Più genocidio per tutti

Smotrich propone di distruggere la Cisgiordania, Ben–Gvir minaccia l’uso della pena di morte: manca un mese alle elezioni, in Israele. Tra le altre notizie: RN è riuscito a formare un gruppo al Senato francese, si diffondono le “ronde” razziste in Italia, e l’ennesimo caso di IA “ribelli”

Più genocidio per tutti
foto CC BY-SA 4.0 Jaber Jehad Badwan

Come va la campagna elettorale in Israele? Lasciamo giudicare a voi: domenica il ministro delle Finanze Smotrich, leader del partito Sionismo religioso, ha detto in un’intervista a un podcast di Ynet che Israele dovrebbe “andare in guerra” in Cisgiordania, e “fare anche lì quello che abbiamo fatto a Gaza.” Smotrich è tornato a chiedere di smantellare l’Autorità palestinese. Le parole di Smotrich arrivano mentre nella Cisgiordania occupata la situazione continua a peggiorare: domenica le autorità israeliane hanno ordinato la chiusura totale dei valichi per la festa ebraica di Sukkot, con strade e accessi bloccati intorno a Ramallah. Secondo l’OCHA dall’inizio del 2026 circa 850 palestinesi sono rimasti feriti in attacchi dei coloni — è una media superiore ai 3 al giorno. Peace Now riporta che i coloni si sono appropriati di più di 10 mila ettari di terra nelle aree A e B. (Ynet / OCHA)

Da oggi è più facile vedere che cosa intende dire Smotrich quando parla di “fare anche lì quello che abbiamo fatto a Gaza”: Google Maps sta aggiornando le immagini satellitari disponibili su Gaza, e sui social ora stanno circolando moltissime immagini dei quartieri della Striscia rasi al suolo, e delle distese di tende e rifugi improvvisati lunga la costa. I marcatori di scuole, moschee, attività commerciali restano al loro posto — sovrapposte alle rovine. (the New Arab)

Per non essere da meno, Ben–Gvir ha pubblicato su X un video in cui, affiancato da guardie armate e mascherate, insulta Hassan Salamah, un militante condannato per aver organizzato gli attentati agli autobus di Gerusalemme del 1996. “Voglio ucciderti, voglio condannarti a morte,” gli dice il leader di Potere ebraico, vantandosi di avergli già reso la vita “un inferno.” La persecuzione dei prigionieri palestinesi — e l’ambizione di farne strage con la nuova legge per la pena di morte — è uno dei cavalli da battaglia di Ben–Gvir, che negli scorsi mesi ha pubblicato diversi video come questo. (X)

Nonostante a parole i paesi europei condannino il genocidio e prendano le distanze dal governo Netanyahu VI, l’Europa sta diventando sempre più dipendente dalle armi israeliane: lo denuncia un’inchiesta di Investigate Europe pubblicata sul Fatto Quotidiano: con la guerra in Ucraina e la corsa al riarmo le esportazioni militari israeliane sono raddoppiate in cinque anni, fino a 16,7 miliardi di euro nel 2025, e il 36% delle vendite è destinato all'Europa. La Grecia ha appena firmato il più grande contratto di esportazione della storia di Israele — 3 miliardi per la difesa aerea — e Germania, Finlandia, Serbia, Slovacchia, Romania e Cipro hanno fatto grandi acquisti. Anche l’Italia, che pure ha speso meno di altri stati europei, sta costruendo una flotta di aerei spia, i G550, che compra da una controllata della Israel Aerospace Industries. La dipendenza non è solo commerciale: i contratti “da governo a governo” danno a Israele un diritto di veto sull’uso dei sistemi venduti — già esercitato, 4 anni fa, per impedire ai paesi baltici di inviare in Ucraina i missili anticarro di fabbricazione israeliana — e i produttori possono bloccare aggiornamenti software e ricambi. (il Fatto Quotidiano, dietro paywall)