Manifestando il cessate il fuoco energetico tra Ucraina e Russia

Donald Trump ha annunciato un accordo tra Ucraina e Russia senza dirlo a Kyiv e Mosca. Tra le altre notizie: gli attacchi degli Houthi in Arabia Saudita non si fermano, lo sciopero dei lavoratori dell’ex Ilva, e Lula accusa Meta di ingerenza elettorale

Manifestando il cessate il fuoco energetico tra Ucraina e Russia
Grab via X, White House Rapid Response

Donald Trump ha annunciato un “cessate il fuoco energetico” tra Russia e Ucraina, dicendo che entrambe le parti avevano accettato. Non è chiaro, come dire, se sia vero: non sono arrivate conferme né da Kyiv né da Mosca, in realtà. Evidentemente sorpreso dallo sviluppo Zelenskyj ha detto che l’Ucraina “sostiene il cessate il fuoco,” e che “è importante che lo sostenga anche la Russia” — ma rimanda tutti i dettagli a Washington. Non è la prima volta che succede: già a metà settembre Trump si era più o meno inventato un accordo analogo, che in realtà non era mai esistito. Questa volta dagli Stati Uniti arriva pressione vera, però, perché ogni goccia di diesel è importante: secondo il Financial Times l’amministrazione Trump II avrebbe minacciato di tagliare a Kyiv intelligence e forniture militari. Anche la Russia non sembra essere stata informata dell’accordo: l’esercito ruso ha colpito una centrale termoelettrica a Charkiv solo poche ore dopo l’annuncio. Sulla richiesta di nuove elezioni, Zelenskyj rimbalza le richieste statunitensi: “Chiedete a Putin di darci due mesi, 60 giorni di cessate il fuoco totale, 60 giorni, e organizzeremo elezioni.” (Reuters / Financial Times)

Le preoccupazioni statunitensi non sono infondate, va detto: un’inchiesta del Washington Post descrive la campagna di droni che Trump vuole fermare. Dal primo aprile al 31 agosto l’Ucraina ha colpito almeno due terzi delle principali raffinerie russe — 36 in totale. Alcuni obiettivi sono stati colpiti anche 5 volte, con un ritmo di un attacco ogni 3 giorni, mirando ai componenti più difficili da riparare, le unità di desalinizzazione e distillazione, rese fragili dalle sanzioni, che impediscono alla Russia di accedere con facilità a riparazioni. A fine agosto metà della capacità di raffinazione russa era ferma, le esportazioni di prodotti raffinati si sono dimezzata e il paese vive la peggior crisi di disponibilità dei carburanti dai tempi della caduta dell’Unione sovietica. Putin stesso ammette che la campagna ucraina è stata molto pesante — sarebbe costata alla Russia un punto del PIL. Ma come fa l’Ucraina a colpire in modo così efficace le raffinerie russe? Usando rotte che bucano la difesa aerea di Mosca — grazie a informazioni che sono state fornite dall’intelligence statunitense. (the Washington Post)

La decisione di Trump di tornare a comprare diesel russo, nel frattempo, allarmano la politica statunitense: un gruppo bipartisan di senatori ha chiesto alla Casa bianca di cancellare l’accordo, ricordando che nel 2022 sanzioni statunitensi avevano già formalizzato che si sarebbe potuti tornare ad acquistare diesel solo dopo il ritiro dell’esercito russo. A dire il vero — soprattutto considerato le quantità minuscole di diesel che gli Stati Uniti comprerebbero — potrebbe essere che Trump abbia già ottenuto il risultato sperato: i mercati hanno deciso di credere a Trump, e subito dopo l’annuncio del “cessate il fuoco energetico” il Brent è sceso dello 0,77%. L’Unione europea, invece, non fa che sprofondare sempre di più nella guerra: von der Leyen ha telefonato a Zelenskyj e ha annunciato nuovi fondi comunitari per “doni e missili,” spiegando che la guerra è entrata in una “nuova fase, più cupa.” (POLITICO / CBNC / X)