La Francia di Macron arresta 440 studenti che scioperavano
Le FdO francesi reprimono con la violenza le proteste degli studenti. Tra le altre notizie: le esportazioni di petrolio stanno risalendo, anche se attraversare lo stretto di Hormuz resta pericoloso, Eni ora promette anche sconti in bolletta, Trump vuole che l’IA si chiami “Super Intelligenza” ora
Martedì gli studenti francesi hanno bloccato centinaia di scuole superiori in tutto il paese, mentre insegnanti, pompieri, operatori sanitari e altri dipendenti pubblici scioperavano contro le prossime leggi di bilancio per il 2027. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha annunciato 440 fermi — soprattutto minorenni, con circa due terzi dei fermati portati in custodia. Il ministero ammette inoltre che ci sono stati 31 feriti tra studenti e personale scolastico. In diverse località la polizia ha infatti risposto alle azioni degli studenti con violenza eccessiva, con l’uso di gas lacrimogeni, cariche — e appunto arresti. L’Unione liceale promette che le azioni nelle scuole continueranno domani. Le tensioni non possono che aumentare: domani il governo dovrebbe presentare un bilancio con 54 miliardi di euro di “risparmi,” con un nuovo congelamento, tra le altre cose, degli stipendi pubblici. (France 24)
Il movimento scaturisce dalle proteste dello scorso 21 settembre al liceo Saint-Exupéry di Créteil, dove diverse cattedre erano rimaste scoperte, e si è diffuso attraverso TikTok, Snapchat e Instagram — senza che l’organismo francese contro le ingerenze straniere abbia rilevato amplificazioni artificiali. Le rivendicazioni sono ovviamente diverse da scuola a scuola, ma le proteste sono dettate da una situazione di vera emergenza: classi da 32–35 alunni, docenti non sostituiti, edifici in cattive condizioni e troppo caldi, assenza di infermieri e assistenti sociali — secondo i dati dei sindacati, in un istituto su due manca metà degli assistenti sociali — e perfino licei senza professori di Francese e di Filosofia negli anni del diploma. La risposta ultraviolenta delle FdO è già oggetto di indagine: l’IGPN, l’organo di controllo interno della polizia, sta seguendo il caso di uno studente colpito in pieno volto, con alcuni denti rotti, da un colpo sparato a distanza ravvicinata con un lanciagranate durante il blocco del liceo Château d’Epluches, nel Val-d’Oise, mentre a Saint–Denis alcuni insegnanti hanno raccontato di aver visto la polizia spruzzare gas lacrimogeno a meno di 3 metri (!) da un gruppo di allieve con cartelli. (le Monde / Actu.fr / Libération / l’Humanité)
A 7 mesi dalle presidenziali, il governo Macron racconta che la protesta studentesca avrebbe portato a un’ondata di “violenza urbana” — ci sono stati casi di cassonetti incendiati, ma come sempre ricordiamo che le azioni contro gli oggetti inanimati per definizione non sono violente. Lecornu accusa La France insoumise di aver trasformato le manifestazioni in una questione politica; anche se ovviamente è difficile non leggere come già politica la protesta. Jean-Luc Mélenchon denuncia invece la “ferocia” della repressione, e ha chiesto a militanti ed eletti di LFI di proteggere gli studenti in sciopero. L’estrema destra sta approfittando del caso per diffondere notizie false, come che il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko (LFI) abbia appiccato direttamente lui fuoco a un cassonetto, quando in realtà un video più completo delle proteste mostra che al contrario lo stava allontanando dai cancelli della scuola. (HuffPost)