Cosa succede se dici che il sionismo è razzista
L’ostracizzazione internazionale contro i Verdi inglesi, che hanno dichiarato che il sionismo è una forma di razzismo. Tra le altre notizie: la violenza della polizia contro gli studenti francesi, il mercato delle armi in Italia sta benissimo, e OpenAI marchierà i testi generati da ChatGPT
Come anticipavamo nei giorni scorsi, il partito dei Verdi di Inghilterra e Galles ha approvato una mozione che dichiara che il sionismo è una forma di razzismo. Anche se sicuramente il partito era preparato alle condanne che avrebbero inevitabilmente fatto seguito alla votazione, difficilmente ci si poteva aspettare una reazione così ampia e così aggressiva. Il partito ora si descrive apertamente come “anti-sionista,” chiede la formazione di “un solo stato palestinese,” e riconosce il diritto dei palestinesi alla resistenza. A favore della mozione è il vicesegretario Mothin Alin, che ha dovuto gestire la votazione della mozione — a firma Lubna Speitan — con 4 dei 5 deputati Verdi e l’ex leader Caroline Lucas contro, che in aula è stata contestata per un intervento in cui sosteneva che la mozione fosse una “semplificazione eccessiva” del conflitto israelo-palestinese. (Morning Star / New Statesman)
Zack Polanski, il leader — ebreo — del partito sosteneva due emendamenti che avrebbero ammorbidito i toni della mozione, che sono stati entrambi respinti. Venerdì aveva comunque preso una posizione netta: “Se il sionismo vuol dire la rimozione del popolo allora è chiaramente razzista, e lo dico da leader ebreo di un partito politico britannico.” La posizione di mediazione non è stata sufficiente a proteggerlo: in serata il ministro degli Esteri israeliano Sa’ar lo ha dichiarato persona non grata in Israele, definendo la mozione del partito come un “testo antisemita,” usando la contestata definizione di antisemitismo dell‘IHRA, e “una macchia sulla storia del Regno Unito.” Polanski, per la cronaca, al voto non ha nemmeno partecipato, perché era impegnato nella campagna per le elezioni suppletive di Holborn e St Pancras, per il seggio lasciato libero da Starmer. (BBC News / the Independent)
Il risultato è stato una vera e propria ostracizzazione internazionale: il rabbino capo Ephraim Mirvis parla di “antisemitismo velenoso,” e ricorda che si tratta di una “calunnia” “promossa dall’Unione sovietica” — ne parliamo tra poco. Il Consiglio dei deputati degli ebrei britannici, la più antica organizzazione di rappresentanza della comunità ebraica del paese, ha dichiarato che i Verdi ora sono “un partito estremista.” Il famigerato Adam Wagner, l’avvocato del rapporto sull’antisemitismo nel Labour di Corbyn, sostiene la mozione violerebbe l’Equality Act 2010, la legge contro le discriminazioni. Sandy Ruthven, il presidente di Amnesty International UK, ha stracciato la propria tessera del partito. Dentro il Labour, la presidente Phillipson parla di un voto “fondamentalmente errato,” e la destra del partito ne sta approfittando per chiedere a Burnham di prendere una posizione per escludere i Verdi da una coalizione alle prossime elezioni — decisione che garantirebbe la vittoria dell’estrema destra. L’isolamento del partito non è solo nel Regno Unito: il Partito verde europeo, che riunisce 47 formazioni, ha chiesto “chiarimenti immediati” ai Verdi inglesi e gallesi, e ribadisce il supporto alla soluzione dei due stati, mentre il co-leader dei Verdi tedeschi, Felix Banaszak, si spinge a definire la mozione dei propri colleghi come “intollerabile e inaccettabile.” Da parte loro, i Verdi inglesi sottolineano che finora i loro colleghi tedeschi hanno sempre sostenuto l’invio di armi a Israele, e anche il taglio dei fondi all’UNRWA e la risoluzione del Bundestag contro il movimento BDS. (the Guardian / Palestine Chronicle / the Independent)
Vale la pena ricordare che appunto descrivere il sionismo come una forma di razzismo non è una cosa nuova: nel 1975 fu approvata all’Assemblea generale ONU la risoluzione 3379, che formalizzava questa verità, grazie al voto dei paesi del blocco sovietico, dei paesi arabi e islamici, e di un gruppo di paesi non–allineati, tra cui molti alcuni stati africani. L’allora ambasciatore Chaim Herzog salì sul podio per strappare il testo della risoluzione — il gusto per la messa in scena è una tradizione di vecchia data. La risoluzione è stata revocata non appena è finita la Guerra fredda: a fine 1991 è passata la risoluzione 4686, che la revocava — su pressione del presidente statunitense George H.W. Bush, in vista della Conferenza di Madrid. La cancellazione della risoluzione era una richiesta massimalista del governo Shamir, senza la quale Israele non avrebbe preso parte alla conferenza, che voleva essere un tentativo di avviare un processo di pace in Palestina. (Nazioni Unite / YouTube)