La grazia sulla parola
La grazia a Minetti è stata concessa senza nessuna indagine all’estero, fidandosi di quanto riportato nella sua richiesta. Tra le altre notizie: l‘autore dell’attacco a Roma del 25 aprile è un 21enne della comunità ebraica della capitale; gli Emirati escono dall’OPEC; e bare a tema Super Mario
La Procura generale di Milano ha avviato verifiche sulla grazia concessa a Nicole Minetti, attivando anche l’Interpol. La magistratura deve accertare i fatti attorno al minore uruguaiano — c’è da chiarire, oltre alle modalità dell’adozione all’estero, l’autenticità dei documenti sanitari, che sono in altre parole il motivo per la grazia stessa di Minetti. È coinvolto negli accertamenti anche il compagno di Minetti Cipriani. La pg Nanni, riferendosi agli sviluppi delle ultime ore parla di “fatti gravissimi” da verificare. Il sostituto procuratore Brusa indica espressamente i responsabili del caso: “Se gli accertamenti che ci sono stati delegati fossero stati incompleti il ministero avrebbe potuto chiedere un supplemento di istruttoria, ma così non è stato e il ministero ha ritenuto gli accertamenti idonei, sufficienti, per formulare il proprio parere.” Ora, dopo che è esploso lo scandalo, “abbiamo ricevuto dal ministero un’autorizzazione ampia a svolgere tutti gli accertamenti a 360 gradi. Andremo ad indagare i dati che prima non emergevano e li andremo a sviscerare con tutti gli strumenti a disposizione.” (il Fatto Quotidiano)
Martedì il ministro della Giustizia Nordio è stato per più di un’ora a Palazzo Chigi, per incontrarsi con il sottosegretario Mantovano. Ufficialmente l’incontro era previsto “da qualche giorno,” riporta Sky TG24, ma è difficile pretendere che si creda che non si sia parlato dello scandalo in corso. Finora Meloni ha fatto da scudo a Nordio, dicendo che ne escludeva le dimissioni — anche se, di nuovo, è ormai evidente che Palazzo Piacentini è uno dei problemi più grossi della maggioranza. Tutte le forze di opposizione nelle scorse ore hanno chiesto le dimissioni del ministro, e ci sono anche state dichiarazioni di chi pensa che sia tutto il governo a doversi dimettere, tra cui Arturo Scotto (PD) e anche Matteo Renzi. (Sky TG24 / la Repubblica)
Al di là della crisi politica, che inevitabilmente si consumerà nelle prossime ore e nei prossimi giorni, è necessario fare un passo indietro, per capire qual è il percorso che ha portato alla grazia di Minetti. Il Corriere ha ricostruito l’intero iter del procedimento, che è iniziato a luglio 2025, quando la domanda è stata inoltrata al Quirinale e trasmessa al ministero della Giustizia, che ha avviato la procedura. La richiesta ministeriale, però, non prevedeva di svolgere verifichi all’estero — in Uruguay e negli Stati Uniti, dove materialmente si è svolta gran parte della vicenda. Per quelle indagini sarebbe stata necessaria l’autorizzazione di Nordio stesso, per cui ci si è limitati a “prendere atto di quanto affermato nella richiesta,” scrive il Corriere. I documenti allegati, tra cui le certificazioni dell’ospedale, e le carte sull’adozione, non sono così mai stati verificati. Allegato alla richiesta, in compenso, c’era un articolo di Chi che raccontava come Minetti ora vivesse una vita riformata. (Corriere della Sera)