Il mercato crede ancora alle panzane di Trump?
Trump ha annunciato una nuova missione militare, ma il mercato l’ha ignorato. Tra le altre notizie: il governo Netanyahu VI discute di riprendere il genocidio, la coalizione di destra vuole una legge elettorale per non perdere le elezioni, e in Cina è illegale sostituire dipendenti con l’IA
Donald Trump ha annunciato su Truth Social che da oggi la marina statunitense dovrebbe “aiutare a liberare” le navi bloccate nello stretto di Hormuz. La campagna, a cui è stato dato il nome creativo di Project Freedom, sarebbe partita — secondo Trump — su richiesta diretta dei paesi le cui navi sono ferme nello stretto. Il presidente non ha elaborato oltre, e non ha precisato quali siano questi stati che hanno chiesto un intervento militare statunitense nello stretto. Non è chiaro come si dovrebbe svolgere, materialmente, la campagna. Quello che è chiaro è che l’operazione non arriva in accordo con Teheran, e anzi, rischia di mandare in frantumi il cessate il fuoco che, per quanto fragile, resiste da quasi un mese. L’annuncio, come molti nelle scorse settimane, aveva il chiaro obiettivo di controllare il prezzo del petrolio sui mercati; cosa che, invece, questa volta, non è successa: dopo una brevissima flessione, durata poche ore, mentre scriviamo il prezzo al barile è già tornato a salire. In nessun momento il prezzo è sceso sotto i 100 dollari al barile, obiettivo che a questo punto sembra improbabile da raggiungere senza un vero e proprio accordo di pace tra Washington e Teheran. (Truth Social / Reuters / Trading Economics)
Nelle ore precedenti l’OPEC+ aveva annunciato un aumento dei target di produzione di petrolio per giugno pari a 188 mila barili al giorno: è il terzo rialzo mensile consecutivo. L’aumento della produzione è pari a quello concordato per il mese di maggio — con la sottrazione della quota degli Emirati Arabi Uniti, che hanno lasciato l’OPEC. Anche questo annuncio ha avuto un impatto poco misurabile sul prezzo del petrolio, anche perché finché non si arriva a un’uscita dal conflitto l’aumento del volume della disponibilità resta fondamentalmente solo sulla carta. (CNBC)
L’effetto nullo dell’annuncio di Trump mostra il livello di incertezza e insicurezza dei mercati, che finora avevano più o meno fedelmente seguito le indicazioni di Trump, anche quando si allontanavano sensibilmente da quello che era il reale. In questo caso, una dichiarazione che era nata per contenere il prezzo del petrolio in realtà può essere segno di ulteriori instabilità, perché è ovvio temere che sarà la scintilla per la riapertura del conflitto — lo stesso conflitto che pochi giorni fa per motivi burocratici Trump aveva dichiarato come “terminato.” Nelle scorse ore le forze armate iraniane hanno avvertito che ogni forza militare estera, e ovviamente in particolare quella statunitense, sarà attaccata se proverà a avvicinarsi o a entrare nello stretto di Hormuz. (POLITICO / Tasnim)