La violenza dei coloni israeliani è violenza di stato
Il report delle Nazioni Unite sottolinea la collusione sistemica tra coloni e IDF. Tra le altre notizie: Trump non attacca l’Iran, per ora; gli interessi del nuovo editore di Repubblica, e come è andato a finire Musk v. Altman
È online il report delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati durante il periodo che va dal 7 ottobre 2023 al 31 maggio 2025. Il responsabile ONU Ajith Sunghay ha denunciato come, anche dopo il cessate il fuoco “le uccisioni e la distruzione di infrastrutture sono continuate quasi con quotidianità, e la situazione umanitaria generale resta molto grave.” “In Cisgiordania, il ritmo degli sfollamenti forzati di palestinesi non ha precedenti da decenni e l’espansione degli insediamenti coloniali israeliani è senza precedenti. Le forze militari e di polizia israeliane, insieme ai coloni, uccidono impunemente un numero sempre maggiore di palestinesi, spesso in modo congiunto.” Parlando con i giornalisti, Sunghay ha detto espressamente che la distinzione tra violenza dei coloni e violenza di stato si sta “assottigliando sempre di più.” “Abbiamo osservato le IDF unirsi ai coloni e attaccare le comunità palestinesi. Non si limitano a stare a guardare.” Sunghay ha sottolineato che è difficile tracciare la differenza tra coloni e militari, perché “molti dei soldati sono coloni stessi.” Questo legame si fa trasparente di fronte alla completa assenza di conseguenze per le azioni dei militari: “Non c’è stata alcuna assunzione di responsabilità. Non abbiamo visto arresti, processi o punizioni.” Al contrario, i militari vengono protetti dalle autorità: “Possono appropriarsi di terre senza subire conseguenze. Alla luce di tutto questo, l’azione dello stato e quella dei coloni si stanno fondendo.” Sunghay ha chiesto agli stati membri di “fare pressione su Israele e anche di esaminare le proprie relazioni bilaterali” “per vedere come possono usarle per cambiare la situazione sul terreno.” (OHCHR / ReliefWeb / Anadolu)
Nel documento, l’OHCHR riporta che ci sono “motivi ragionevoli per concludere che a Gaza è avvenuto ed è in corso un genocidio” e “una campagna di pulizia etnica.” Riguardo l’accesso ad aiuti umanitari, l’ONU bolla l’esperienza della Gaza Humanitarian Foundation come “uno schema militarizzato e disumanizzante.” Allo stesso modo, il report elenca i molti casi in cui le autorità israeliane hanno usato linguaggio disumanizzante, citando espressamente l’occasione in cui l’allora ministro della Difesa Gallant ha parlato di “umani animali.” Il documento descrive come la violenza vada oltre le uccisioni, in quella che viene descritta come una vera e propria “distruzione delle condizioni di vita”: a Gaza sono stati distrutti 110 siti UNESCO, 995 moschee, 3 chiese storiche, oltre alla diffusa distruzione di scuole, abitazioni residenziali, e ospedali. (OHCHR)
Come scrivevamo ieri prima della pubblicazione, le IDF hanno condotto un altro attacco in acque internazionali contro le navi della Global Sumud Flotilla e della Freedom Flotilla Coalition. I militari hanno intercettato 39 imbarcazioni e hanno passato gran parte della giornata di ieri a condurre raid e imprigionare il personale a bordo di una nave appositamente designata come “prigione galleggiante.” Un piccolo gruppo di imbarcazioni è riuscito a sfuggire all’incursione israeliana, e sta continuando spedito verso Gaza: mentre scriviamo il tracker della Flotilla segna ancora 10 navi in libertà. Tra i rapiti ci sono anche 12 dei 35 italiani che stanno partecipando all’iniziativa. “Abbiamo chiesto che i nostri connazionali vengano tutelati,” e “immediatamente rilasciati,” ha dichiarato Tajani, chiedendo a Israele “rispetto del diritto internazionale.” (Reuters / Global Sumud Flotilla / Sky TG24)
Mondo
Con un post su Truth Social, Donald Trump ha annunciato di aver sospeso un attacco militare contro l’Iran che sarebbe stato previsto per oggi, nominalmente perché sarebbero in corso “negoziati seri” per mettere fine alla guerra. L’attacco, che sarebbe stato “molto importante,” è stato rimandato almeno “per un po’ di tempo,” “si spera, forse per sempre.” “Sembra esserci un’ottima possibilità che possano trovare un accordo. Se riusciamo a farlo senza bombardarli di brutto, ne sarei molto felice.” Secondo Trump, gli alleati della regione gli avrebbero chiesto di attendere due o tre giorni perché si sentono vicini a un accordo con Teheran. La realtà, come accade sempre con Trump, è più complessa: non solo c’è seria preoccupazione che l’Iran possa resistere all’attacco statunitense e rispondere in modo importante, ma la guerra è sempre meno popolare negli Stati Uniti: un sondaggio New York Times/Siena registra che il 64% dei partecipanti si è detto contrario alla guerra; tra cui anche il 22% dei repubblicani. La spaccatura all’interno del partito è soprattutto con la base più giovane, che si sente tradita dopo una campagna elettorale in cui Trump aveva promesso che non sarebbero iniziate guerre. (Truth Social / the New York Times / POLITICO)
La Bielorussia ha annunciato che da oggi si terranno tre giorni di esercitazioni nucleari congiunte con la Russia, per addestrare il personale all’uso delle armi nucleari russe disposte sul proprio territorio. Il ministero della Difesa bielorusso ha precisato che le esercitazioni coinvolgeranno unità missilistiche e velivoli da combattimento, e che le manovre erano pianificate in anticipo e non sono dirette contro paesi terzi. Le esercitazioni si concentreranno anche sull’addestramento delle forze a spostarsi senza essere viste, su grandi distanze. La Bielorussia fa parte formalmente dell’ombrello nucleare russo dal 2024, quando il Cremlino ha pubblicato la propria nuova dottrina nucleare. (Associated Press)
Tre persone sono state uccise in un complesso che ospita una moschea a San Diego. Due assalitori, che apparentemente si sono tolti la vita al termine dell’attacco, hanno attaccato l’Islamic Center della città, che comprende una moschea e una scuola. I responsabili dell’attacco sono due giovani di 17 e 19 anni. Tra gli uccisi c’è la guardia di sicurezza del centro, che avrebbe avuto, secondo le ricostruzioni, un ruolo importante nell’evitare che la strage fosse molto più grave. La madre di uno dei due attentatori aveva informato le autorità che suo figlio era suicida ed era scomparso, insieme a diverse armi e l’auto di famiglia. Le autorità stanno trattando il caso come un crimine d’odio: nei pressi della vettura di uno dei due sospettati è stata trovata una tanica di benzina decorata con il simbolo delle SS. NBC San Diego sta seguendo la vicenda con un liveblog. (New York Post / NBC San Diego)
Italia
Theodore Kyriakou è il nuovo editore di Repubblica, ma è anche strettamente legato al centro studi Atlantic Council. Nei giorni scorsi ha organizzato un vertice in Grecia per discutere del futuro dei paesi del Golfo, che sono stati scottati dalla reazione iraniana all’imperialismo occidentale del quale sono strettamente alleati. Tra loro c’era anche Giorgia Meloni — ricordate i tempi in cui gli editori di Repubblica litigavano furiosamente con i presidenti del Consiglio di destra? Sembrano ormai acqua passata. Come fa notare Alessandro Volpi, “A Navarino si incontrano, oltre ai politici, i grandi fondi sovrani arabi, i grandi fondi Usa di private equity, e le grandi banche degli Stati Uniti, a cominciare da Jp Morgan e Goldman Sachs, per trattare di affari immobiliari e di operazioni sull’energia. Nello specifico, Meloni è molto interessata ai miliardi che i fondi sovrani arabi hanno promesso all’altrimenti assai scarico Piano Casa.” (Contropiano)
Oggi pomeriggio il governo Meloni dovrebbe approvare una mozione che mette nero su bianco l’impossibilità di aumentare le spese per la difesa fino al 5%, come richiesto dal capriccioso presidente Usa e dalla Nato. Il passo indietro è arrivato dopo il bagno di consapevolezza a cui l’Italia è dovuta arrivare con la guerra in Iran — appunto — che ha mostrato tutta la fragilità della sua industria energetica, sclerotizzata e basata sui combustibili fossili. Ovviamente c’è anche una motivazione elettorale, visto che un aumento delle spese militari di questo tipo sarebbe ingiustificabile in vista delle elezioni del 2027, ma sembra che l’esecutivo voglia ridiscutere il target del 5% fino al 2035. (il Fatto quotidiano, dietro paywall)
13 minorenni sono stati denunciati in provincia di Siena per detenzione illegale di armi, detenzione di materiale pedopornografico, propaganda di idee di odio razziale e apologia di fascismo e nazismo. L’operazione si chiama Format 18 e arriva solo poche settimane dopo l’arresto di un diciassettenne in provincia di Perugia, sospettato di poter compiere stragi scolastiche in nome della “razza ariana.” (Fanpage)
Anche se il sistema mediatico si è dimenticato di lui, Alfredo Cospito è ancora in carcere e ancora al 41 bis da anni — ricordiamo che non ha mai ucciso nessuno. Durante la sua testimonianza in un processo contro alcuni anarchici che gli hanno mostrato solidarietà negli scorsi anni, ha rilasciato alcune dichiarazioni che dovrebbero far accapponare la pelle a qualunque cittadino di qualunque stato che consenta questo regime carcerario. Cospito può vedere solo quattro persone al giorno per poche decine di minuti; avere un lettore cd per ascoltare musica gli avrebbe richiesto due anni di procedure burocratiche e si è spesso visto negare richieste per libri da leggere. Cospito ha accusato il governo di aver messo in campo una ritorsione nei suoi confronti dopo il suo sciopero della fame, che aveva portato alla luce le condizioni sue e degli altri detenuti al 41 bis in Italia. Secondo Cospito, “quello che è nato come un regime eccezionale si sarebbe progressivamente trasformato in una normalità.” Cospito ha commentato così la sua deposizione: “Questo momento per me è abbastanza consolante. L’ultima volta che ho potuto vedere delle facce è stato un anno e mezzo fa e dall’altra parte c’erano Sara e Sandrone, che ora sono morti” — i due anarchici morti nell’esplosione a Roma lo scorso marzo. (Osservatorio Repressione)
Domani pomeriggio si riunirà l’assemblea degli azionisti di Exor, la holding delle famiglie Agnelli-Elkann, per approvare il bilancio del 2025. Sarà una riunione piuttosto mesta, visto il tracollo del gruppo Fiat-Stellantis e la perdita di ben 3,79 miliardi di euro. John Elkann però può dirsi soddisfatto, visto che per qualche motivo il suo stipendio è stato aumentato da 1 milione a 3,15 milioni di euro lordi, che unito ad alcuni rendimenti azionari porta la sua busta paga a 24,35 (ventiquattro) milioni di euro per il prossimo anno, a cui vanno aggiunti anche altri vari emolumenti. In borsa Exor ha perso il 26% in un anno. (il Fatto quotidiano)
Cult
La giuria che ha seguito il caso Musk v. Altman ha raggiunto — molto in fretta, in meno di due ore — un consenso unanime: la causa di Elon Musk, con cui si accusava OpenAI di aver tradito la propria missione originaria di essere a beneficio dell’umanità, è stata respinta. I giurati hanno stabilito che Musk ha atteso troppo a lungo prima di fare causa: il termine di prescrizione è di tre anni, e l’azione legale è stata depositata solo nell’agosto 2024, nonostante Musk fosse a conoscenza dei piani di crescita — e profitto — di OpenAI da diversi anni. La giudice distrettuale Yvonne Gonzalez Rogers ha avvertito che un eventuale appello di Musk sarebbe difficoltoso: “C’è una quantità sostanziale di prove a sostegno della decisione della giuria, ed è per questo che ero pronta a respingere la causa seduta stante.” Nonostante tutto, ovviamente, Musk ha annunciato che farà appello: “Non ci sono dubbi sul fatto che Altman e Brockman si siano davvero arricchiti rubando di una no profit. L’unica domanda è QUANDO l’hanno fatto!” (Reuters / X)
Al netto della sentenza, e della battaglia personale eterna tra Musk e Altman, quello che emerge dal processo è un’altra cosa. Se da un punto di vista strettamente legale non è emerso nulla di nuovo — la giuria è arrivata a una conclusione fattuale che si sapeva prima che il processo iniziasse — Hayden Field sottolinea: il processo ha rivelato come quasi nessuno dei protagonisti dell’industria, e specificamente di questa vicenda, appare degno di fiducia. La questione, insomma, non è se Altman ha truffato Musk, ma se è possibile che un’industria chiave come quella dell’IA venga lasciata in mano a queste persone. I testimoni di Musk hanno inquadrato Altman come una persona bugiarda e pronta ad accoltellare alle spalle i propri colleghi; i testimoni di Altman hanno descritto Musk come una persona sconsiderata, che sta sviluppando le IA in modo non sicuro, perché vuole “dominio” su una forma di intelligenza artificiale forte. (the Verge)
Ogni tanto alle grandi aziende il lavoro da remoto piace. La responsabile delle risorse umane di Meta, Janelle Gale, ha inviato ai dipendenti dell’azienda un memorandum in cui si annuncia il riassegnamento di 7.000 dipendenti, in larga parte verso progetti IA. La ristrutturazione arriva all’indomani di un’altra ondata di licenziamenti di massa nell’azienda: Gale ha istruito i dipendenti di non presentarsi in ufficio domani, ma di lavorare da remoto, perché alle 4 di mattina di mercoledì verranno inviate le mail con le notifiche di licenziamento. (the New York Times)
Singolo del giorno
David Little è tornato con il primo LP del suo progetto Lines of Silence, con cui si muove tra ambient, elettronica e kraut. Il disco raccoglie alcune delle tracce degli ultimi due EP dell’artista, e contiene molti inediti. Il singolo del giorno è “Kinetik,” ma se vi piace quello che sentite, fate partire il disco dall’inizio. (su Bandcamp e Spotify)
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