POV: il tuo presidente preannuncia i propri crimini di guerra

Il Pentagono sta elaborando piani per difendere Trump dalle accuse di crimini di guerra. Tra le altre notizie: JD Vance a Budapest; l’inevitabile lockdown energetico, anche in Italia; i fondi del Golfo confermano i soldi per l’acquisto di Warner Bros

POV: il tuo presidente preannuncia i propri crimini di guerra
Trump fa gli autografi ai bambini presenti alla festa di Pasqua della Casa bianca. Foto dominio pubblico: Casa bianca, via X

Sotto pressione per il mancato avanzare della trattativa, a poche ore dallo scattare dell’ultimatum dato a Teheran, non è chiaro se si farà in tempo a fare passi avanti sulla proposta per mettere fine alla guerra tracciata dal Pakistan, Trump nelle scorse ore si è scatentato in dichiarazioni sempre più estreme ed aggressive sulla guerra. Durante una conferenza stampa di lunedì, Trump ha minacciato di distruggere ogni ponte e centrale elettrica in Iran, un’azione che diversi esperti di diritto militare definiscono un potenziale crimine di guerra. Parlando con i giornalisti Trump ha ammesso che ci sarà “molto poco off limits” nei minacciati attacchi imminenti contro l’Iran, minimizzando con i giornalisti che gli chiedono se non sono crimini di guerra, dicendo che la leadership iraniana “sono animali.” Il presidente degli Stati Uniti ha confermato di nuovo gli attacchi durante le celebrazioni pasquali della Casa bianca. Il portavoce del segretario generale dell'ONU António Guterres, Stéphane Dujarric, ha avvertito che colpire tali infrastrutture è vietato dal diritto internazionale: “Anche se specifiche infrastrutture civili dovessero qualificarsi come obiettivo militare,” un attacco sarebbe comunque proibito “se rischia danni collaterali eccessivi ai civili.” (Al Jazeera / Associated Press / X)

Mentre il presidente parla a ruota libera, il Pentagono sta elaborando nuovi piani per colpire infrastrutture iraniane che offrano una copertura legale contro le accuse di crimini di guerra, spingendo come mai prima d’ora i confini di cosa sono gli obiettivi militari. Ad esempio, gli impianti di desalinizzazione dell'acqua potrebbero essere considerati obiettivi legittimi perché anche le forze armate hanno bisogno di acqua potabile (!). Trump, durante la conferenza stampa, ha detto che il popolo iraniano sarebbe favorevole anche agli attacchi alle infrastrutture energetiche, perché “disposto a soffrire per avere la libertà.” Gli ha fatto eco la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly, secondo cui “il popolo iraniano accoglie con favore il suono delle bombe perché significa che i loro oppressori stanno perdendo.” I funzionari di Washington non si sono messi sufficientemente d’accordo su cosa ne pensa la popolazione iraniana della propria guerra, però: mentre vantava le difficoltà dell’operazione di salvataggio del militare rimasto in Iran, il generale Daniel Caine ha dichiarato che “tutti gli iraniani con anche solo una pistola piccola ci sparavano contro.” (POLITICO / the Washington Post / X)

Le IDF si sono unite agli annunci di crimini di guerra, minacciando attacchi alle linee ferroviarie del paese. Un comunicato dell’esercito israeliano riporta che “la vostra presenza su treni o nei pressi delle ferrovie mette a rischio la vostra vita,” senza dare nessun altro dettaglio sui prossimi attacchi. Nel frattempo, la popolazione iraniana si prepara al peggio: un reportage di un corrispondente anonimo da Teheran pubblicato su Drop Site racconta di chi prova a lasciare la città, e di chi, semplicemente, non se lo può permettere, e può solo sperare che quello di Trump sia solo un altro bluff. (X / Drop Site)

Su Bloomberg Aaron Brown spiega come la guerra abbia rotto il meccanismo del riciclaggio dei petrodollari: dall’accordo di Kissinger con l’Arabia Saudita, i paesi del Golfo hanno prezzato il petrolio in dollari e hanno reinvestito i surplus in titoli del Tesoro statunitense, in cambio di garanzie di sicurezza. Per 52 anni questo circuito ha cementato il ruolo del dollaro come valuta di riserva mondiale, ma ora ci sono fratture su entrambi i lati. Quello che cambia rispetto agli shock petroliferi precedenti è che questa volta i produttori del Golfo non riescono a esportare il proprio petrolio. (Bloomberg)