Sequel
C’è stato un altro attacco a Donald Trump, ma questa volta l’attentatore è stato fermato prima che potesse colpire il presidente. Tra le altre notizie: è stato un 25 aprile molto turbolento, Zelenskyj in Azerbaigian, e l’opinione pubblica sull’IA varia tantissimo in giro per il mondo
Durante la cena annuale dei corrispondenti della Casa bianca, al Washington Hilton, un uomo ha aperto il fuoco con un fucile contro un agente del Servizio segreto statunitense a un checkpoint dell’hotel. L’aggressore è stato placcato e arrestato dopo essere passato attraverso due checkpoint senza che nessuno gli sparasse. L’agente colpito è stato salvato dal giubbotto antiproiettile. Era la prima volta che Trump partecipava all’evento da presidente, dopo averlo boicottato negli anni precedenti. Il sospettato è stato identificato come Cole Tomas Allen, di 31 anni, insegnante dell’area di Los Angeles che Trump ha poi descritto come un “lupo solitario.” Allen è incriminato di aggressione a un ufficiale federale e per l’uso di arma da fuoco. Secondo un profilo del Los Angeles Times Allen è iscritto alle liste elettorali senza preferenze di partito, e ha una sola donazione registrata — 25 dollari — in supporto a Kamala Harris. Lavorava part time come insegnante presso C2 Education, aiutando alla preparazione ai test universitari e come tutor. Nel 2019 aveva pubblicato un gioco indie, Bohrdom, ispirato dalla chimica e dalla fisica. (Reuters / Los Angeles Times / Steam)
John F. Harris di POLITICO racconta in prima persona come si sono susseguiti gli eventi nella sala dopo che Allen ha aperto il fuoco. Inizialmente Harris, confermando quanto detto poi da Trump, non aveva nemmeno capito che nell’hotel qualcuno aveva sparato. Lo sviluppo della notizia è stato reso particolarmente difficile perché la sala da ballo dove si teneva la cena è profonda all’interno della struttura, e c’è una pessima copertura cellulare, per cui i presenti non riuscivano né riportare la notizia, né a tranquillizzare i familiari. Per un certo tempo in sala circolava la voce — poi rivelatasi falsa — che un attentatore fosse stato ucciso dalla sicurezza e fosse arrivato a pochi metri dalla sala. Harris ricorda che, in realtà, non è la prima volta che succede: nello stesso hotel, nel 1981, Ronald Reagan fu ferito da John Hinckley. (POLITICO)
Dopo l’attacco Donald Trump ha tenuto una conferenza stampa alla Casa bianca in cui però non sono state dette cose nuove. Trump, che solitamente attacca la stampa e in questi giorni lo ha fatto particolarmente, frustrato dagli sviluppi catastrofici della guerra in Iran, ha ringraziato i giornalisti e li ha elogiati per la copertura dell’attacco. Il presidente statunitense ha però colto l’occasione per ricordare il suo progetto di costruire una sala da ballo alla Casa bianca, nonostante le difficoltà legali: “Non volevo dirlo, ma è per questo che dobbiamo avere tutte le caratteristiche di ciò che stiamo progettando alla Casa Bianca. È in realtà una sala più grande ed è molto più sicura.” (X)