Il tempo delle mele marce
Mattarella ha firmato il nuovo decreto sicurezza, nonostante tutto. Tra le altre notizie: il dipartimento di Giustizia statunitense ha nascosto alcuni dei file di Epstein su Trump, l’ex assessore Adriatici è stato condannato per omicidio volontario, e continua la contesa tra Anthropic e il Pentagono
Dopo due settimane di silenzio — che interpretiamo imbarazzato, in particolare mentre ad ogni aggiornamento la vicenda dell’omicidio di Abderrahim Mansouri si faceva più scabrosa — martedì mattina è arrivata la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato sul decreto Sicurezza. Il testo, a quel punto, è andato al Quirinale, e il presidente della Repubblica l’ha firmato poche ore dopo, in serata. Il testo che è arrivato Quirinale ha ricevuto 3 modifiche rilevanti rispetto a quello che originariamente il governo Meloni voleva forzare sull’onda della copertura parziale delle proteste per l’Askatasuna. Il fermo preventivo non sarà più a discrezione delle FdO, ma servirà una valutazione del magistrato, che in assenza ordinerà il rilascio immediato. Lo scudo penale è ridimensionato, e prevede ora una “annotazione preliminare.” In caso di incidente probatorio, l'iscrizione sarà trasferita nel registro degli indagati — si tratta di una macchina piuttosto complessa, che dovrà essere messa a terra con un decreto del ministero della Giustizia entro 2 mesi. Un’ultima modifica riguarda la norma sulla vendita dei coltelli: è confermato il divieto di vendita ai minori, ma ora non è più previsto che gli esercenti debbano registrare le vendite delle lame sopra determinate dimensioni. Nei giorni scorsi al portavoce di Forza Italia Nevi era scappato che la lunga attesa in Ragioneria fosse proprio per “valutazioni su alcuni profili di costituzionalità,” versione dei fatti che era poi stata negata. A prescindere da queste modifiche, è rilevante che l’approvazione arrivi proprio sull’onda dello sdegno per il supporto inizialmente dato dalle forze di governo a Cinturrino. La presidenza Mattarella aggiunge così una medaglia alle numerosissime leggi firmate che hanno eroso i diritti di chi vive in Italia — dal Jobs Act e la Buona Scuola a questo nuovo decreto sicurezza, passando per il decreto Minniti-Orlando, la riforma Cartabia, il decreto rave, il decreto Cutro, l’Autonomia differenziata, il protocollo Italia-Albania, il decreto paesi sicuri e il decreto cittadinanza. (la Repubblica / il manifesto / il Sole 24Ore)
A proposito: 21 tra carabinieri e poliziotti sono indagati per furti e taccheggi quotidiani alla Coin di via Giolitti, a Roma, all’interno della stazione Termini. I furti venivano compiuti con grande maestria: non grossi svaligiamenti, ma piccole e sapienti asportazioni quasi quotidiane — tanto che ci sono voluti diversi mesi per scoprire l’ampia rete dei responsabili, che a onor del vero coinvolgeva anche decine di altre persone e faceva capo a una cassiera del grande magazzino. Come riporta il Corriere di Roma, “il vero cuore del sistema, mette da parte la merce. La nasconde in armadio vicino a dove lavora. Rimuove le tacche anti taccheggio e prepara le buste. Appena spuntano i carabinieri le buste vengono consegnate nelle loro mani. Dentro capi di ogni genere: borse, cappelli, giacche, intimo, cosmetici e profumi. Questa la lista degli indagati per quanto riguarda le forze dell’ordine. Si parte dagli agenti di polizia che sono nove: un primo dirigente della Polfer, due commissari, un ispettore, un assistente capo, un vice sovrintendente, un assistente capo coordinatore, un sovrintendente capo, un'agente. Ecco invece l’elenco dei carabinieri: dodici esponenti dell'Arma, tra cui un brigadiere, diversi vice brigadieri e infine appuntati scelti in servizio allo scalo.” (Corriere di Roma)
Sempre a Roma, 3 agenti del commissariato Salario-Parioli sono stati arrestati con custodia cautelare in carcere con accuse di spaccio, falso in atto pubblico e depistaggio. Secondo la procura, i 3 si appropriavano di parte della cocaina sequestrata durante le operazioni ufficiali e la cedevano al gruppo di un distributore di livello medio, a cui passavano anche informazioni riservate. I prelievi documentati sono sostanziali: durante una retata del luglio 2024 furono dirottati sul mercato 10 kg da una retata in cui erano stati trovati 23 kg, pochi mesi dopo, in ottobre, vengono sequestrati secondo la procura di Roma 20 kg di droga, di cui però ne restano solo 4,7. (Fanpage)