Le torture e gli abusi sessuali subiti dagli attivisti della Flotilla
Gli attivisti della GSF denunciano abusi sessuali, compreso lo stupro, e violenze, hanno costole rotte e vertebre fratturate. Tra le altre notizie: i “piccoli progressi” nella trattativa con l’Iran, altre 2 settimane di sconti su benzina e gasolio, e lo stato del giornalismo indipendente israeliano
Gli attivisti della Global Sumud Flotilla, deportati nei propri paesi dopo essere stati rapiti in mare dai militari israeliani, hanno denunciato abusi fisici e sessuali sistematici subiti durante la loro prigionia. Gli organizzatori della Flotilla parlano di “almeno 12 casi di abusi sessuali, compreso lo stupro anale e la penetrazione forzata con una pistola”, e parlano di “decine di persone con ossa rotte.” Sono registrati numerosi casi di costole rotte e persino di vertebre fratturate. Come nei casi precedenti, la Flotilla spera che la notizia delle violenze faccia luce sul trattamento, nettamente peggiore, in cui sono costretti i palestinesi prigionieri nelle strutture israeliane. Le testimonianze raccolte parlano di proiettili di gomma sparati a distanza ravvicinata, taser usati sul volto delle persone, granate stordenti lanciate tra i gruppi, posizioni di stress per ore sotto luci intense, rimozione forzata dell'hijab, perquisizioni da nudi, palpeggiamenti, violenze sui genitali e stupri. Alcuni dei racconti più gravi provengono da un’imbarcazione che i testimoni chiamano “la barca della tortura.” (the New Arab / Al Jazeera / the Guardian)
L’Alta rappresentante UE per la politica estera Kallas ha accolto la richiesta di Tajani di lavorare per imporre sanzioni contro Ben-Gvir, che nei giorni scorsi aveva sbandierato con orgoglio le torture a cui erano sottoposti gli attivisti. L’Italia ha chiesto che al Consiglio Affari Esteri del 15 giugno venga discussa la proposta di sanzioni. Il portavoce delle Nazioni Unite Stéphane Dujarric ha espresso la preoccupazione dell’ONU, chiedendo ottimista, che “chi è responsabile di questi trattamenti deve essere chiamato a risponderne.” Il servizio carcerario israeliano nega tutto, sostenendo al contrario che i prigionieri sono stati trattati “in accordanza con le procedure e le considerazioni professionali.” Reuters ha chiesto informazioni più precise, inoltrando le accuse specifiche degli attivisti, in particolare riguardo i casi di stupro, ma l’agenzia non ha ricevuto nessuna risposta. (ANSA / Nazioni Unite / Reuters)
Nel frattempo, la situazione a Gaza continua a essere durissima: un reportage di Al Jazeera da Khan Younis documenta la crisi sanitaria che colpisce i bambini della Striscia, dove malattie della pelle si stanno diffondendo a ritmi allarmanti tra le famiglie sfollate ammassate in campi sovraffollati. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, nel solo 2026 sono state registrate oltre 17 mila infezioni ectoparassitarie. Il mese scorso, Medical Aid for Palestinians ha esaminato 7.017 persone in 6 centri di assistenza primaria: su 1.325 persone con malattie cutanee diagnosticate, oltre il 62% erano bambini. Alaa Ouda, un medico che lavora in una clinica MAP a Khan Younis, al servizio di 6 campi sfollati, tratta 70-80 pazienti al giorno per scabbia, infestazioni di pulci, morsi di insetti infetti e infezioni fungine. La permetrina, uno dei principali trattamenti per la scabbia, non è più del tutto disponibile, mentre Israele continua a imporre restrizioni severissime sull’ingresso degli aiuti umanitari, ignorando i termini del cessate il fuoco. (Al Jazeera)