Il pacchetto liberticidio

Il “pacchetto sicurezza” punta a diminuire la libertà di associazione e manifestazione. Tra le altre notizie: il 29 marzo parte la nuova azione della Global Sumud Flotilla; iniziano le Olimpiadi, prima di numerosi progetti che servivano per le Olimpiadi; e un email imbarazzante di Mark Zuckberberg

Il pacchetto liberticidio
foto: CC-BY-NC-SA 3.0 IT Governo italiano

Il Cdm ha approvato il nuovo “pacchetto sicurezza,” un eufemismo per definire un insieme di misure liberticide che puntano a diminuire la libertà di associazione e manifestazione in Italia. Tra tutte le novità, la più grave è probabilmente il fermo preventivo di 12 ore per le persone ritenute pericolose ai cortei o con “precedenti specifici,” che è stata blandamente stemperata dalle perplessità del Quirinale: il pubblico ministero può ordinare il rilascio immediato del fermato. Il decreto poi prevede il divieto di partecipazione a riunioni o assembramenti in caso di condanna per una serie di delitti, in sostanza un obbligo di firma preventivo per molti militanti. Tra le altre cose, è previsto uno scudo penale per poliziotti e comuni cittadini, a cominciare dall’eliminazione dell’iscrizione automatica nel registro indagati per gli agenti coinvolti infatti di violenza durante le manifestazioni — lo si potrà estendere anche ai casi di legittima difesa per i comuni cittadini. Inoltre viene introdotto il divieto di vendere coltelli ai minori, un provvedimento che scaturisce dalla mercificazione della paura dei mesi scorsi su alcuni singoli e isolati episodi di violenza tra giovani. (Governo italiano / Adnkronos / ANSA)

Meloni ha riassunto in modo efficace l’obiettivo del pacchetto: “Serve un approccio più duro da parte di tutti coloro che sono coinvolti,” nominalmente, “nel garantire la sicurezza dei cittadini.” Non si tratta, semplicemente, di garantire protezione ai componenti delle Fdo che per qualsiasi motivo hanno usato violenza contro i cittadini, ma soprattutto di una ulteriore frustrata alla magistratura che, spiega Meloni, è colpevole di “doppiopesismo” che “rende difficile essere efficaci nella difesa della sicurezza.” Meloni è infastidita, anzi “indignata,” dalla notizia della scarcerazione dei manifestanti fermati durante le proteste di Torino con cui il governo ora sta cercando di giustificare questa tornata di misure repressive — che, vale la pena ricordare, in realtà precedono quella manifestazione di due settimane. Che la risposta repressiva sia una escalation rispetto alla situazione in atto non è una questione di opinione. Traspare direttamente dalle dichiarazioni dei ministri che hanno presentato il pacchetto: Nordio è arrivato a giustificare il pacchetto paventando la possibilità di un ritorno delle Brigate rosse — uno scenario così lontano dal reale che è difficile da commentare in qualsiasi modo. (ANSA / la Stampa / the Submarine / RaiNews)

E non è finita: prima di cogliere l’occasione per le nuove misure contro il dissenso, il governo stava lavorando a un altro pacchetto di norme, per “gestire” i flussi migratori, che saranno presentate a questo punto la settimana prossima. Tra le altre, ci sarà anche il “blocco navale,” o per lo meno una misura che potrebbe essere chiamata così per “semplificazione giornalistica” (sic). Il pacchetto immigrazione lavora in vista delle nuove norme europee che entreranno in vigore a giugno, e che secondo le speranze del governo Meloni dovrebbero dare all’Italia mano libera per esternalizzare i CPR e accelerare le procedure di deportazione. Tra le misure previste dal ddl ci sarà anche la stretta sui ricongiungimenti familiari, una battaglia storica della Lega, che vuole impedire la normalizzazione dei nuclei familiari non italiani nel paese. (Fanpage)