Panem et circenses non bastano per Taranto
Taranto applaude per Mattarella, ma accoglie Meloni con fischi e uno slogan: “Ilva is a killer.” Tra le altre notizie: la Turchia ha emesso un mandato di arresto internazionale per Netanyahu, lo strano caso dell’ambasciatore italiano in Etiopia, e la ravioleria di Pechino che lavora con le IA
Venerdì sera allo stadio Iacovone di Taranto si è tenuta la cerimonia di apertura della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, alla presenza di 2.500 dei circa 4.000 atleti partecipanti, da 26 paesi. I giochi, che comprendono competizioni in 33 sport, continueranno fino al 3 settembre. Il pubblico, circa 20 mila persone, ha riservato accoglienze molto diverse alle autorità: ci sono stati grandi festeggiamenti per Sergio Mattarella, che è stato applaudito a ogni inquadratura, mentre invece per la capa del governo Meloni sono scattati, almeno due volte, i fischi — la prima volta proprio quando il presidente del comitato organizzatore Massimo Ferrarese ha pronunciato il suo nome. Ferrarese ha alzato il tono della voce per proseguire il cerimoniale, e la telecronaca ha accuratamente evitato di riportare la reazione del pubblico. Prima dell’apertura dei giochi Mattarella aveva ricevuto 9 capi di stato e di governo al Castello Aragonese, commentando che il Mediterraneo “è oggi attraversato da conflitti, violenze, crisi migratorie.” “L’impegno va rivolto all’obiettivo di farlo tornare a essere fonte di civiltà, luogo del dialogo e del confronto, ambito di cooperazione internazionale e di solidarietà tra i popoli.” (Rai News / la Gazzetta del Mezzogiorno / Open)
A fine serata Meloni ha risposto ai fischi senza prendersi nessuna responsabilità: “Comprendo perfettamente le ragioni di chi, qui a Taranto, esprime il proprio dissenso, e garantisco che sull'ex Ilva il governo sta facendo e continuerà a fare tutto quello che è in suo potere,” ha commentato la presidente del Consiglio, lamentando però che l’ex Ilva è “una questione complessa che si trascina da decenni.” Secondo Meloni i Giochi del Mediterraneo “rappresentano una grande opportunità. Per Taranto, per il Sud, per l’Italia intera.” Addirittura. “Ma sono anche una grande occasione di riscatto per un territorio che, da tempo, chiede risposte concrete.” “Il futuro dell’ex Ilva è tra i principali dossier al centro dell’attenzione del governo fin dal suo insediamento, e nei prossimi giorni il tavolo tornerà a riunirsi per esaminare le varie manifestazioni di interesse per l'assetto dell’impianto.” (ANSA)
A Taranto non se la fanno raccontare: sugli spalti dello Iacovone è comparsa la scritta “Ilva is a killer,” composta con magliette su cui era scritta una lettera per persona — lo stesso slogan appare su adesivi esposti in diversi negozi e locali della città. In città in realtà ci sono molti pochi segnali che indicano che i Giochi sono in corso, a parte alcune strade sbarrate e le bandierine messe di propria iniziativa da alcuni commercianti. “Siamo come gli appestati,” ha commentato al manifesto un operaio dell’ex Ilva responsabile di fabbrica di Fiom Cgil. “Capisco chi tra i lavoratori dice che non c’è prospettiva, chi dice che è stanco di lottare anche perché stritolato dalla situazione: le malattie, l’inquinamento, l’antipatia della città. Ma noi siamo per lo più 50enni, senza possibilità di ricollocazione.” La tensione tra salute e lavoro è una questione che non ha ancora risolto nessuno. Un ex operaio, uscito con la prima ondata di cig, che ora è costretto a lavorare in nero, racconta: “Nelle cene di famiglia c’è il cugino che dice che è disperato perché rischia di perdere anche la cassa integrazione con mutuo da pagare e l’altro che gli risponde che ha un figlio malato e l’Ilva deve chiudere subito.” (TarantoToday / il manifesto)