Trappist
Cosa possiamo imparare dagli scioperi in Francia
Mobilitazioni come quella dei lavoratori francesi non si vedono in Italia da decenni. In Francia, invece, dopo piú di quaranta giorni, sembra che le proteste stiano dando i propri frutti.
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Mobilitazioni come quella dei lavoratori francesi non si vedono in Italia da decenni. In Francia, invece, dopo piú di quaranta giorni, sembra che le proteste stiano dando i propri frutti.
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Dalla crisi iraniana alla Libia, la diplomazia italiana sembra più goffa che mai. Ma è solo colpa di Di Maio? Ne parliamo nell’ultima puntata di Trappist, con l’aiuto di Laura Silvia Battaglia e Luca Misculin.
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Verso l’estrema destra con Paragone, verso il centro con Fioramonti: l’esplosione al rallentatore del Movimento 5 Stelle continua, mentre nessuno — certamente non Di Maio — riesce a trovare una collocazione e una linea per il partito.
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Dopo le dimissioni di Fioramonti e il Milleproroghe, la fase “emergenziale” del governo è definitivamente chiusa. Nell’ultima puntata dell’anno di TRAPPIST ci chiediamo che futuro può avere il governo Conte 2, in vista di un anno che si preannuncia critico.
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Secondo il report annuale dell’associazione Carta di Roma, la stampa italiana ha un grave problema di prospettiva sulle migrazioni. Inoltre: siamo proprio sicuri che Milano sia una città così perfetta?
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Il report Senza (s)campo del NAGA analizza gli effetti devastanti delle politiche di Salvini sull’accoglienza italiana, dall’esclusione ai servizi sociali per gli indigenti al taglio dei corsi di lingua italiana, dalla rimozione di migliaia di operatori alla trasformazione di molti centri in prigion
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La disparità tra nord e sud è evidente anche negli investimenti pubblici pro-capite, drasticamente più alti in Lombardia che nell’Italia meridionale. Inoltre: davvero il prossimo candidato democratico sarà Joe Biden?
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La nuova Commissione europea parte sotto i peggiori auspici, tra commissari fascistoidi “alla promozione dello stile di vita europeo” e tentativi poco convinti di Green new deal — sullo sfondo, la destra italiana cerca di costruire un nuovo scandalo sul MES.
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Oggi è quasi impossibile pensare di creare qualcosa di radicale appoggiandosi a contenitori già esistenti. Il rischio, però, è creare qualcosa di politicamente già vuoto.
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In questa puntata di TRAPPIST: lo stallo alla messicana dell’Ilva, con lo stato che prende tempo, Arcelor Mittal che vuole tirare la corda, e i tarantini in lotta contro disoccupazione e inquinamento. Ma soprattutto: perché non nazionalizzare lo stabilimento?
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Emigrazione di massa, disinteresse politico, minacce di secessione dei ricchi: qualcuno ha intenzione di fare qualcosa per il Meridione?
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In questa puntata di TRAPPIST ripercorriamo le notizie che ci aiutano a ricostruire come l’Italia e l’Europa abbiano tacitamente accettato di non difendere i diritti umani di migranti e richiedenti asilo, in una operazione tra la negazione plausibile e la biopolitica.