“Scacco matto”

La trattativa è in stallo totale, ma è ormai chiaro a tutti che la vittoria politica è di Teheran. Tra le altre notizie: in molti stati europei il salario minimo legale non basta, il carburante italiano che alimenta il genocidio, e le preoccupazioni del cinema francese per le elezioni

“Scacco matto”
foto CC BY 4.0 Michael Rivera

L’Iran ha inviato, tramite i mediatori pakistani, la propria risposta alla proposta statunitense per mettere fine alla guerra. Non si sono fatti passi avanti rilevanti: Teheran suggerisce di condurre negoziati per mettere fine alle ostilità e per garantire la “sicurezza marittima” nel Golfo e nello stretto di Hormuz, ed è a disposizione per entrare poi in negoziati anche sul programma nucleare — ma anche sulla revoca di sanzioni statunitensi. I funzionari iraniani hanno dichiarato che speravano in una “risposta positiva” alla risposta. La risposta positiva, però, non è arrivata: Trump ha reagito su Truth Social scrivendo che l’Iran stava “giocando” con gli Stati Uniti “e con il resto del mondo,” e poi descrivendo la risposta come “completamente inaccettabile.” (Al Jazeera / Truth Social)

I mercati hanno reagito ai post di Trump come era ovvio facessero: mentre scriviamo il petrolio è in aumento di poco meno di 3% percentuali, e c’è agitazione nei titoli asiatici, che stanno tenendo, in generale, solo grazie alla buona performance di Samsung Electronics e SK Hynix, oltre che in generale per l’entusiasmo per i prodotti di intelligenza artificiale. Questa settimana Trump incontrerà Xi Jinping, e inevitabilmente l’argomento più pressante del summit sarà la guerra in Iran. Negli Stati Uniti molti sperano che la Cina possa effettuare pressione sull’Iran, in modo che Teheran accetti i termini dell’accordo secondo i dettami di Washington. Si tratta, però, di una scommessa avventurosa: nonostante gli ingenti danni subiti dall’Iran, è ogni giorno più chiaro che a livello politico il conflitto sia stato “vinto” da Teheran, e più dura lo stallo sulla trattativa, più questo fatto si fa evidente.  (Trading Economics / Associated Press)

Lo scrivono anche testate che sono storicamente a favore della guerra con l’Iran — Robert Kagan sull’Atlantic parla apertamente di “scacco matto”: la guerra non può che concludersi con una sconfitta strategica statunitense, forse “irreparabile.” Lo sa, anche se ovviamente non lo dice, anche Donald Trump, che ha chiesto all’intelligence statunitense di valutare le conseguenze di semplicemente “dichiarare vittoria,” e ritirarsi dal conflitto — funzionalmente accettando che lo stretto di Hormuz ora è sotto pieno controllo delle autorità iraniana,e che potranno imporre pedaggi, selezionare i paesi a cui è consentito il transito e usarlo come leva politica. Dalla guerra l’Iran esce come un “attore chiave della regione” e “del mondo,” con i paesi della regione che dovranno inevitabilmente piegarsi alle indicazioni di Teheran. Kagan conclude: “Il riallineamento globale verso un mondo post-americano sta accelerando, e la posizione una volta dominante dell’America nel Golfo è solo la prima di molte vittime.” (X / the Atlantic)