L’Europa sorride mentre le persone annegano
Un rapporto di SOS Méditerranée denuncia come il Mediterraneo centrale sia un posto sempre piú pericoloso. Tra le altre notizie: per Israele gli aquiloni sono un “atto di guerra,” sono almeno 20 le persone morte sul lavoro di caldo, e la politica statunitense risponde ai movimenti anti-data center
Un nuovo rapporto di SOS Méditerranée denuncia che il Mediterraneo centrale sta diventando “sempre più ostile,” un posto sempre più violento, anche per “l’espansione della cooperazione europea con attori libici,” con l’obiettivo di contrastare le migrazioni. Solo tra giugno e luglio, in almeno 7 occasioni, imbarcazioni legate a gruppi libici hanno avvicinato le navi di soccorso ad alta velocità, e le hanno tallonate per ore, in veri e propri inseguimenti in acque internazionali. Secondo la ONG si registra un “aumento significativo della presenza di motoscafi non identificati,” “legati a diversi gruppi armati in Libia.” SOS Méditerranée ha osservato “intercettazioni violente,” “in particolare speronando deliberatamente barche con persone in pericolo.” L’anno scorso la ONG aveva denunciato un attacco della Guardia costiera libica contro la nave Ocean Viking, in acque internazionali, mentre la nave aveva a bordo 87 naufraghi. Procedimenti legali sull’attacco sono stati avviati in Italia, Francia e Germania, ma “le autorità europee e nazionali sono rimaste in silenzio,” e “i responsabili dell’attacco non sono mai stati identificati.” (SOS Méditerranée)
Al largo della Tunisia la guardia costiera ha recuperato 11 corpi esanimi dopo l’affondamento di un’imbarcazione che era diretta verso l’Italia, e altre 3 persone risultano ancora disperse. A bordo, secondo le autorità locali, erano presenti 15 persone, tra cui 7 membri della stessa famiglia, e una donna incinta col proprio compagno. L’unico sopravvissuto è rimasto alla deriva per 48 ore prima di essere soccorso — da una nave commerciale. Nelle ore precedenti decine di manifestanti erano scesi in strada per chiedere l’accelerazione delle ricerche, e la polizia ha risposto con violenza eccessiva e l’uso di lacrimogeni. Il mese scorso Human Rights Watch, Amnesty International e numerose altre organizzazioni avevano denunciato che l’accordo sulle migrazioni tra Tunisia ed UE aveva “alimentato e normalizzato gravi abusi” contro i migranti e i richiedenti asilo. Le ONG chiedono a Bruxelles di sospendere i finanziamenti per le attività di controllo delle frontiere che coinvolgono le forze di sicurezza tunisine. (Reuters / Human Rights Watch)
In Grecia sabato notte è scoppiata una rivolta in un “centro di accoglienza,” a Sintiki, nei pressi del confine con la Bulgaria. I migranti hanno lanciato pietre contro le guardie e tagliato la recinzione del perimetro della struttura — 35 sono riusciti a fuggire. La polizia è intervenuta anche qui con un uso sconsiderato della violenza, e nelle ore successive ha catturato 17 delle persone fuggite. 5 migranti sono rimasti feriti e sono stati ricoverati. Il governo greco sta inasprendo la repressione delle migrazioni — nelle scorse ore Elon Musk ha commentato “based” a un post che attribuiva al ministro greco Thanos Plevris l’idea di sparare direttamente contro le navi di rifugiati. La citazione esplicita non ci risulta, ma che le autorità nazionali ed europee abbiano ormai completamente adottato l’agenda dell’estrema destra è una cosa innegabile, come scrive anche Giuseppe Martinico. (EfSyn / Avgi / Keerfa / EfSyn / X / the Guardian)