La battaglia per il ruolo dell’UNRWA nel futuro di Gaza

Gli Stati Uniti aprono a un ruolo dell’UNRWA nella Gaza del “dopoguerra.” Tra le altre notizie: il presidente siriano al-Sharaa alla Casa bianca; il turismo italiano sta bene, i turisti italiani meno; e cosa ne pensa l’inventore del World Wide Web del futuro di internet

La battaglia per il ruolo dell’UNRWA nel futuro di Gaza
22 febbraio 2025. Un bambino sfollato riceve una vaccinazione contro la poliomielite in un rifugio dell'UNRWA. Foto: CC BY-SA 3.0 IGO UNRWA

Il commissario generale dell’UNRWA Philippe Lazzarini ha pubblicato un editoriale sul Guardian in cui rivendica come l’agenzia ONU abbia le competenze necessarie per gestire il complesso problema della ricostruzione della Striscia di Gaza, dilaniata da mesi di bombardamenti dell’aviazione israeliana. Lazzarini scrive: “L'ONU, compresa l'Unrwa, dispone delle competenze e delle risorse necessarie per rispondere in modo efficace e su larga scala alle esigenze umanitarie più urgenti.” “Tuttavia, dobbiamo poter operare liberamente e in modo indipendente, senza restrizioni arbitrarie e irragionevoli all'ingresso e alla circolazione di forniture e personale.” Il riferimento non è soltanto al blocco dell’ingresso degli aiuti umanitari, che ancora dopo un mese di cessate il fuoco fa da imbuto per limitare drasticamente l’ingresso di camion nella Striscia: nella trattativa per l’amministrazione del “dopoguerra” a Gaza il ruolo dell’UNRWA è particolarmente contenzioso. (the Guardian)

È una battaglia che l’ONU può vincere: nella bozza originale del piano statunitense presentato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, era previsto un punto — il terzo — che indicava che “qualsiasi organizzazione di cui è noto abbia usato in modo scorretto gli aiuti” sarebbe “indicata come inammissibile a fornire continua o futura assistenza.” Nella prima revisione del resto, fatta circolare nelle scorse ore e pubblicata online da Rami Ayari di Al Jazeera, quella frase è del tutto sparita. Anche se il testo originale non indicava espressamente l’UNRWA, la misura era stata intesa come inserita su richiesta esplicita di Tel Aviv, che da sempre combatte una battaglia ideologica contro l’esistenza stessa dell’agenzia ONU. Nel proprio editoriale, Lazzarini sottolinea che “nel suo parere consultivo del mese scorso, la Corte internazionale di giustizia ha ribadito la professionalità del personale dell'UNRWA, sottolineato il ruolo umanitario indispensabile dell'agenzia e concluso che l'UNRWA rimane un attore imparziale e neutrale.” Le accuse mosse da Israele, che sostanzialmente l’agenzia sia stata infiltrata da Hamas, non sono mai state confermate da prove. (X / UNRWA)

Almeno in linea teorica da questa settimana l’ingresso di aiuti umanitari è passato sotto il controllo del Centro di coordinamento civile-militare, il nuovo meccanismo sotto controllo statunitense — nei prossimi giorni diventerà chiaro quanto sia effettivamente indipendente dalle mire israeliane. Per ora, la situazione a Gaza resta durissima: Maha Hussaini racconta della crisi direttamente da Gaza città. Una residente della città, ora sfollata a Deir al-Balah, spiega in modo tagliente: “Il genocidio è finito solo nei media. Hanno smesso di parlarne, ma per noi è ancora in corso.” Ancora ieri le IDF hanno lanciato un attacco drone ad est di Khan Yunis, uccidendo due persone, tra cui un bambino. (Middle East Eye / WAFA)