Genocidio a conduzione familiare

Mentre trattava per il cessate il fuoco a Gaza, un’azienda di Jared Kusher lucrava sul boom dell’industria militare genocidaria. Tra le altre notizie: anche oggi in Francia saranno chiuse 400 scuole, preparatevi agli aumenti sulle bollette, e il primo test per i data center nello spazio

Genocidio a conduzione familiare
Jared Kushner in visita a Gaza. Foto: IDF Spokesperson's Unit / CC BY-SA 3.0

Mentre Jared Kushner partecipava al negoziato per — teoricamente — mettere fine al genocidio nella Striscia di Gaza, una sua azienda lucrava sulla strage: la società di private equity Affinity Partners è principale azionista di Phoenix Financial, una società israeliana che detiene partecipazioni in numerose imprese legate all’apparato militare di Tel Aviv, tra cui Elbit Systems, Next vision, Reshef Technologies, e altre. Grazie al genocidio, queste partecipazioni hanno generato profitti notevoli: il valore di mercato di Elbit System, ad esempio, è aumentato del 165% — garantendo ad Affinity un incasso di 340 milioni di dollari, con la vendita di un quarto della sua quota, a un valore superiore a cinque volte il prezzo di acquisto. Elbit è il principale produttore d’armi israeliano, le cui munizioni, tra cui anche bombe e proiettili per carri armati, sono state rintracciate sul luogo di attacchi contro civili. Next Vision, invece, si occupa della produzione delle telecamere dei droni, e Reshef Technology si occupa di spolette elettroniche per l’artiglieria. I rappresentanti legali di Kushner negano che abbia mai “partecipato o diretto” le decisioni di Phoenix, ma hanno confermato che il genero del presidente degli Stati Uniti parlava con la dirigenza di Phoenix “ogni poche settimane,” di “trend di mercato e opportunità strategiche.” (CNN)

Intanto, gli Stati Uniti stanno mandando una terza portaerei per cercare di superare lo stallo della guerra in Iran: in rotta verso la regione ci sono un gruppo d’attacco e uno anfibio, con due navi da sbarco. In totale si stanno muovendo altri 7 mila marinai e 2mila militari. Secondo un funzionario statunitense, entro la fine di ottobre nella regione potrebbero essere impegnati nel conflitto oltre 20 mila persone. È qualcosa di più di una minaccia: in un’intervista con il TIME, Trump ha detto che è “possibile” che nelle prossime settimane ci sarà una ulteriore intensificazione dei bombardamenti contro l’Iran — ma solo dopo le elezioni di metà mandato. Nell’intervista Trump ha anche confermato di aver respinto l’ultima proposta di cessate il fuoco arrivata da Teheran, perché non era “abbastanza buona.” (the Guardian / TIME)

Il rischio che la situazione peggiori ulteriormente è concreto: giovedì Trump ha minacciato di colpire l’Iran “molto forte” se dovesse emergere un coinvolgimento di Teheran nello strano caso del dirottamento del volo flydubai diretto a Tel Aviv. L’altroieri Trump aveva messo in dubbio la ricostruzione delle autorità israeliane in merito, ma poi qualcuno lo ha convinto: parlando con la stampa, che gli chiedeva se Teheran era coinvolta, Trump ha risposto che “in base a quello che mi dicono, sì” — senza fornire però nessun elemento a sostegno della tesi, né spiegare perché sospetti l’Iran. (Associated Press)