato "non voto", e questo è senz'altro un dato... Scusate se torno sempre su questa cosa, ma la trovo molto importante, perché mi inquadra anche questo fatto nel discorso che faremo a breve, ovvero: e adesso? Perché adesso ovviamente tutti sono già partiti con la campagna elettorale, possiamo dire, perché si voterà prossimamente. Si potrebbe forse votare anche prima, se Meloni decide che non ha voglia di beccarsi il disastro economico che sta per forse arrivare nel suo ultimo anno di governo. E quindi, insomma, anche capire un po' cosa pensano, cosa vogliono o non vogliono fare questo 40% di persone dovrebbe essere importante per vedere cosa succederà nel paese. Ma ne parliamo un pochettino dopo, magari. Ci sono anche altri dati da analizzare: ad esempio c'è il dato della frattura generazionale, che è abbastanza evidente, ed è abbastanza evidente come in realtà i giovani in Italia siano spostati più a sinistra che penso qualsiasi altro paese, o quasi, dell'Unione Europea e in generale dell'Occidente. C'è meno manosfera. C'è meno manosfera, e infatti il No ha raggiunto il 61% tra gli under 34, percentuali rilevanti. E se si va a guardare anche le percentuali di voto femminile, sono ancora più alte. Qui si conferma un pochettino la dinamica: le donne, le giovani donne, sono più a sinistra dei giovani uomini. Però non si vede una radicalizzazione integrale completa a destra dell'elettorato dei maschi tra i 18 e i 30 anni. Che purtroppo si osserva in altri paesi, e come io ho sempre...

Alessandro Massone Tutto l'Occidente, e non solo.

Stefano Colombo Eh sì. Forse c'è meno manosfera, o forse non è ancora arrivata del tutto. Però questo secondo me è uno dei dati che ci dobbiamo sempre tenere sott'occhio, ormai da qualche anno. Che si sa, da noi non si è ancora capita molto questa cosa. E forse perché i leader della destra attuale sono un pochino poco appetibili: se io fossi un giovane destrino locale, non è che Meloni, Salvini, Tajani, cioè, ti riempirebbero di entusiasmo. Il generale Vannacci pure, mi sembra questo mostro di carisma...

Alessandro Massone Magari una volta tanto la diffusa generale ignoranza di inglese ci aiuta, perché tutti questi materiali circolano in inglese.

Stefano Colombo Però anche in Spagna, ad esempio, Vox va fortissimo, e la Spagna non è che sappia particolarmente meglio di noi l'inglese.

Alessandro Massone Magari un po' di più, non lo so. È vero, però Vox è un movimento più di pancia di Fratelli d'Italia. E Fratelli d'Italia, a parte questa esplosione di consensi... qua io faccio una delle nostre parentesi classiche, che è quasi vecchia come quella dell'elettorato disimpegnato, ovvero che si parla spesso del genio di Giorgia Meloni, ma è rilevante notare che i totali dei voti del centrodestra in Italia sono più o meno sempre gli stessi, e cambia solo come vengono distribuiti tra i partiti. Per cui non è che Giorgia Meloni ha ottenuto un... cioè, non ha ampliato in modo drastico il proprio bacino di elettorato, non ha aperto, non ha convertito il paese alla destra. Semplicemente, in questo momento il suo è il partito primo, che ha le quote più alte all'interno del centrodestra. Però il centrodestra in Italia prende il 40% e rotti da...

Stefano Colombo Dalla discesa in campo del '94, possiamo dire?

Alessandro Massone Sì, volevo dire da Silvio Berlusconi, ma in realtà si può andare anche più indietro.

Stefano Colombo Poi sappiamo che in Italia l'elettorato è storicamente molto cocciuto, è ancora più difficile che altrove fargli cambiare idea. Non so più parlare ultimamente, perché ho Alessandro e mia moglie con cui comunico solo in Italy-English-Globish, quindi vi sto distruggendo la mia proprietà di italiano.

Alessandro Massone Non ti preoccupare, ti racconto che in questa puntata del podcast io praticamente sono incapace di formulare pensieri, per cui sei tu quello brillante.

Stefano Colombo Ecco, perché serve l'IA! Che ci dobbiamo far fare il lavoro. Tra poco mi renderò un bozzo.

Alessandro Massone Abbiamo la IA brain fog anche noi! Sì, anche se io non uso l'IA.

Stefano Colombo Faccio un po' un vanto luddista. In realtà l'IA ci aiuta un po' anche adesso. Alessandro è stato più avanti su queste cose, organizzare il lavoro... sì, qualcosina facciamo.

Alessandro Massone Però nulla che voi leggete o sentite passa mai attraverso l'intelligenza artificiale, questo ci tengo. In realtà anche io la uso: la uso quando edito il podcast per pulire l'audio... vabbè, sì, ma quelli sono usi che si facevano anche prima, di quando l'intelligenza artificiale era una scusa per licenziare tutte le persone assunte nel 2020, quando le aziende pensavano che diventavano grandi in generale.

Stefano Colombo Ma in realtà è un mondo che vorrei... dovremmo parlarne in un altro episodio, e poi... esatto.

Alessandro Massone Certo.

Stefano Colombo Comunque, a questo proposito di arretratezza e visione populistica, si è riproposta la storica ormai divisione tra grandi città e piccoli centri, che sembra essere un dato di fatto della politica mondiale, in questo caso, e in particolare italiana, dove per motivi storici le città sono tante, sono anche abbastanza piccole, e quindi tutto sommato hanno un peso gigantesco sul voto. Il caso lombardo: qui c'è Milano, che è la seconda città del paese, molto grande, potentissima nelle dinamiche italiane. Però ciononostante, il voto della provincia lombarda è così massiccio e così grosso che è riuscito a far prevalere nella regione il Sì. Questo tra l'altro anche all'interno della città: ci sono delle cose interessanti, perché ci sono brutte notizie per quelli che amano sostenere la tesi della "sinistra delle ZTL". Perché in realtà, in questi casi — e in molti altri — in città, a Milano ma anche in un po' tutte le città, il Sì è andato meglio nelle zone più ricche e il No invece ha vinto le periferie. Che dovrebbe appunto far pensare un po', da un lato ai milanesi e al centrosinistra milanese che si avvicina e si pronuncia scoppiettante, e in generale per le dinamiche del centrosinistra e della destra tutte, per il nostro paese e le prossime elezioni che arrivano. Non so, può essere effettivamente una piccola novità, perché non mi aspettavo che il Sì avesse vinto effettivamente nelle zone centrali, e invece ha vinto, ma non ha vinto abbastanza bene.

Alessandro Massone Ma a me interessa parlare di una cosa, ovvero del fatto che Calenda e anche altri sostenitori del Sì nel centro e nel centrosinistra, o comunque i sostenitori del Sì — aperte virgolette, "progressisti", chiuse virgolette — sono quelli che nell'ultimo giorno e mezzo hanno dispiegato la teoria che "sì, in Italia vince sempre il No, non si riescono mai a fare le cose, non c'è mai il coraggio di cambiare le cose, la Costituzione non si riesce a cambiare perché è innatamente impopolare cambiare la Costituzione". In realtà questo, diciamo così, come si presume che si suddivide il voto — anche se è un'analisi, ovviamente — ma come si presume che si suddivide il voto tra coorti, tra zone geografiche ed età, dice l'esatto opposto. Dice che i giovani, che sono quelli che guardano al futuro, hanno votato No. Dice che le persone che lavorano nelle zone metropolitane, che sono quelle che spesso hanno i lavori nel settore della conoscenza, che sono quelli più calati nel mondo contemporaneo, hanno votato No. Per cui non è proprio vera la tesi del "in Italia non si riesce a cambiare niente", perché è vero il contrario: tutte le coorti di elettori che sono proiettate verso il resto della propria vita, il resto della propria carriera, e non sono padroni o padronicini, come hai detto tu, hanno votato in blocco No a questo referendum.

Stefano Colombo È interessante vedere che anche gli operai, tra l'altro, hanno votato praticamente spaccati a metà, perché ha vinto il Sì col 50,4%. Sì, pochissimo. E gli operai, storicamente, ormai da decenni in Italia, o si astengono, o quelli che non si astengono votano a destra. Secondo me, io questa teoria, sai... non è che gli operai hanno iniziato a votare a destra: quella piccola quota di operai che votava a destra anche prima li ha seguiti in più. Ma no, c'è una parte dei lavoratori di questo tipo che si astiene.

Alessandro Massone Allora, la stragrande maggioranza si astiene, e poi c'è un pezzo che nei decenni è passato alla destra, e lì è il fallimento delle organizzazioni sindacali e la capacità della Lega di apparire come popolare.

Stefano Colombo Ciao Umberto, non ci mancherai! Finalmente hai fatto qualcosa di buono. Sì, esatto, perché abbiamo visto degli editoriali... anche diciamo Bersani con lo champagne per Bossi.

Alessandro Massone Mamma mia, quanto è scaduto.

Stefano Colombo Ma è scaduto! E in realtà, come sai, voglio bene a Bersani, però personalmente è stato un mio mega fan politico.

Alessandro Massone Sì, però dire che è stato il proprio avversario con cui ci si trovava meglio... con Bersani.

Stefano Colombo Evidentemente era un compagno di bevute che poteva chiacchierare con Bersani. Non vediamo altro.

Alessandro Massone Sì, ma non metto in dubbio che tra vecchi politici si parli, eccetera eccetera. Però...

Stefano Colombo Deve anche mandare un messaggio alla famiglia, dire "bella bro" e basta. Comunque, a proposito di partiti e di fedeltà al partito — che Bersani è storicamente un maestro, nel bene e nel male — è interessante vedere che anche gli elettori del PD sono molto fedeli al partito, alla linea. Perché solo il 9,6% degli elettori del PD, che si sono dichiarati alle ultime elezioni, ha votato Sì. Nonostante appunto queste fastidiosissime, sinceramente, campagne per la sinistra per il Sì. Per esempio, la Pina Picierno... la cui rilevanza nel mondo è un po' come quella degli Oasis nel rock'n'roll: sono rilevanti gli Oasis nella storia del rock'n'roll? Assolutamente no, però tutti accendiamo la TV e vediamo partire la canzone degli Oasis. Vabbè, non c'è da dire. Vabbè. Invece molti più elettori di destra hanno votato No. Ad esempio, l'11% degli elettori di Fratelli d'Italia, il 17% degli elettori di Forza Italia — secondo me non hanno capito la scheda. Che è un dato folle, perché questa era la riforma di Forza Italia! Non è possibile che il 17% degli elettori di... Leggevo qualcuno che diceva che è il mio amico Claudio Lotito — posizioni controverse in merito, però non ho approfondito. Se c'è qualcuno che vuole parlarci della politica laziale, in questo senso...

Alessandro Massone Sì, se volete, come sempre, in fondo a Hello World trovate il link per iscrivervi al nostro Discord. Venite e spiegatecelo.

Stefano Colombo Perché se siete poi il 14% degli elettori della Lega che ha votato No, e che immagino sarebbero tristi per Bossi in questo momento, spiegateci pure perché avete fatto questa cosa. È un dato politico rilevante. Ora sarà da capire se questi elettori rimarranno a casa alle prossime elezioni, o se la loro xenofobia li spingerà a tornare a votare i partiti che hanno votato la prima volta. Un segno di disimpegno. Sì, comunque un segno di disimpegno. È anche vero che, mentre noi stiamo facendo molto gli immaturi e stiamo semplicemente gioendo come dopo una vittoria, è anche vero che tutto sommato è un quesito molto tecnico su cui ci può stare che magari qualcuno abbia votato indeciso, per così dire. Io penso che la maggior parte di queste persone tornerà a votare per l'unità di destra che ha votato la prima volta, a meno di grossi sconvolgimenti. Ci sono dati che continuano a dare una situazione immutabile. Però non mi fido mai del tutto dei sondaggisti, perché abbiamo visto che in questo caso i sondaggi sono stati clamorosamente sballati. È anche vero che nelle ultime due settimane la campagna elettorale era ampiamente decollata grazie alla mobilitazione della macchina mediatica propagandistica di destra, sia a livello di media nazionali sia a livello di format — format no, però comunque di cose un po' più estemporanee. Come la sortita di Meloni, quanti voti gli ha fatto perdere? Secondo me è un bel...

Alessandro Massone Secondo me invece è vero il contrario. Io penso che se non ci fossero stati questi dieci giorni di mobilitazione straordinaria dei tre leader, che praticamente erano tutti i giorni in televisione tutti e tre, ci sarebbe stato un risultato da obbligo di dimissioni. Capisco, forse sì, è vero, perché sarebbe avvenuta con un'affluenza un po' più bassa, ma con il 63% per il No o del genere.

Stefano Colombo Sì, probabilmente sì, è vero. Sarebbe finita appunto con il 40% di affluenza, ma il 70%. Boh, era meglio, era peggio? Ma niente, non è andata così. E comunque il No ha vinto. In realtà può essere meglio perché, secondo me, almeno si è visto chiaro che con una mobilitazione seria ci sono chance di arginare. Sì, sì, certo.

Alessandro Massone A livello elettorale è molto più importante questo come risultato, non c'è paragone.

Stefano Colombo Ecco, poi vabbè, il governo in realtà non è che abbia proprio... La colpa, allora diventa una sconfitta, però nessuno ha odore di dimissioni, sebbene Nordio.

Alessandro Massone Per altre questioni, però. Non perché è coautore di una pessima riforma, ma perché è pessimo nello scegliere i propri partner d'affari. Non è... nel modo più delicato che possiamo...

Stefano Colombo Non diciamo altro. In ogni caso parliamo di futuro, dai! Se siamo giovani... io non sono più giovane, io non sono giovane per niente. Quest'anno sono dieci anni che esiste The Submarine. Io sto premendo: faremo sempre le feste, se facciamo qualcosa.

Alessandro Massone E quando facciamo qualcosa...

Stefano Colombo No, allora la questione sta così: io premo per fare una festa per il decennale, e invece gli altri no.

Alessandro Massone Guarda, non è vero, non è andata per niente così. E allora va bene, deciso! Qua, non in diretta — perché non siamo in diretta — però deciso in registrazione: ecco, faremo una festa.

Stefano Colombo Sarete proprio invitati. E chissà che in quella festa non si sappia già chi sarà il candidato del centrosinistra. Perché si è deciso ieri, a caldo, probabilmente le primarie di coalizione. Che vuol dire: ieri Conte ha lanciato la palla, Schlein e Renzi l'hanno accolta. C'è stata una manifestazione, tra l'altro, della CGIL. Conte ha detto "facciamo le primarie" e Schlein ha detto "va bene, facciamo le primarie". Secondo noi — noi abbiamo parlato ovviamente in queste 24 ore — secondo noi sono tutto sommato un passaggio necessario. La leadership di Schlein... comunque il discorso mediatico su Schlein è "è una donna e non sembra abbastanza stronza". E lo so, giusto, che è... Tutto sommato, in effetti, vanno fugate queste perplessità, perché ci possa essere una campagna elettorale efficace contro Giorgia Meloni, o chi dovrebbe essere a presentarsi dalla parte della destra, che sarà lei.

Alessandro Massone Ci sono due motivi per cui le primarie sono un'ottima idea. Il primo — e sarebbe opportuno farle il più in fretta possibile, nel giro di qualche mese — è che questo referendum ha fatto fiutare che si potrebbe davvero vincere le prossime elezioni. E quindi tanti di quegli scogli ideologici che c'erano tra i partiti della coalizione fino a un mese fa, adesso non ci saranno più, perché fintanto che sono capisaldi che tu senti di rischiare di sacrificare e perdere l'elettorato, non li metti in gioco. Invece, quando c'è veramente a vista la destinazione, che si vince, "sì, su questa cosa qua non siamo d'accordo, vabbè, ne parliamo e poi ne parliamo una volta che io sono ministro e tu sei presidente del consiglio". Perché materialmente è così, è un discorso politico molto pratico. La seconda questione, che è un po' inevitabile, è il fatto che questa coalizione non è l'Ulivo, ovvero non è una coalizione tra partiti che vengono dallo stesso alveo di centro e centrosinistra, come sono state le coalizioni di quando noi — immaginiamo le nostre ascoltatrici e ascoltatori — eravamo più giovani. È una coalizione che è molto poco omogenea, e quindi ha bisogno di un momento di confronto in cui ci si conta. Non è la coalizione tra DS e Margherita, che erano due partiti separati con storie molto diverse, ma correvano alle elezioni insieme da 15 anni quando si è fatto il Partito Democratico. Sono partiti che non sanno ancora tanto bene stare insieme, e ci sono una serie di dinamiche che sono alcune positive — nel senso che usciranno e saranno positive — altre saranno un po' sgradevoli da capire. Ad esempio, in un momento di campagna elettorale: quanto elettorato davvero Conte riesce a mangiare ad AVS? Perché è questo uno dei nodi, secondo me. Quanto Renzi riesce a riprendersi gli elettori della destra del Partito Democratico? Se il Partito Democratico presenta due candidati, presenta Schlein e un candidato di minoranza, gli elettori centristi della coalizione votano quel candidato di minoranza o votano Renzi? E Renzi alle primarie ci sarà, o un candidato di Renzi? LOL, Renzi alle primarie! No? Io penso ci sarà Renzi in persona alle primarie.

Stefano Colombo Certo, anche perché è un pazzo finito, quindi se non si candida Renzi, chi dovrebbero candidare? No. Allora, perché secondo me Renzi non si candiderà sperando effettivamente di vincere queste primarie? Mi sembra molto difficile che il centrosinistra lo incoroni.

Alessandro Massone No, si candida per normalizzare la propria presenza in coalizione. Perché una volta che ti candidi in coalizione alle primarie e prendi l'8%, una volta che c'è il foglio con scritto "l'8% dei tuoi elettori, ok, con Renzi", non lo mandi più via.

Stefano Colombo Tra l'altro, il ragionamento da fare a priori su queste primarie: chi va a partecipare alle primarie? Per quanto anche Renzi e Calenda li vogliamo in coalizione. Calenda si sta abbastanza allontanando verso la posizione di destra, ma nulla vieta che nel giro di un mese: toc toc, "ehi, voglio partecipare anch'io". Partecipare sì o no, chi decide questa cosa?

Alessandro Massone Alle primarie possono partecipare tutti. Se vuole candidarsi Beppe Grillo, si candida anche Beppe Grillo, secondo me.

Stefano Colombo Pam pam! Speriamo che non ascolti questo podcast.

Alessandro Massone Lo sappiamo che sei tra i primi ascoltatori.

Stefano Colombo Ecco, sì. La rete si scalderà, probabilmente, per la questione. Tutto sommato, secondo noi potrebbe farcela Schlein. Ma se anche Schlein... la coalizione, a meno di veri coltelli che volano durante la campagna elettorale, è una coalizione forzata. Ma anche detto: patti chiari, amicizia lunga. Anche perché tra l'altro Schlein comunque non ha avuto una vera contesa, in prima persona, da ormai tre anni, e di grosse vere primarie... Quindi anche lei non fa male, secondo me. Si rimette in gioco. No, infatti. Ci ho detto, tra l'altro, che uno dei principali concorrenti, almeno sulla carta, era Silvia Salis, la sindaca di Genova, che ha dichiarato che non si candiderà e non sosterrà nessuno. E ovviamente sull'ANSA e sui 12.000 giornalisti — certo, 12.000 delle firme — ieri sera e oggi sapete, Salis è questa sindaca di Genova che... non so se avete avuto un'occasione di sentire parlare, una politica valida, che diciamo è stata un po' incoronata da tutti e da nessuno a possibile alternativa a Schlein, in particolare dal sistema mediatico della destra e dal PD. Ma lei finora ha tutto sommato rifiutato questa etichetta. Non è chiarissimo ancora qual è la sua posizione su molti argomenti, non è chiaro. In effetti, esatto, però quando Renzi era sindaco si sapeva benissimo. E comunque secondo me in questo momento non ha voglia di fare la candidata di bandiera, visto che in questo momento, se dovesse scendere in campo, sarebbe per forza la candidata della minoranza PD, che non mi sembra messa benissimo. Comunque, a parte tutto, a parte il fastidio che noi possiamo avere per questa parte della politica, oggettivamente si sta muovendo in un momento fantastico — tra compromissioni con Israele, ramate contro il CERN... Quanto può stare ancora nel PD questa persona? Salis se ne è alzata. Prossimo giro, prossima cosa.

Alessandro Massone Sì, io penso che sia logico e naturale che ci siano delle correnti contrapposte a Schlein. Immagino che qualcuno esprimerà un candidato. Non credo che il PD avrà un solo candidato a queste primarie. Magari neanche più di due, magari due o tre candidati alle primarie: il Partito Democratico non sarebbe la prima volta. Detto questo, è abbastanza chiaro che Salis, che comunque si inquadra come di un'area progressista che però non è allineata con quelle che attualmente sostengono Schlein — o comunque è proprio nell'orbita più lontana di quelle correnti — chiaramente in questo momento non vuole prestarsi a uno scontro, per poi finire insieme a una corrente minoritaria del Partito Democratico che prende il 9% dei voti del partito. Perché se sono quelli che hanno votato per il Sì, se i numeri sono quelli, vuol dire che se si facesse un congressino prima delle primarie, si prende un voto su dieci dei tesserati, una cosa del genere.

Stefano Colombo Io vi chiedo anche: Conte, quanto è spendibile ancora? Perché se avessi fatto questo discorso nel 2022, Conte sarebbe stato un ottimo candidato. Ma adesso, non si è bruciato, anzi, il consenso del Movimento 5 Stelle quest'anno è abbastanza stabile, e al Sud ancora funziona. Non funziona mai alle elezioni, però in questo boom di voti tra i No è difficile non vedere un contributo. Quindi si conferma portatissimo... per la prima, non so dire quanto potrebbe prendere in uno scontro uno a uno con Schlein. Chi, in Lombardia, vota Conte? Secca, sinistra.

Alessandro Massone Ma il problema non si pone, perché non sarà uno scontro uno a uno.

Stefano Colombo Però aspetta, magari le elezioni potrebbero anche essere primarie con due candidati e poi i due principali...

Alessandro Massone Le famigerate primarie con il doppio turno! È vero che c'è il precedente anche per quello. Allora, c'è la questione che nell'elettorato di centrosinistra c'è una dose di misoginia che, in uno scenario uno contro uno, può avvantaggiare un po'... Io non riesco a immaginare l'elettorato del Partito Democratico che vota per un candidato del Movimento 5 Stelle. Il motivo per cui al governo c'è Giorgia Meloni è perché in quel momento si doveva fare una coalizione di centrosinistra in cui le forze tra PD e Movimento 5 Stelle erano molto più vicine, e la struttura del Partito Democratico non era in grado di concepire di essere in una coalizione in cui — non voglio dire che era la componente junior — però era alla pari con un'altra componente. Era una cosa che per una parte importante del Partito Democratico era impossibile da digerire, era contro la propria cultura, era contro il proprio modo di gestirla. E io faccio un po' fatica a immaginare... temo che questa cultura qui sia radicata anche alla base. Faccio un po' fatica a immaginarmi l'elettore del Partito Democratico che va e dice "no, non voto per il candidato del Partito Democratico, voto per il candidato del Movimento 5 Stelle".

Stefano Colombo Sì, impossibile. Cioè, mi sembra davvero difficile. Anche perché, tutto sommato, Schlein si può dire che stia gestendo abbastanza bene il partito. Cioè, è una segretaria contestata, ma nel migliore dei casi c'è una compresenza con la parte del partito che non è un Renzi dei periodi che ricordiamo.

Alessandro Massone O Bersani nell'ultimo mese prima delle dimissioni, che aveva completamente perso il controllo del partito. Piace anche abbastanza all'elettorato di AVS. Io penso che l'elettorato di AVS senta più vicina Schlein di Conte, in questo momento. Sì, sono d'accordo. Vediamo un po'... attenzione, Schlein: come partito, sicuramente gli elettori di AVS si sentono più vicini al Movimento 5 Stelle che al Partito Democratico. Ma come singolo candidato, credo che ci sia un pochino più di feeling con Schlein.

Stefano Colombo Tutto può finire bene o può finire male, come dicevano i sondaggisti fino all'altro ieri. I sondaggi.

Alessandro Massone Ma anche il Sì.

Stefano Colombo "Il mio cugino mi ha detto che..." Vabbè, c'è l'incognita della legge elettorale, su cui la destra si è messa al lavoro a velocità della luce dopo questo voto. Vedremo anche quanto avrà effetto effettivamente sulle elezioni, perché se la sinistra si presenta bella coesa, magari questa legge elettorale potrebbe non favorire la destra tanto. Spero, maledetti marrani. Vedremo anche questo.

Alessandro Massone Sì, poi giustamente le primarie è una questione di farle in fretta, perché in questo momento il centrodestra ha assolutamente in mente di fare una legge elettorale in cui si scrive nero su bianco chi è il candidato alla presidenza del consiglio, che è una cosa inedita e mi sento di dire anche un po' inaudita in Italia. O comunque è anticostituzionale. Certamente ci provano, chiarissimo che ci provano, e ci provano più che per fare il premierato, per mettere in difficoltà la coalizione

Stefano Colombo di centrosinistra. Però se fanno davvero le primarie — l'hai detto tu, l'ha detto Conte, l'ha detto Renzi — io ci sto. Comunque, ci sentiamo per nuovi aggiornamenti appena ci saranno. Nel frattempo, non candidatevi alle primarie del centrosinistra... ci saranno.

Alessandro Massone Pensavo volessi dire: "andate a fare... riempite un po' di taniche di benzina, comprate delle stufe, cambiate, non usate più il gas per cucinare". Io all'induzione mi trovo molto bene, una volta...

Stefano Colombo Avevo bruciato una roba, però solo una volta. Poi perfetto: non fa caldo, non fa fumo. Wow. Quindi il gas chi se lo ricorderà.

Alessandro Massone Ci stiamo riferendo al fatto che comunque, che si vada a votare presto o tardi, comunque i prossimi dieci mesi — tra la prossima finanziaria e tutto quello che succede — io non ci vorrei stare al governo. Mettiamola così.

Stefano Colombo Può anche essere l'occasione, però, per il centrosinistra di proporre cose forti e che tutti possano capire. Esempio: basta energia fossile. Cioè, se vedi andare la benzina e la bolletta al doppio nel giro di un mese, e tu dici "ragazzi, non basta solo fare le buffonate, solo le promesse: dobbiamo fare un piano vero, effettivo, sulle energie rinnovabili". Può darsi che anche il famoso elettorato che non ti considera mai perché sei un intellettuale, può darsi che anche queste persone si avvicinino effettivamente. Certo, se si fa un programma elettorale in cui invece si dice "taglieremo le accise dello 0,3% in 4 anni", poi la gente non ti viene a votare sul serio.

Alessandro Massone "Difficile congiuntura geopolitica, bisogna affrontare la crisi energetica": questa è la lingua dei programmi politici nel centrosinistra.

Stefano Colombo Invece il programma deve essere: "guarda questa centrale elettrica con i pannelli solari in Cina, la facciamo anche a Foggia". Così!

Alessandro Massone Facciamo i parchi solari come quelli che la Cina sta facendo a Cuba.

Stefano Colombo Ci sono, tre colline, tre baie... di che. Però così la bolletta ti garantisco che non ti sale più del 50%. C'è l'esempio spagnolo: la Spagna non è che sia un paese per l'Italia, però ha imboccato la strada e non l'ha abbandonata. L'Italia diceva di essere l'avanguardia nel suo rinnovabile fino a qualche anno fa, poi per misteriosi motivi è successo che non è più un'avanguardia. Alessandro, dicci ciao e... No, anzi: impegnatevi, fate politica! Abbonatevi a Hello World!

Alessandro Massone Che bello, pensa che bello delle primarie del centrosinistra con centinaia di candidati! Sì.

Stefano Colombo Pensate che bello se tutti si abbonassero a Hello World!

Alessandro Massone Con i video delle candidature su YouTube, come ai tempi del Movimento 5 Stelle. Quanto mi manca quella vibe lì nella politica.

Stefano Colombo Sai che un po' è la storia... valutando il tutto, secondo me eravamo un po' troppo livorosi con il Movimento 5 Stelle, perché ovviamente i Casaleggio erano impresentabili. Però molte cose sì.

Alessandro Massone Erano le cose che venivano dette a essere impresentabili; il formato era ragionevole. Quello che succederà... però, comunque sia, a prescindere che voi vogliate candidarvi alle primarie del centrosinistra o meno — io non lo consiglio, ma se lo fate poi vi intervistiamo, mettiamola così — vi ospitiamo a Trappist. Se siete un candidato della coalizione del centrosinistra che ha deciso di candidarsi ascoltando Trappist, lo dico oggi:

Stefano Colombo vi intervistiamo a Trappist! Ecco. "Chi mi ha fatto fare..." Però vabbè.

Alessandro Massone È già, è stato registrato, è stato detto. Nel frattempo, se volete sentire, se volete leggere quello che succede tutti i giorni, il posto per farlo è thesubmarine.it, dove vi potete abbonare alla nostra newsletter quotidiana che è Hello World. Hello World! Hello World! L'offerta con miglior rapporto quantità-prezzo dell'informazione italiana, nel senso che gli autori siamo Stefano e io. Non possiamo dire se è la fonte migliore di informazione che potete leggere, ma sicuramente non usiamo l'IA, scriviamo tutto di nostro pugno — e si vede, perché è pieno di errori. Almeno le parti che scrivo io.

Stefano Colombo Vediamo.

Alessandro Massone Detto questo, possiamo dire che è anche l'unica fonte di informazione in Italia per le persone a cui piacciono l'arancione e il viola, perché c'è un sito internet completamente arancione e viola. Se volete vedere le vostre notizie su sfondo viola, avete un buon motivo per abbonarvi. Soprattutto, Hello World è l'unica cosa nella vita che non aumenta di prezzo, nel senso che l'abbonamento ha ormai più di 5 anni, e 5 anni fa costava 3 euro al mese e 25 euro all'anno. E se vi abbonate oggi vi fate una settimana gratis, e poi costa 3 euro al mese.

Stefano Colombo O 25 euro l'anno. Un po' vorrei alzare il prezzo, tutti vorremmo alzare il prezzo, però non lo facciamo. Neanche il caffè costa più un euro, invece noi...

Alessandro Massone Il piano mensile è 3 caffè al mese. Ma 3 euro al mese, 3 caffè... bisogna fare un po' di strada per berselo.

Stefano Colombo Dai, a dieci anni alziamo il prezzo! Quindi abbonatevi, come regalo ci regaliamo due soldi in più. Così magari pago le bollette: questo ormai è quello che prendo con Hello World, non basta neanche a pagare la bolletta della luce. Quindi vabbè, potete anche però abbonarvi nel senso che ci sono le opzioni di abbonamento, i piani sostenitori.

Alessandro Massone Se siete in questo momento sull'onda della vittoria del No, gaudenti, e non siete presi male per la mancanza di gas e la benzina carissima, potete contribuire un po' di più. Ovviamente, se non riuscite non c'è nessun problema: Trappist resta sempre gratuito, l'approfondimento di Hello World resta sempre gratuito, l'archivio del sito di The Submarine è sempre consultabile gratuitamente. Se ci volete dare una mano, però, ci aiutate a condividerci: post su Instagram e sugli altri social, dove abbiamo tutti gli algoritmi contro, ci fate un grande favore. Ci trovate su Instagram, su Twitter, su Mastodon, su Threads, su Telegram, e credo basta. Cioè, ci trovate anche su un po' di altri social network, ma credo che l'account sia abbandonato. Tipo Facebook, dove nessuno ci leggeva. Noi ci rivediamo la settimana prossima. Un grande saluto ad Arianna, che sta facendo politica in questo momento. Grazie per essere stato con me.

Stefano Colombo Secondo te, la relazione tra i politici e i commentatori di politica è di mecenatismo? Rispetto a quella tra, ad esempio, gli scrittori e i critici letterari, che era peggio?

Alessandro Massone Volevo fare una battuta sulla separazione delle carriere, ma non è cotta.

Stefano Colombo Beh, Arianna ce la sta facendo entrare, quindi un giorno potrebbero fare un referendum su Arianna: una politica o una podcaster? Tu fai la podcaster.

Alessandro Massone Nessuno potrà dire che in campagna elettorale è andata in un podcast. È in un podcast!

Stefano Colombo Potrebbe intervistarsi da sola. Vabbè, ciao ciao! Grazie a tutti.