Il grande filtro
Due casi di lampante inazione di fronte alla persecuzione della popolazione palestinese. Tra le altre notizie: gli attivisti schedati come terroristi negli Stati Uniti, Vannacci esce dalla Lega, e Sam Altman ripete che è vicino a inventare dio
Human Rights Watch ha bloccato la pubblicazione di un rapporto, già approvato dal processo di revisione interno dell’organizzazione, in cui si classificava il rifiuto sistematico delle autorità israeliane di consentire ai palestinesi il diritto di ritorno come un crimine contro l’umanità. Il direttore esecutivo Philippe Bolopion ha bloccato il rapporto solo 2 settimane prima che venisse pubblicato — la data prevista era il 4 dicembre — dopo che un funzionario di alto profilo di HRW aveva sollevato obiezioni. Ora, Omar Shakir, direttore Israele-Palestina dell’organizzazione, si è dimesso in protesta, insieme a Milena Ansari, una ricercatrice palestinese che insieme a Shakir costituisce la totalità del gruppo Israele-Palestina di HRW. Il rapporto si basava su interviste con 53 rifugiati palestinesi e lavoro nei campi profughi di Giordania, Siria e Libano, e collegava le espulsioni del 1948 allo svuotamento dei campi a Gaza e in Cisgiordania negli ultimi 2 anni. A chiedere a Bolopion di bloccare il report sarebbe stato il direttore della divisione Rifugiati e migranti Bill Frelick — il cui stesso dipartimento aveva già approvato la pubblicazione del documento. Frelick ha scritto una mail a Bolopion, dicendo che non si poteva sostenere che i discendenti dei palestinesi costretti a lasciare le proprie case nel 1948 avessero ancora diritto a tornarvi. Secondo Frelick, oggi le autorità israeliane non stanno “causando grande sofferenza ‘intenzionalmente,’” ma le loro decisioni sono piuttosto giustificate “da preoccupazioni di sicurezza nazionale,” “ingegneria demografica,” (!) “o altre motivazioni.” Shakir ha riferito che un dirigente gli ha detto che il rapporto sarebbe stato percepito come una richiesta di “estinguere demograficamente l’ebraicità dello Stato israeliano.” Shakir sottolinea che HRW in passato ha usato la stessa argomentazione legale, la negazione del diritto al ritorno come crimine contro l’umanità, in rapporti su altri paesi, incluso il caso dello sfollamento forzato dei Chagossiani dalle loro case nell'Arcipelago Chagos da parte di Stati Uniti e Regno Unito. (Drop Site)
La notizia arriva un giorno dopo il rilascio di una dichiarazione congiunta da parte di 404 ex funzionari comunitari e di stati membri UE, anche di alto profilo, tra cui ministri e ambasciatori, che chiedono all’Unione europea di adottare un’“azione robusta e sostenuta” per aumentare la pressione su Israele. I funzionari chiedono di sospendere l’Accordo di associazione UE-Israele, di fermare il supporto militare a Tel Aviv, di lavorare per l’apertura completa e permanente del valico di Rafah, e di fare pressione perché le autorità israeliane smettano di usare la scusa del “dual use” per ostacolare l’ingresso di aiuti umanitari. Per aumentare in modo efficace la pressione contro Tel Aviv, il gruppo chiede di costruire alleanze con “paesi OCSE e del sud globale” che siano allineati alla causa, e di boicottare il Consiglio di pace lanciato dall’amministrazione Trump II. (Middle East Monitor)
Le due notizie sono solo le due più recenti di una lunga lista, che documenta come in merito alla persecuzione della popolazione palestinese non solo rapporti ma anche decisioni politiche vengano sistematicamente ostacolate o del tutto bloccate — in organizzazioni internazionali della società civile, a livello di governi nazionali, e di enti sovranazionali. Nel frattempo, la tenuta del cessate il fuoco a Gaza è sempre più fragile: nelle scorse ore le IDF hanno ucciso altre 9 persone con attacchi di artiglieria a est di Gaza città e a Khan Yunis. In entrambi gli attacchi sono stati di entità importante, e si contano anche molti feriti, per cui si teme che il numero di morti possa crescere nelle prossime ore. Il valico di Rafah continua a funzionare a stento come un imbuto: durante la giornata di martedì è stata permessa l’uscita di soli 16 persone che avevano bisogno di urgenti cure mediche, accompagnati da 40 familiari. Oggi la Mezzaluna rossa ha annunciato di aver ricevuto informazioni dalle autorità israeliane che nessuno potrà uscire dalla Striscia di Gaza, perché per la giornata “il processo di evacuazione è stato cancellato.” Mentre scriviamo la decisione non è stata giustificata in nessun modo. (WAFA / Associated Press / Al Jazeera)