Battaglia navale

Nuove deflagrazioni nello stretto di Hormuz indeboliscono ancora il cessate il fuoco in Iran. Tra le altre notizie: la GSF denuncia 4 casi di violenze sessuali da parte delle IDF; Meloni, Salvini e Tajani si sono accordati sulla legge elettorale; e le ultime rivelazioni da Musk v. Altman

Battaglia navale
foto dominio pubblico, NASA

Nelle scorse ore c’è stata una serie allarmante di attacchi nello stretto di Hormuz e nella regione, che fanno temere che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran sia ancora più fragile di quanto sembri. Donald Trump ha annunciato che 3 cacciatorpedinieri statunitensi hanno passato lo stretto “con grande successo”: secondo Trump le tre navi avrebbero attraversato lo stretto senza subire danni, mentre la marina statunitense avrebbe inferto danni sensibili ai Guardiani della rivoluzione, che hanno attaccato le navi da terra e mare. Al contrario, le autorità iraniane sostengono che le tre navi statunitensi sarebbero state colpite, e sarebbero state costrette a lasciare lo stretto, cercando riparo verso le acque dell’Oman. Le immagini satellitari sembrano confermare la versione iraniana, e ci sono foto che sembrano ritrarre anche una nave in fiamme in mare. Nelle ore precedenti l’esercito statunitense aveva condotto altri due attacchi, contro Qeshm e Bandar Abbas, che Trump ha minimizzato, descrivendoli come una “carezza” che non avrebbe compromesso il cessate il fuoco. La pensano ovviamente in modo diverso le autorità iraniane, che hanno denunciato gli attacchi come una violazione del cessate il fuoco, realizzato di nuovo “con la cooperazione di alcuni Paesi della regione.” (Truth Social / X / Reuters / X / Reuters)

È impossibile dire come stia andando la trattativa tra Teheran e Washington: in poche ore Donald Trump è passato dal dire che pensava che si sarebbe arrivati in fretta a un accordo a minacciare l’Iran di olocausto nucleare: parlando con i giornalisti il presidente ha descritto gli scontri delle scorse ore come “una presa in giro”: “Non avete bisogno che vi dica quando non ci sarà più il cessate il fuoco,” “Se non ci sarà più un cessate il fuoco, non avrete bisogno che qualcuno ve lo dica. Dovrete solo guardare se c’è un grande bagliore che viene dall’Iran.” Riferendosi alle autorità iraniane, Trump ha minacciato: “Farebbero meglio a firmare l’accordo in fretta.” (Real Clear Politics)

Nelle scorse ore gli Emirati Arabi Uniti hanno denunciato ulteriori attacchi drone, anche se al momento non risultano segnalati danni: il ministero della Difesa emiratino ha dichiarato che le difese antiaeree del paese stavano contrastando l’attacco. Nonostante le riserve statunitensi siano sotto forte stress, l’amministrazione Trump II continua a usare gli armamenti come uno strumento politico: è stata approvata la vendita di migliaia di missili intercettori a Kuwait, Emirati, appunto, e Bahrain, per un valore totale di 17 miliardi di dollari. La notifica formale al Congresso è arrivata venerdì scorso, ma, a differenza di altre vendite ad Israele e ai Paesi del Golfo autorizzate lo stesso giorno tramite una clausola d’emergenza, non è stata annunciata pubblicamente — anche se in realtà si tratta della parte più grossa della vendita: i pacchetti annunciati pubblicamente valevano 8,6 miliardi. (X / the New York Times)