L’apartheid della pena di morte

La Knesset ha approvato la pena di morte solo per i palestinesi. Tra le altre notizie: Trump non sa cosa fare per lo stretto di Hormuz, dal 20 al 25 aprile si fermano i Tir per il caro carburanti, e il diritto d’autore rovina anche le stampanti 3D

L’apartheid della pena di morte
Itamar Ben–Gvir. Foto dominio pubblico: שי קנדלר

La Knesset ha approvato la legge che rende l’impiccagione la pena “predefinita” per i palestinesi della Cisgiordania condannati dai tribunali militari per attentati mortali. Il voto, su quella che è una legge estremamente controversa, si è concluso con 62 a favore e 47 contrari. I giudici potranno scegliere l’ergastolo come pena solo sotto “circostanze speciali,” non meglio definite nel testo della legge, altrimenti l’esecuzione dovrebbe avvenire entro 90 giorni dalla sentenza. La norma prevede anche che basti la maggioranza semplice dei giudici, non l’unanimità, e elimina il diritto d’appello (!). La legge esclude esplicitamente i cittadini e i residenti israeliani: di fatto codifica la pena capitale solo per la popolazione palestinese. La coalizione Hadash–Ta’al, di composizione a maggioranza araba, ha dichiarato che “questa legge non è semplicemente una misura punitiva, ma una dichiarazione ufficiale dell’istituzionalizzazione dell'apartheid e del razzismo, nonché della trasformazione del sistema giuridico in un ulteriore strumento di violenta repressione politica del popolo palestinese.” “Approvando questo disegno di legge, il governo ammette che lo Stato di Israele opera con due sistemi giuridici separati basati su nazionalità e razza: uno che consente l’esecuzione degli arabi e un altro che fornisce protezione e immunità ai criminali ebrei.” Le opposizioni intendono portare la legge davanti alla Corte suprema, nella speranza di ottenerne l’annullamento. (the Times of Israel / X)

I gruppi per i diritti umani e i leader palestinesi definiscono la legge discriminatoria e in violazione del diritto internazionale — e anche dall’estero gran parte delle reazioni è di condanna. La presidenza palestinese sottolinea che la legge è in violazione della Quarta Convenzione di Ginevra, in particolare per le tutele garantite agli individui e le garanzie di un equo processo, e costituisce un crimine di guerra contro la popolazione palestinese. La presidenza palestinese scrive: Queste leggi non spezzeranno la volontà del popolo palestinese né ne mineranno la fermezza, né lo dissuaderanno dal proseguire la sua legittima lotta per la libertà, l’indipendenza e la creazione di uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme Est come capitale.” L’Egitto ha rilasciato una nota, avvertendo contro l’ignorare “le gravi violazioni israeliane” nel contesto dell’attuale escalation militare nella regione, e ribadendo il rifiuto per le “politiche unilaterali israeliane.” (WAFA)

Dall’Europa, Germania, Francia, Regno Unito, e Italia hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che sottolinea “il carattere discriminatorio” della legge. “L’adozione di questo disegno di legge rischierebbe di compromettere gli impegni assunti da Israele in merito dei principi democratici,” scrivono i ministri degli Esteri. Allo stesso modo la ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee ha rilasciato una dichiarazione per “condannare” la legge, definendola anche lei “discriminatoria.”. “Il diritto alla vita è un diritto umano fondamentale e l’Irlanda si oppone con fermezza e coerenza all’uso della pena di morte in tutti i casi e in tutte le circostanze.” Su X Tajani si è speso in parole un po’ più nette, dicendo che “per noi la vita è un valore assoluto, arrogarsi il diritto di toglierla per infliggere una punizione è una misura disumana che lede la dignità della persona.” Una bozza di una dichiarazione di Kaja Kallas, filtrata a Euronews, parla di una “grave regressione” rispetto agli impegni precedenti di Israele sul diritto internazionale, tornando a indicare la tenuta dell’Accordo di associazione con l’Unione europea. (Ministero degli Affari esteri tedesco / Governo irlandese / X / Euronews)

Ben-Gvir ha festeggiato con un brindisi l’approvazione della legge — con al bavero della giacca una spilla dorata a forma di cappio. A fine giornata ha pubblicato un video su X rispondendo alle critiche internazionali per l’approvazione della legge: “Lo dico ai cittadini dell’Unione Europea che hanno esercitato pressioni e minacciato lo stato di Israele: non abbiamo paura, non ci arrendiamo, siamo nel nostro Paese, con la nostra sovranità, e proteggeremo i nostri cittadini.” “Un terrorista che esce per uccidere, sa che finirà sul patibolo.” (X)