Il governo cerca di rimangiarsi il supporto per il poliziotto accusato d’omicidio

L’arresto lascia le forze di destra in una posizione umiliante. Tra le altre notizie: come Israele continua a vendere sempre piú armi, il primo sondaggio che registra il sorpasso del No al referendum, e una soluzione per il mistero della Grande discordanza

Il governo cerca di rimangiarsi il supporto per il poliziotto accusato d’omicidio
© European Union, 1998 – 2026

L’arresto del poliziotto Carmelo Cinturrino, assistente capo accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso a Rogoredo lo scorso 26 gennaio, ha portato la vicenda al centro del dibattito politico, dopo che per giorni scorsi si era cercato di tenere in minore la questione. Noi ve ne abbiamo parlato già negli scorsi giorni, ma la vicenda è così grave che merita analisi più approfondite. Già a fine gennaio, Mario Di Vito sul manifesto aveva riferito che Cinturrino non avrebbe nemmeno dovuto partecipare all’operazione. Annalisa Camilli su Internazionale inoltre fa notare che Cinturrino era stato coinvolto in un grave episodio, in cui aveva scritto un verbale con informazioni false su un altro arresto per spaccio. “Un giudice aveva assolto il presunto spacciatore, giudicando di ‘scarsa attendibilità’ la testimonianza del poliziotto, smentita da un video in cui lo si vedeva mettere delle banconote nel portafoglio del presunto spacciatore.” “Alla fine del processo il giudice aveva trasmesso gli atti alla procura di Milano chiedendo di valutare ‘eventuali condotte penalmente rilevanti nei confronti del poliziotto che ha redatto il verbale di arresto e la successiva relazione’.” (il manifesto / Internazionale)

Come si deduceva già dai retroscena emersi nei giorni scorsi, la vicenda è particolarmente scabrosa: Mansouri non impugnava alcuna pistola; l'arma giocattolo era all'interno di uno zaino che Cinturrino ha ordinato di andare a prendere al commissariato Mecenate, ed è stata poi posizionata accanto al corpo della vittima dallo stesso Cinturrino; sulla pistola a salve c'è solo il DNA dell'agente. Mansouri stava andando dalla parte opposta quando il poliziotto ha sparato, a 20-30 metri di distanza. Cinturrino non ha nemmeno urlato “alt, polizia” come aveva dichiarato nell’interrogatorio, e si era recato a Rogoredo non su richiesta dei colleghi ma per iniziativa personale. Secondo le testimonianze dei venditori di Rogoredo e del Corvetto, Cinturrino chiedeva il pizzo ai venditori stranieri e proteggeva quelli italiani, in uno schema che andava avanti da mesi, forse anni. Al momento non è chiaro se attorno a lui fosse presente una rete di protezione, e se e quanto colleghi fossero a conoscenza della sua attività. (il manifesto)

Oltre al dramma personale e familiare dei cari di Mansouri, la vicenda sta assumendo chiare connotazioni politiche, soprattutto a causa del razzismo malcelato della coalizione di governo. Immediatamente dopo i fatti, molti esponenti di primo piano avevano strumentalizzato il caso per i propri fini: Salvini aveva detto che “io sto con l’agente senza se e senza ma,” mentre il ministro dell’Interno Piantedosi aveva usato l’episodio per sostenere che fosse necessario inserire nel decreto Sicurezza un articolo che permetterebbe di non iscrivere nel registro degli indagati gli agenti accusati di un reato commesso per legittima difesa. Nonostante sia stato approvato il 5 febbraio, il decreto non è ancora stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. (il Post)

Ora le forze del governo cercano di correre ai ripari: Salvini ha ribaltato la propria posizione, e ora dice che Cinturrino deve “pagare più di tutti,” anche se precisa che “non si pentirà mai” “di stare sempre e comunque dalla parte delle forze dell’ordine.” Meloni ha detto che prova “profonda rabbia” per “l’operato di chi tradisce la divisa.” Dall’opposizione arrivano critiche nette. Schlein ha commentato: “Pur di attaccare i giudici in vista del referendum costituzionale hanno una volta ancora strumentalizzato gravemente un fatto di cronaca. Io penso che questo vada stigmatizzato e che loro si debbano scusare. Mi aspetto che Meloni e il governo ci ripensino su quella parte del nuovo decreto sicurezza che inserisce un'impunità preventiva.” Conte ha descritto correttamente il comportamento delle forze di governo come “battere in ritirata arrampicandosi sugli specchi.” Fratoianni sottolinea che se ci fosse stato lo scudo legale voluto dalla maggioranza: “L’indagine non ci sarebbe stata e non avremmo saputo che quella persona che è stata uccisa non aveva nessuna pistola.” (la Repubblica)