Un altro mistero dei missili

Tra attacchi reciprocamente negati, il cessate il fuoco in Iran si fa sempre piú fragile. Tra le altre notizie: Ávila e Abukeshek sono stati minacciati di morte dalle autorità israeliane, continua la crisi dei consensi dei partiti di governo, e a Tokyo apre un cafè biblioteca per la narrativa yuri

Un altro mistero dei missili
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Nelle prime settimane del conflitto in Iran erano frequenti gli attacchi, spesso nominalmente attribuiti all’Iran, ma di cui non era in realtà chiarissima l’origine. Nelle scorse ore la situazione si è ripresentata, se possibile in modo ancora più complesso: gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato che le proprie difese aeree hanno intercettato alcuni missili balistici e da crociera, e ci sono notizie di almeno una struttura — un impianto petrolifero a Fujairah — che è stata colpita da un attacco drone. Numerosi stati, nella regione e in Europa, hanno condannato gli attacchi, attribuendoli all’Iran. Il paese non ha preso una posizione forte ed esplicita per negare di essere responsabile degli attacchi, ma un funzionario iraniano ha dichiarato ai media di stato che Teheran non ha piani di colpire gli Emirati Arabi Uniti. (Anadolu / Gulf News / Al Jazeera / Anadolu)

Questa volta la situazione è ancora più complessa perché è anche successo l’esatto opposto: i media iraniani riportano che alcuni missili avrebbero colpito una fregata della marina statunitense nello stretto, ma gli Stati Uniti negano di essere stati colpiti da attacchi iraniani. La notizia sembra aver comunque scosso il presidente statunitense, che è tornato a minacciare un pieno ritorno al conflitto, dicendo a Fox News che se le forze iraniane dovessero attaccare le navi statunitensi che dovrebbero teoricamente scortare le navi internazionali attraverso lo stretto, il loro paese sarebbe “cancellato dalla faccia del pianeta.” (Tasnim / Fox News)

Una cosa è certamente vera: nonostante le promesse di Trump, il transito attraverso lo stretto di Hormuz resta sostanzialmente fermo. Secondo dati di MarineTraffic nelle scorse ore ha attraversato il golfo dell’Oman una singola nave cisterna, per altro sanzionata, più alcune navi cargo e una posacavi. Nessuna petroliera o qualsiasi altra nave commerciale si è messa in fila per transitare. Il gruppo tedesco Hapag-Lloyd ha formalizzato il ragionamento fatto fa molti nell’industria: il transito delle loro navi, spiega il gruppo, resta impossibile per la mancanza di chiarezza sulle procedure di passaggio sicuro. Anche il Baltic and International Maritime Council ha indicato che l’industria non ha ricevuto alcuna indicazione sull’operazione statunitense né sui suoi obiettivi, e che la situazione di sicurezza complessiva resta in realtà invariata. (Reuters)