Amici–nemici come prima

Il summit in Cina non ha portato a risultati rilevanti, e al vertice dei ministri degli Esteri del BRICS+ scoppiano le tensioni per la guerra in Iran. Tra le altre notizie: i medici senza accesso alle risonanze magnetiche a Gaza, le banche italiane godono di ottima salute, e un dentista Neanderthal

Amici–nemici come prima
foto: dominio pubblico, Casa bianca

Donald Trump e Xi Jinping hanno commentato molto positivamente il summit tra Stati Uniti e Cina: secondo Trump la visita è stata “incredibile,” e si sarebbero fatti “accordi commerciali incredibili;” secondo Xi si sarebbe trattato di un’“occasione storica.” Ma Trump è tornato a casa a mani vuote su quello che era il primo obiettivo della lista: ottenere un allineamento pubblico da parte delle autorità cinesi in merito alla guerra in Iran. Parlando con Fox News, Trump ha detto che ha trovato Xi su posizioni molto simile alle proprie — contrario all’atomica iraniana, a favore della riapertura dello stretto di Hormuz. Eppure, da parte sua, Xi non ha detto nemmeno una parola in merito all’Iran, e il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha invece rilasciato dichiarazioni che fanno trasparire in modo piuttosto chiaro cosa ne pensa Pechino della guerra. Il portavoce ha sottolineato che la guerra “non sarebbe mai dovuta succedere,” e che sì, le “vie di commercio dovrebbero essere riaperte il più in fretta possibile,” ma nel contesto di un cessate il fuoco che sia “duraturo e di ampio respiro.” (Reuters / the Guardian / Fox News / ministero degli Esteri cinese)

Anche a livello commerciale le cose non sono andate benissimo: i funzionari statunitensi dicono che sono state firmate intese su prodotti agricoli e che si è avanzato sui meccanismi per gestire il commercio futuro, con entrambe le parti che dovrebbero identificare 30 miliardi di dollari di beni “non sensibili,” che possono essere scambiati liberamente, senza implicazioni rilevanti di sicurezza o di impatto sul mercato. Non ci sono però dettagli su questi accordi, e evidentemente non c’è stata nessuna svolta sull’export verso la Cina dei chip H200 di Nvidia, nonostante all’ultimo minuto si fosse unito al viaggio anche l’ad Jensen Huang. Parlando con Fox News Trump ha vantato un accordo commerciale di Boeing, per l’acquisto di 200 jet — ma in realtà le sue dichiarazioni hanno fatto scendere le azioni dell’azienda: i mercati si aspettavano la vendita di almeno 500 jet. Peraltro, di questo accordo, dalla Cina non è arrivata nessuna conferma. (Reuters / NAI500 / Reuters / the New York Times)

Nel frattempo, a Nuova Delhi, al vertice dei ministri degli Esteri del BRICS+, il ministro iraniano Araghchi ha chiesto al blocco di condannare esplicitamente le “violazioni del diritto internazionale da parte di Stati Uniti e Israele,” definendo l’Iran “vittima di espansionismo illegale e bellicismo” e accusando frontalmente gli Emirati Arabi Uniti, seduti nella stessa sala: “Direttamente coinvolti nell’aggressione contro il mio paese.” Il contesto è complesso, perché la chiusura dello stretto di Hormuz è particolarmente pesante per l’economia indiana. Anche per questo, il BRICS, che decide per consenso, rischia di non chiudere con un comunicato comune: il viceministro iranaino Kazem Gharibabadi ha rivelato che “un paese membro” ha spinto per inserire un linguaggio di condanna verso Teheran, avvertendo che “non è un buon approccio mandare al mondo il segnale che il BRICS è diviso” (Al Jazeera)

Mondo

I medici accecati di Gaza: un’inchiesta di +972 Magazine racconta il collasso della diagnostica nella Striscia di Gaza, con i medici che non hanno più accesso a risonanze magnetiche. Le macchine sono state distrutte dai bombardamenti delle IDF, e il blocco mai interrotto dalle autorità israeliane impedisce l’ingresso dei ricavi. Alcune macchine sarebbero riparabili, ma anche le parti di ricambio non possono entrare a Gaza, e in ogni caso manca l’elio necessario per garantire il funzionamento delle MRI: è necessario per raffreddare i magneti, e senza di esso l’apparecchio semplicemente non funziona. Già prima dell’aggressione di Gaza la situazione era difficile: in tutta la Striscia erano presenti solo 7 macchine per la risonanza magnetica, quando gli standard internazionali raccomandano almeno una macchina ogni 100 mila abitanti — Gaza avrebbe dovuto averne il triplo. (+972 Magazine)

Electronic Intifada ha smontato il “rapporto” Silenced no more, pubblicato il 12 maggio dalla “Civil Commission” della giurista israeliana Cochav Elkayam‑Levy, finanziato anche dal governo tedesco tramite l’ambasciata a Tel Aviv, con endorsement di Hillary Clinton, Sheryl Sandberg, Rahm Emanuel e Irwin Cotler. Nei giorni scorsi, in risposta alla circolazione del reportage del New York Times sulle violenze sessuali subite dai prigionieri palestinesi, il “rapporto” è stato rilanciato senza nessuna verifica da numerosi media internazionali. Il documento sostiene di documentare numerosi casi di violenza sessuale da parte di Hamas il 7 ottobre 2023, ma ammette di non fornire un numero di vittime, non include una sola testimonianza diretta di una donna che abbia subito violenze, e ricicla fonti precedentemente già smentite. Il rapporto cita più di 10 mila foto e video come prove (!), ma nessuno di questi, in realtà, mostra episodi di violenza sessuale. Si tratta, in realtà, di un caso chiuso, al netto della propaganda di Tel Aviv: come indicato nel rapporto ONU di Pramila Patten del marzo 2024, “nella valutazione medico‑legale delle foto e dei video disponibili non si sono potuti identificare indizi tangibili di stupro.” (Electronic Intifada)

C’è stato uno scandalo per il viaggio di Isabel Díaz Ayuso, la presidente della comunità autonoma di Madrid, in Messico: il viaggio doveva durare 10 giorni, ma è stato interrotto bruscamente, e ha messo in difficoltà il Partito popolare. La presidente era andata a omaggiare Hernán Cortés e a difendere la “Conquista” spagnola, scontrandosi con i governi di Pedro Sánchez e Claudia Sheinbaum, e al rientro accusando entrambi di aver messo a rischio la sua sicurezza, descrivendo il Messico come un “narco-stato.” La visita era stata organizzata come risposta estremista all’operazione diplomatica di riconciliazione tra Madrid e Città del Messico in cui si è speso anche il re Felipe VI, che a marzo aveva riconosciuto, timidamente, i “molti abusi” e le “controversie etiche” della colonizzazione spagnola delle Americhe. (el País)

Il segretario alla Difesa statunitense Hegseth ha cancellato all’ultimo minuto la rotazione di 9 mesi di 4.000 soldati statunitensi in Polonia — la notizia è arrivata cogliendo di sorpresa sia il Pentagono che le cancellerie europee. Si tratta di una escalation rilevante: a differenza della Germania, con cui ci sono state tensioni in queste settimane, Trump in precedenza aveva definito la Polonia un “alleato modello” per la spesa militare al 4,7% del PIL — la più alta nella NATO. La decisione è stata presa all’ultimo minuto, e un funzionario statunitense ha sospirato con POLITICO che “non aveva idea che stesse arrivando.” (POLITICO)

Italia

Vincenzo Scalia, su Osservatorio Repressione, commenta la scelta del Siulp — uno dei principali sindacati delle forze dell’ordine — di invitare ai propri eventi Roberto Vannacci. Oggi l’estremismo di destra radicato nelle forze dell’ordine è uno dei problemi più gravi e meno discussi, almeno nella stampa mainstream, che minacciano la democrazia italiana. Eppure, per quanto le fdo italiane abbiano sempre avuto contatti con ambienti di estrema destra e aspetti problematici, tra gli anni ‘60 e gli anni ‘80 si era registrato un movimento anche interno per smilitalizzare e sfascistizzarle — un movimento che ha prodotto alcuni risultati, come la creazione di sindacati e la separazione della polizia di stato dalle sfere strettamente militari, ma della cui eredità resta tristemente poco nelle forze dell’ordine di oggi, sia a livello di agenti che di sfere di comando. (Osservatorio Repressione)

La Lombardia è la regione italiana regina per consumo di suolo, un primato che rischia di essere ancora più tristemente accentuato dalla “necessità” di costruire sempre più data center, in base alle esigenze attuali del capitalismo locale e globale. La giunta regionale ha varato un regolamento che prova a limitare l’invadenza di queste grandi strutture, che non solo cementificano ampie aree di territorio, ma non forniscono nemmeno lavoro, come potrebbero fare invece strutture comunque controverse come quelle legate alla logistica. Sono previsti incentivi a non consumare suolo vergine e vengono aumentati gli oneri di urbanizzazione nel caso di strutture costruite vicino a parchi e ad aree verdi, ma per l’opposizione non è abbastanza: come fa notare Open, “​​senza un vincolo vero e proprio, sostengono, resta aperta la possibilità di costruire anche su suolo agricolo o libero, peraltro in una regione che ha già il record italiano di consumo di suolo.” (Open)

L’economia italiana arranca, ma le banche sembrano stare benissimo: nel primo trimestre di quest’anno i profitti del settore hanno generato ben 7,5 miliardi di utili, in gran parte elargiti come dividendi per gli azionisti. Questo quadro testimonia una distanza sempre maggiore tra l’economia e il paese reali, e un settore creditizio e finanziario sempre più in mano ai grandi fondi statunitensi — Vanguard e BlackRock, ad esempio. Fa notare Alessandro Volpi di Altreconomia che “il credito non è l’elemento portante dei profitti bancari perché non dipendono dall’erogazione di prestiti al sistema produttivo e alle famiglie ma da attività di commissione e di acquisto di titoli finanziari:” le banche, insomma, non hanno interesse a investire soldi in iniziative di famiglie e imprese, ma sono ben contente di ingrassare i propri soci speculatori. “È chiaro invece chi sono i beneficiari. BlackRock che è il principale azionista di Unicredit e il terzo di Intesa Sanpaolo, nel 2025 ha guadagnato dal settore bancario italiano un miliardo di euro in dividendi, 1,5 miliardi nella rivalutazione delle proprie partecipazioni e quasi due miliardi dalla vendita alle banche italiane, di cui è azionista, dei propri prodotti finanziari per un totale, tondo, di oltre 4,5 miliardi in un anno solo.” (Altreconomia, dietro paywall)

Nel giro di pochi anni, il sindacato Sudd Cobas è riuscito a portare all’ordine del giorno della politica locale — e nazionale — la questione del gravissimo sfruttamento della manodopera nell’ industria tessile della città di Prato, riuscendo anche ad ottenere effettivi miglioramenti alle condizioni di lavoro. Questi risultati sono stati ottenuti grazie a metodi di lotta sindacale più duri e diretti di quelli dei sindacati confederali, che infatti guardano all’ascesa della sigla sindacale con un misto di appoggio e diffidenza. È stata un’impresa rischiosa: la violenza ai danni dei sindacalisti è endemica e diffusa, con l’ultimo episodio accaduto solo pochi giorni fa. Al momento, però, il sindacato è una forza con la quale il prossimo sindaco della città, che tra poco andrà ad elezioni, dovrà fare i conti: fa notare la sindacalista Sarah Caudiero che “Le lotte dei lavoratori sono ormai una caratteristica di Prato, al pari dello sfruttamento. Se qualcosa sta cambiando in questo distretto è grazie a loro, e non è qualcosa che potrà essere ignorato.” (il Post)

Cult

Bella merda — Premessa: esiste un’app che si chiama PoopCheck, che promette di usare l’IA per verificare la salute del vostro intestino, analizzando foto che dovreste scattare delle vostre feci. L’applicazione vanta di essere attenta alla privacy, e addirittura sull’App Store l’app ha l’etichetta che dice che lo sviluppatore non raccoglie dati dall’uso. In realtà, gli sviluppatori dello studio Soft All Things usano eccome i dati caricati dagli utenti, e vendono accesso ai dataset — ovvero: alle foto delle feci dei propri utenti — a migliaia di dollari al pacchetto. Il dataset non contiene solo foto, ma anche identificatori per ogni immagine utili per insegnare alle IA a distinguere tra feci di una persona in salute o meno, e con anche le informazioni che l’utente aveva caricato insieme alla foto. (404 Media)

Secondo un retroscena di Bloomberg, la partnership tra Apple e OpenAI è entrata in crisi: OpenAI, infatti, sarebbe insoddisfatta con i benefici ottenuti dall’accordo, e starebbe valutando di fare causa all’azienda di Cupertino. Sotto pressione per la mancanza di funzionalità avanzate IA, due anni fa Apple ha firmato un accordo con OpenAI che permette di usare ChatGPT all’interno di Siri e Apple Intelligence: OpenAI sostiene che questo accordo fu presentato come un’occasione miliardaria, e sostiene che Apple non ha investito abbastanza per sviluppare e promuovere le funzionalità. Nel frattempo, Apple sembra aver già archiviato quella fase delle proprie ambizioni IA, e ora sta lavorando con i modelli Gemini di Google. (Bloomberg)

I primi dentisti del mondo sono stati Neanderthal: un nuovo studio archeologico documenta come, in un molare neandertaliano di 59 mila anni fa, ritrovato in Siberia, siano state riscontrate tracce di un intervento odontoiatrico vero e proprio, eseguito con un utensile dedicato in pietra. Si tratta di una scoperta di grande rilevanza, che cambia in modo piuttosto netto la nostra comprensione delle competenze mediche dei Neanderthal. Ovviamente, l’operazione si sarebbe svolta senza tutti gli anestetici che vengono utilizzato in età moderna, ma tracce archeologiche in altri siti suggeriscono che i Neanderthal conoscessero piante medicinali come camomilla e achillea, e antisettici come la pece di betulla. (PLOS One, via Ars Technica)

Singolo del giorno

È online Winged in Collapse, il nuovo LP dell’artista art-pop polacca Martyna Basta, che si muove con grande agilità tra sonorità leggere e graffianti. Il singolo del giorno è l’ultima traccia estratta dal disco, “Laid,” ma recuperate anche “Hands Want To” e “You, My Nest.” (su Bandcamp e Spotify


Gif: Crystal B