Ci scommetterei la casa
Nonostante i sondaggi non siano incoraggianti, Sánchez scommette sul movimento sulla casa. Tra le altre notizie: il governo yemenita ha dichiarato guerra agli Houthi, la presa in giro dei fondi per i condizionatori nelle scuole, Sam Altman dice che bisogna accettare qualche guaio causato dall’IA
Pedro Sánchez ha annunciato questa mattina elezioni anticipate: la Spagna torna al voto il 29 novembre. Dopo un fine settimana di consultazioni — e di proteste in strada — il presidente ha scelto di rispondere alla bocciatura dei decreti sulla casa sciogliendo le Camere. In un discorso dalla Moncloa, Sánchez ha riconosciuto gli errori del governo, ma ha chiesto la formazione di una maggioranza progressista più ampia — “per fare di più dobbiamo rinnovare ed allargare il sostegno popolare” al governo. La campagna elettorale partirà inevitabilmente dalla casa, da mettere al centro di un programma su maggiori diritti e più servizi pubblici. (Associated Press / el Diario)
La scommessa è trasformare l’indignazione contro i partiti che hanno affossato i decreti in voti per la sinistra. I numeri di partenza sono difficili per il Primo ministro: l’ultimo sondaggio Ateneo del Dato vede il PP al 33,2% e Vox al 19,2%. Insieme, destra ed estrema destra arrivano al 52,4% — staccando in modo netto Podemos, PSOE e Sumar, che insieme si fermano al 37,8%. Anche questo sondaggio, però, è di fine settembre, e non misura quindi ancora né l’effetto della bocciatura dei decreti, né quello della convocazione elettorale. Un eventuale governo PP–Vox porterebbe per la prima volta l’estrema destra al governo nazionale dalla fine della dittatura franchista. (el Diario)
L’operazione permetterà ai socialisti di spostare il confronto dalla crisi di Ceuta alla difesa delle politiche sociali — ma non era, evidentemente, una cosa nei piani: la sinistra di fatto non è in assetto elettorale — i partiti della coalizione di Sumar hanno scelto come nome Frente Amplio, ma non hanno ancora un candidato, lo si sceglierà in corsa tra due settimane. (Forse questa storia vi ricorda qualcosa) Nel 2023 Sánchez ha dimostrato che è capace di ribaltare l’esito elettorale rispetto ai sondaggi; ma ovviamente è tutto da dimostrare che si possa fare anche questa volta. (Euronews / Demócrata)
Il movimento per il diritto alla casa, nel frattempo, insiste che il percorso non può esaurirsi alle urne: in un intervento su el Diario il Sindacato degli inquilini ricorda che sono state le mobilitazioni a smuovere il governo perché proponesse contratti rinnovabili a tempo indeterminato. Il Sindacato continua a lavorare per organizzare un grande sciopero generale, che è sostenuto anche oltre i confini dell’elettorato progressista. L’editoriale ha un titolo durissimo — “Il tempo dei politici è finito. Che abbia inizio il tempo della politica” — perché il sindacato rivendica che le proprie richieste non siano solo popolari ma maggioritarie anche all’interno dell’elettorato della destra e dell’estrema destra. L’assunto è semplice: le proteste hanno già dimostrato che si può allargare quello che lo stato ritiene fattibile e possibile; ora bisogna organizzarsi nei condomini quanto nei luoghi di lavoro, coinvolgere i sindacati e raggiungere chi — per motivi di allineamento politico — ha dei dubbi. (el Diario)