Alla ricerca del capro espiatorio per l’invasione dell’Iran
Trump dice di voler concludere la guerra in Iran in un paio di settimane, ma se la prende con gli alleati. Tra le altre notizie: il manuale di difesa reciproca dell’UE, il libro per le primarie di Giuseppe Conte, e la storia di Paul McCartney che è stato bannato da Reddit
Continuano a non essere per niente chiari i piani degli Stati Uniti per la guerra in Iran, con le dichiarazioni di Trump e della sua amministrazione ormai completamente scollegate dai reali sviluppi del conflitto. Sul terreno, nella notte tra martedì e mercoledì i combattimenti sono continuati: a Teheran sono state sentite esplosioni a seguito di attacchi aerei, e Israele ha dichiarato di aver condotto oltre 800 sortite contro obiettivi iraniani. A Beirut, almeno 7 persone sono state uccise, e altre 24 ferite, in due attacchi israeliani. A parole, sia Trump che Rubio hanno indicato l’interesse di Washington di uscire dal conflitto. Trump ha detto ai giornalisti che gli Stati Uniti si ritireranno “in 2, forse 3 settimane,” anche senza che si arrivi a un accordo diplomatico con Teheran. Oggi, in prima serata — alle nostre 3 di notte — Trump terrà un discorso alla nazione, per dare un “importante aggiornamento” sull’andamento della guerra. (Al Jazeera / Reuters / X)
Non è chiaro, però, se al contrario Washington stia cercando un capro espiatorio per giustificare l’esatto contrario, ovvero un maggior coinvolgimento nel conflitto, con anche operazioni di terra: Trump è tornato ad attaccare i propri alleati sul proprio social network, prendendosela, a distanza di pochi minuti, prima col Regno Unito e poi con la Francia. Riferendosi a Londra e agli altri alleati che “si sono rifiutati di essere coinvolti nella decapitazione dell’Iran,” Trump scrive: “Ho un suggerimento per voi: numero 1, comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza, e numero 2, fatevi coraggio, andate allo Stretto e prendetevelo. Dovrete imparare a difendervi da soli, gli Stati Uniti non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non siete stati lì per noi. L'Iran è stato, in sostanza, decimato. La parte difficile è fatta. Andate a procurarvi il vostro petrolio!” Poco dopo, rivolgendosi alla Francia, ha aggiunto: “La Francia non ha permesso agli aerei carichi di rifornimenti militari e diretti in Israele di sorvolare il territorio francese. La Francia è stata MOLTO POCO COLLABORATIVA.” “Gli Stati Uniti NON DIMENTICHERANNO!!!” Gli ha fatto eco il segretario alla Difesa Hegseth, durante una conferenza stampa al Pentagono: “Ci sono paesi in tutto il mondo che dovrebbero essere pronti a intervenire su questa via d’acqua così importante. Non si tratta solo della marina degli Stati Uniti. L’ultima volta che ho controllato, si diceva che ci fosse anche una grande e temibile Royal Navy pronta a fare cose del genere.” (Truth Social / the Independent)
Nel frattempo, il ministro degli Esteri Araghchi ha confermato ad Al Jazeera l'esistenza di contatti con gli Stati Uniti, sia diretti sia attraverso paesi della regione, ma ha categoricamente escluso che si tratti di negoziati. “Non c'è nulla di vero nelle notizie di negoziati con l’Iran. Tutti i messaggi vengono trasmessi attraverso il ministero degli Esteri o ricevuti da esso.” “Non abbiamo alcuna fiducia che i negoziati con gli Stati Uniti produrranno risultati. Il livello di fiducia è a zero.” Araghchi ha promesso che al termine della guerra lo stretto tornerà a essere “una via navigabile pacifica,” indicando però comunque che “la gestione dello stretto spetterà a Oman e Iran.” A livello diplomatico, il presidente iraniano Pezeshkian ha sentito al telefono António Costa, il presidente del Consiglio europeo, per dirgli che Teheran ha “la volontà necessaria per porre fine al conflitto,” “a condizione che vengano soddisfatte condizioni essenziali, in particolare le garanzie necessarie per prevenire la ripetizione dell’aggressione.” (Al Jazeera / Euronews)